Olimpia Milano ko con Pesaro: difesa e un giocatore To(tè)tale – LBA GamePlan

Milano incappa nella seconda sconfitta consecutiva, battuta da una VL Pesaro che nonostante la situazione d’emergenza gioca una grandissima partita e sbanca il Mediolanum Forum. Pesante 82-90 per gli uomini di Messina che forniscono una prestazione preoccupante in termini di sostanza a meno di tre giorni dalla bruttissima sconfitta con l’Alba Berlino. Totè, Bamforth e Ford sono i giustizieri dell’Olimpia con rispettivamente 20, 15 e 13 punti.

No difesa no party

Il dato più allarmante della partita con Pesaro (e anche del recente periodo) è nella tenuta difensiva. Se nella passata stagione la difesa era rimasta comunque un punto fermo, nelle partite recenti ha dato segnali preoccupanti, a partire dalla prova con l’Alba Berlino.
Nella sfida del forum Pesaro ha chiuso con 1,169 punti per possesso complessivo. 1,143 in situazione di transizione e 1,588 da situazioni di spot-up. Ancora prima d’addentrarci nell’analisi tecnica, sono i numeri a essere impietosi con la difesa dei padroni di casa.
La VL Pesaro è una squadra che ha palesato diversi problemi in questo inizio di stagione, ma non quello di fare canestro. In questo avvio di campionato i marchigiani si sono hanno prodotto 1,045 punti per possesso. Rimanendo ai freddi numeri, Milano non ha mai tolto le certezze offensive della squadra marchigiana.

Spot-up e closeout

Andando oltre l’aspetto numerico, le difficoltà di Milano a livello difensivo si sono viste nella qualità dei closeout e nella qualità delle situazioni di spot-up di Pesaro. La VL Pesaro è una squadra che tende a giocare molto larga per sfruttare al meglio la sua attitudine perimetrale, a maggior ragione quando manca un riferimento interno oltre a Totè. Nel piano partita di Buscaglia era ben presente l’idea di giocare contro la difesa Milano, disegnando set offensivi per costringere la difesa Olimpia a coprire più metri possibili.
Il cattivo lavoro del lato debole milanese ha permesso a tiratori come Bamforth, Bluiett e Mazzola di sfruttare l’ottimo lavoro dei compagni e di punire dall’arco. Il movimento senza palla ha regalato diverso spazio per le incursioni del duo Bamforth-McCallum, costringendo sempre gli uomini di Messina a inseguire i vantaggi creati.

Rebus pick and roll

Se si esclude il secondo quarto, il momento della partita dove Pesaro ha faticato di più a livello offensivo, la VL ha prodotto 1,172 punti per possesso dalle situazioni di pick and roll, con un picco di 1,333 nel terzo quarto. Cosa ci dicono questi numeri ?
Milano ha faticano enormemente a contenere il pick and roll avversario. La squadra di Messina ha tendenzialmente usato due opzioni per difendere il set offensivo ospite: sui pick and roll centrali l’idea era quella di tenere sempre il Poythress o il Kamagate di turno nei pressi del ferro, il difensore del palleggiatore che passa sopra il blocco e spinge dentro contro l’aiuto. Sui pick and roll laterali blitz forte sulla palla con rotazione dal lato debole per il rollante.

In entrambe le situazioni è mancato l’elemento fondamentale: la pressione sulla palla. Bamforth e McCallum hanno quasi sempre potuto leggere la difesa e scegliere la migliore opzione. Molto esplicativi sono i 10 e 6 assist rispettivamente dei due esterni marchigiani.
Ma oltre alla difficoltà a mettere pressione sulla palla, è mancato il lavoro di lettura di Poythress e Kamagate nel leggere le situazioni da difensore del bloccante: spesso a metà strada, spesso con drop troppo passivi che hanno permesso a Totè di poter prendere le sue conclusioni. Inoltre, sui pick and roll laterali, la palla è uscita sempre troppo facilmente dal raddoppio e ha sempre impedito al l’uomo sul lato debole, solitamente sulla linea di fondo, di ruotare in tempi utili. Su queste situazioni Pesaro ha costruito la maggior parte dei vantaggi. In una giornata da 43,5% al tiro da tre, tutte le difficoltà milanesi sono state ampliate dall’ottimo lavoro degli uomini di Buscaglia.

Kamagate Roll

Una delle poche costanti positive della partita di Milano è stato il roll di Kamagate. Situazione che ha fruttato 1,6 punti per possesso durante la partita, figlia soprattutto di una frontline molto leggera da parte della difesa di Pesaro e di una prima linea difensiva molto porosa. L’intesa migliore è stata quella con Maodo Lo. Fin dai primi possessi, insieme al passo del giocatore tedesco, ha rappresentato un problema per la difesa della VL su quasi tutti i pick and roll che hanno coinvolto Totè. Il giocatore italiano è stato giustamente scelto come elemento difensivo debole e l’attacco di Milano ha provato giustamente a “sfondare” per vie centrali grazie ai giochi a due. Una prima linea difensiva di Pesaro non efficace, unita alle difficoltà del lungo di Pesaro nel fare drop, hanno lasciato molte linee di passaggio che sono state ben lette dall’ex Alba.

Qualcosa è successo

Come già detto ampiamente, il vero problema milanese nelle sconfitta contro Pesaro è stata la difesa. 82 punti sono una cifra significativa per le abitudini delle squadre di Ettore Messina.
La situazione che l’Olimpia è riuscita a sfruttare meglio sono state le situazioni di spot-up. Il coinvolgimento del lato debole ha fruttato all’Olimpia 1,444 punti per possesso. Altro effetto di una difesa ospite poco presente sulla palla e un poco leggera nel mettere pressione.
Pesaro ha preparato una difesa di contenimento su tutti i pick and roll di Milano. Vuoi per le difficoltà di Totè sulla seconda linea, vuoi per la necessità di mettere corpi a rimbalzo contro la stazza di Milano, scegliendo d’intasare molto l’area e di concedere qualcosa al tiro.

Se Pesaro ha lavorato molto bene al tiro, stessa cosa si può dire di Milano che ha chiuso con il 44% al tiro da tre. Le percentuali di Mirotic e Lo hanno costretto la difesa a uscire in emergenza e a fornire close-out rivedibili ben sfruttati dagli esterni dell’Olimpia Milano.
Queste situazioni, unite a quelle sul pick and roll che ha regalato 1 punto per possesso (niente di stratosferico ma almeno sostenibile), sono le note positive della squadra di Messina in una partita dove i lato negativi sono stati ben superiori a quelli positivi.