Olimpia Milano: serve non guardare solo all’oggi…

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Messina
Foto di Alessia Doniselli

Ogni tanto bisogna provare a uscire dalla visione dell’oggi per provare a vedere il quadro d’insieme.
La preoccupazione per la qualità di gioco e di conseguenza i risultati conseguiti dall’Olimpia nell’ultimo periodo è fisiologica. Far finta che sia “nel normale corso delle cose” non sarebbe corretto. La squadra attacca male, difende in modo mediocre ma soprattutto ha un atteggiamento sfiduciato come in molti hanno riportato.
Tutto vero.

coach

Uno speciale da rivedere

Ieri sera, però, mi sono imbattuto e ho voluto rivedere l’approfondimento di Sky Sport Basket Room con Ettore Messina risalente al 7-12 e questo mi ha aiutato a tirarmi fuori dall’oggi e guardare la totalità della situazione milanese.
È indubitabile che la condotta dietro la scrivania della società degli ultimi 7-8 anni sia stata molto precaria proprio nella gestione dei giocatori, della comunicazione e del modus operandi generale. Per cambiare questa situazione non bastano pochi mesi, ma la differenza di logica nei movimenti dell’Olimpia Milano di quest’anno testimonia un cambiamento radicale. Le novità positive vanno dai pochissimi rumor di mercato usciti prima del lecito, sino alla presentazione ufficiale di tutti i giocatori con un General Manager presente e con la voglia di fare le cose con i crismi.

Sono tanti gli spunti che Ettore Messina in quello speciale ha dato: dalla gestione degli affari “esteri” e “interni” a livello di comunicazione, passando per le novità di interazione tra staff, coach e giocatori stessi, per finire a come metabolizzare momenti positivi e negativi. Sebbene possa sembrare chiuso, Messina ha più volte parlato del lato umano, di una visione d’insieme e della necessità di tempo per creare qualcosa che duri. Anche lui stesso probabilmente deve riadattarsi alla gestione (nel suo caso totalitaria vista la doppia figura) di un gruppo e di una società in un basket mutato, ma non bisogna perdere di vista che l’obiettivo è il creare qualcosa di solido e duraturo in tutto il mandato di Messina. Non ci si può aspettare che cambi tutto dall’oggi al domani e che basti pigiare il bottone della corretta gestione per conseguire i risultati, ma di certo partire dal basso, imparare dai propri errori e gestire con lucidità i momenti difficili sono i passi più importanti per costruire il grattacielo che si vuole partendo dalle fondamenta.

Alessia Doniselli

I progetti triennali

L’unico vero problema è che di “progetti triennali” l’Olimpia è stata invasa nelle ultime gestioni, ma erano progetti solo sulla carta e che nelle difficoltà sono stati abbattuti per tentare qualcosa di nuovo senza mai imparare dalle sconfitte. Ora il tifoso si sente frustrato e si aspetta che i risultati arrivino perché c’è Messina o Rodriguez. Se il sentimento di frustrazione è più che comprensibile e magari influenza negativamente la squadra, l’unico modo per vedere l’Olimpia lottare per grandi traguardi è farla imparare dai propri errori affidandosi a chi sa come si vince. E forse, rivedere quello speciale di Messina, ascoltare e leggere tra le sue parole, potrebbe aiutare a mettere tutto in prospettiva, perché anche Obradovic al Fenerbahce non ha avuto la bacchetta magica per vincere subito l’Eurolega. E anche se la pazienza è fisiologicamente sempre meno nel mondo del tutto e subito, provare ad andare oltre nell’analizzare questa Olimpia è l’unico viatico per pensare in grande. A patto che tutto non venga distrutto in ogni caso al termine di questa o della prossima stagione.