LBA, Olimpia Milano: tutto quello che avrebbe voluto Messina

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Olimpia Milano
Flickr Olimpia Milano

L’Olimpia Milano convince anche in campionato vincendo contro Trento e dando ampio respiro alle rotazioni. Abbiamo elencato alcuni punti chiave della vittoria, analizzando singoli e squadre.

Vittoria e gestione

Tutto quello che avrebbe voluto Messina. Il coach biancorosso non avrebbe potuto desiderare una domenica migliore dopo la sbornia di giovedì. Partita sempre in controllo e a tratti dominata. Rotazione ampia e riposo per i senatori Hines e Rodriguez. Il tutto condito da buone risposte di Grant, Delaney e Moraschini.

Shields, Grant, Delaney

Non perde occasione per ricordarci che tipo di giocatore sia e come la sua fisicità sia spesso ingestibile per gli avversari. 19 pt in 24′, impacchettati da una bellissima schiacciata durante il secondo tempo. A tutti gli effetti è la sua squadra a livello offensivo.
Segnali incoraggianti da parte delle due point guard milanesi. Oggi si sono visti sprazzi interessanti a livello offensivo, soprattutto da parte dell’ex-Barcellona, che fanno ben sperare i tifosi di Milano. Grant rimane comunque molto apprezzabile nel mettere pressione sulla palla e costringere gli avversari a entrare male nei set offensivi.

Difesa

La vittoria di Milano passa in buona parte dalla sua difesa. Lo staff milanese sceglie di cambiare su tutti i pick and roll (ad eccezione dei pick and roll che coinvolgono Tarczewski), toglie molto bene linee di passaggio e costringe Trento a azioni individuali. Molto indicativo il dato che vede Milano vincere di venti una partita dove il suo avversario tira con il 52% da fuori. Difesa che ha accetto gli 1 vs 1 dei talentuosi esterni ospiti, che ha si messo grandi cifre ma alla lunga ha tolto ritmo alla squadra.

Lunghi e rotazione

L’ex-Arizona è uno di quelli che sta giovando maggiormente di un attacco che cerca maggiormente il gioco interno. L’aumento di giocatori in grado di giocare il pick and roll per coinvolgere le sponde permette una creazione di triangoli sul lato qualitativamente migliori. Migliori linee di passaggio e migliore capacità di premiare le sue posizioni profonde. Forse il “torneremo a chiedergli cose nelle sue corde” di Messina passava proprio da questo. I più grossi punti di domanda per la squadra trentina sono alla voce lunghi e rotazione. L’assenza di Caroline non ha di certo aiutato, al momento il reparto interno della squadra di Molin è quello che sembra essere maggiormente in difficoltà. In parte per quanto detto sopra, in parte per un sistema che vorrebbe giocare molto sui cambi e sugli show aggressivi, in un contesto dove i meccanismi sono tutti da affinare. Esponendo quindi i suoi interpreti ai lati negativi di tale scelte: fisicità dove inevitabilmente vanno sotto e rimbalzi concessi. Quesito sulle rotazioni. Trento non è forse un filo corta per il doppio impegno? Flaccadori ha dato ottime risposte in questo inizio e non dovrebbe rappresentare un problema. Forry non più giovanissimo, Mezzanotte e Ladurner che dovranno essere definitivamente lanciati anche in ambito europeo….Trento ha diversi punti interrogativi da mettere a posto.

Flaccadori, Bradford e Reynolds

La squadra vista al forum oggi ha dato l’idea di essere molto indietro a livello di chimica. Va fatta la tara a un calendario perfido per l’avvio degli uomini di Molin, in queste due partite però ha spesso faticato ad attaccare a difesa schierata, rifugiandosi in azioni singole condotte dai propri giocatori di talento. Concettualmente non sbagliato, la squadra però fatica a giocare sui vantaggi creati da Flaccadori e Bradford. Ci sono aspetti che possono comunque infondere ottimismo a Molin, tutti legati al trio Flaccadori-Bradford-Reynolds. Il primo decisamente il migliore come costruttore di gioco per Trento, gli altri due con una grandissima capacità di mettere punti a referto.  L’ex-vice di Laso deve partire da queste sicurezze per rimettere in carreggiata i suoi. Il tempo c’è, la stagione è solo l’inizio e ha ancora qualche settimana prima dell’inizio dell’Eurocup.