Olimpia Milano: le prime parole di Messina sulla nuova stagione

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La stagione in casa Olimpia Milano è ufficialmente iniziata: dopo le presentazioni dei giorni scorsi, oggi pomeriggio l’EA7 sarà infatti impegnata nel prestigioso torneo di Atene. Nel frattempo sono tornati a casa i nazionali così come Ettore Messina, che ha partecipato al Festival dello Sport 2022 di Trento. Proprio in occasione di questa manifestazione, il coach ha rilasciato le prime dichiarazioni sulla nuova stagione delle scarpette rosse e sui ricordi della recente vittoria dello scudetto.

Il punto di partenza dell’intervista infatti è stato il tricolore conquistato l’anno scorso. Una vittoria che ha fatto gioire anche lo stesso Messina, pur essendo un allenatore che non si lascia trasportare troppo dall’entusiasmo. E chissà che non abbia contribuito alla festa anche un certo senso di rivincita sulla Virtus Bologna, dopo la brutta figura delle finali scudetto 2021.

La cosa bella, quando hai la fortuna di far parte di queste squadre che vincono, è vedere tutti che festeggiano. Son rimasto impressionato dal fatto che i tifosi hanno seguito i playoff molto da vicino: vederli rimanere in campo per più di un’ora a festeggiare mi ha colpito, così come le facce dei giocatori, di Armani e dello staff.

Melli durante l’anno aveva detto “noi non siamo qui per vendicare niente”. Però il ricordo di come siamo arrivati a quella serie e di come ci sono passati sopra era dentro tutti quanti.

É innegabile che, da quando l’ex Spurs è arrivato a Milano, la società abbia avuto una decisa inversione di rotta. Ovviamente in positivo, visto la crescita dell’organizzazione e della squadra soprattutto a livello europeo. Merito anche del nuovo organigramma societario, che vede Messina non solo come allenatore ma anche come presidente.

Io ho questo titolo, ma faccio l’allenatore. Ho l’ultima parola sulle decisione dell’aspetto sportivo. Poi non è che mi faccio gli affari degli altri, ho chiesto di essere informato e di poter dire no. Avendo persone di grande affidabilità, sarà capitato tre volte l’anno.

Oltre al coach, fondamentali però sono anche i leader all’interno dello spogliatoio. I due nomi che vengono subito in mente sono Melli e Datome, mentre lascerà un vuoto da colmare l’assenza del Chacho Rodriguez, anche lui complice della nuova cultura formatasi.

Melli e Datome sono giocatori importanti, due persone che hanno la capacità di tenere assieme tutti quanti e di essere ascoltati, al di là del giocare bene o male. Questi sono per me i leader nello sport. Sono due persone che non hanno problemi a dire la loro opinione.

Il Chacho è stato il giocatore che ha dato un’inversione di tendenza. Con l’idea di competere nel campionato italiano, ma soprattutto in campo europeo. Lui ha cambiato in meglio il livello di esigenza nelle piccole cose e ci ha fatto divertire tutti.

Ma adesso è necessario sul presente e non più sul passato. L’inizio della stagione è alle porte, e l’Olimpia si presenta con un organico più profondo e talentuoso che mai. Una possibile arma a doppio taglio secondo Messina, visto che i giocatori richiederanno un alto minutaggio e sarà necessaria molta responsabilità e bravura nel gestire le rotazioni. Tuttavia, alla fine dei conti, questi problemi è meglio averli che non averli.

Andrà gestita la squadra con grande maturità, visto che siamo in 16. La squadra è più profonda, ha una dimensione di gioco interiore mai avuta negli anni, si sono aggiunti Voigtmann e Thomas, Tonut può crescere e darci una profondità di squadra, soprattutto in Italia, ma anche internazionale. Poi siamo ansiosi di vedere come Pangos può sostituire Rodriguez.

Quali sono quindi gli obiettivi che questa squadra si può prefissare, specialmente in Eurolega? Realisticamente rimane l’obbligo playoff, ma il sogno sono quelle Final Four raggiunte due anni fa. Non sarà facile visto l’alto livello del torneo, ma l’Olimpia non può e non deve nascondersi.

La squadra potrebbe avere una competitività di un certo livello, poi la competizione è durissima e può succedere di tutto. Vero che non ci sono le tre russe, ma c’è stata una diaspora che ha rafforzato le altre. Ci sono tante pretendenti. Poi alle Final Four, il nostro sogno, può capitare di tutto. Però il vero scoglio è fare i playoff e cercare di arrivarci al meglio.

Messina ha poi speso qualche parola sulla presenza di un’altra italiana in Eurolega: la Virtus Bologna. Un risultato, quello della Segafredo, che fa bene all’Italia e innalza ulteriormente il livello della Serie A.

Fondamentale per il nostro campionato avere un’altra squadra in Eurolega, la Virtus. Lo dico anche egoisticamente, perché ora è anche più equo il duello. L’Eurolega è durissima e almeno la condividiamo. La competitività del campionato è ora riconosciuta da tutti all’estero, questo è importante. La LBA è migliorata moltissimo nei tre anni in cui sono stato qua. Faccio un nome, il lungo di Varese Caruso, che potrebbe diventare un giocatore importante. Sono ragazzi che due o tre anni fa non sapevamo che faccia avessero.

Infine il coach dell’EA7 ha parlato anche dei risultati raggiunti quest’estate dall’Italia di Gianmarco Pozzecco. Nessuna medaglia per gli Azzurri, ma lo scalpo della Serbia in mano e la sensazione di poter costruire un progetto vincente. Lo stesso che Messina vuole continuare a costruire a Milano.

Noi in Italia abusiamo del concetto di squadra vincente e allenatore vincente. Il concetto di vincente si configura con quelli che hanno la capacità di giocare al massimo delle loro possibilità. In questo senso, la nostra Nazionale è stata vincente, anche con la sfortuna dei due liberi sbagliati. L’Italia ha fatto un campionato in crescendo e c’è un futuro per questa squadra. Lo stesso voglio che sia per Milano.