Olimpia-Partizan, Napier disfa e fa: il gameplan

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GamePlan
Credits to Savino Paolella

Rocambolesca vittoria dell’Olimpia Milano sul Partizan di Belgrado per 85-83. Napier con 7 punti finali riscatta una partita in chiaro-scuro e Leday manca il canestro del pareggio sulla sirena. Le grandi prove di Hall, Shields e Mirotic rispondono alla grande serata di Avramovic e Cabloco, autori rispettivamente di 19 e 13 punti.

Hall, Napier, Mirotic…Shields

Nell’analizzare la vittoria di Milano non possiamo che partire dalla prestazione del quartetto Hall-Napier-Mirotic-Shields. Fino a prova contraria lo scopo del gioco rimane fare canestro e se i tuoi terminali offensivi (più Hall che non è considerato tale ma che può dare una mano se slegato da compiti di regia) è molto più probabile che tu possa vincere le partite.

Shields e Mirotic 19 punti, Napier 15 pt e Hall 18 punti. Bottini pesanti che compensano una produzione molto bassa del resto della compagnia.

Andando nello specifico, Shields ha sfruttato l’assenza di Nunnally per disporre a piacimento delle marcature di Ponitka e Andjusic, Mirotic ha avuto grande giovamento dai numerosi errori della difesa sul lato debole e che spesso hanno regalato tiri aperti e Hall ha punito in maniera sistematica una difesa che spesso staccava il suo uomo per mettere un corpo in più sulla corsia di penetrazione dopo il pick and roll.

Rimane il discorso Napier, autore di 15 punti, quasi tutto frutto dei 7 punti finali che regalano il successo all’Olimpia. Prima dell’ultimo quarto altra partita di chiaro-scuro, dove la gestione del pallone non è sempre stata ottimale.

Questa partita ha ribadito una cosa che sappiamo benissimo e che regolarmente si ripete: Milano ha picchi molto alti di rendimento, vanificati da momenti di totale blackout, tipici delle squadre che sono nella zona di classifica in cui si trova in questo momento.

Avramovic

In una squadra con Punter, Dozier, Cabloco e Ponitka nessuno si aspetterebbe che il principale terminale offensivo sia Avramovic ma la serata del giocatore serbo al Forum è di quelle DOC.

Nella serata Dozier non brilla (problemi di falli) e Punter a metà del terzo quarto esce dalla partita per via dei due rapidi falli (tecnico compreso). Obradovic decide di cavalcare l’ex-Varese vista la sua ispirazione nella serata e quest’ultimo lo ripaga con una prestazione da 19 punti, frutto di un 6/7 da due.

L’idea di fondo dello staff del Partizan è sempre quella di dargli lo spazio necessario per permettere al suo primo passo di bruciare il difensore e attaccare il ferro. Messina e il suo staff decidono giustamente di passare sotto il blocco su i suoi pick and roll, dando il tiro (29.7% da tre non la specialità della casa) e creando una sorta di muro difensivo intasando l’area sula corsia di penetrazione. Obradovic risponde in tre modi diversi per sfruttare le sue leve.

  1. Pick and roll per forzare il cambio con l’elemento debole designato. Spesso Voigtmann
  2. Alzare il livello del blocco ben oltre la line del tiro da tre per dargli modo di attaccare
  3. Liberando il lato per sfruttare il suo 1 vs 1.

Alla fine Shields riesce a limitarlo ma nel corso della serata è uno di quei giocatori sui cui Milano non trova quasi mai risposte.

Punter out, forse la svolta

Uno degli ex di giornata più attesi era Punter. Elemento chiave di quella Olimpia 20/21 che arrivò fino a Colonia e che probabilmente è tra le versioni più amate dai tifosi biancorossi negli ultimi anni.

Nella partite del Forum però la sua prestazione non è particolarmente brillante. Almeno per gli standard a cui ci ha abituato negli ultimi anni. Parte silente, soffrendo anche un’ottima difesa di Hall e Melli che fa sempre show e recupero sui i suoi pick and roll e non gli permette di prendere ritmo.

Nel secondo tempo parte forte con 5 punti fondamentali sulle situazioni di pick and roll (questa volta sfruttando Voigtmann), ma il terzo e quarto fallo lo tolgono rapidamente dalla partita e costringendo Obradovic a fare meno del suo principale terminale offensiva.

La perdita dell’ex-Virtus, oltre che la perdita di uno scorer di livello, ha pesato in maniera significativa sul tipo di quintetti schierabili da Obradovic. Persa la sua spinta offensiva, lo staff serbo ha risposto con quintetti che prevedevano la presenza per Ponitka per lunghi tratti della partita in marcatura su Shields. Un accoppiamento inevitabile per non perdere pericolosità offensiva e allo stesso tempo avere Andjusic in campo con compiti difensivi.

E su questa situazione Milano ha lucrato parecchio, cercando spesso le uscite di Shields dallo zipper pick and roll, coinvolgendo l’uomo marcato da Smailagic quando era in campo e attaccando la difesa in 1 vs 1 o punendo il cambio difensivo.

Hall e quella voglia di rimanere…..a casa

Un altro elemento chiave della vittoria milanese è la serata balistica di Devon Hall. 18 punti, conditi da un pesante 4/7 da tre a punire molte delle scelte difensive del Partizan.

La squadra serba non è famosa per la sua qualità difensiva e sul pick and roll spesso concede ampio spazio agli attacchi avversari. Nonostante Obradovic sia l’allenatore di questa compagine, è una squadra che vince cercando di farne sempre uno in piu e provando a limitare i danni in difesa. A livello numerico la difesa bianconera ha concesso 1,5 ppp sulle situazioni di gioco a due, confermando gli 1,089 ppp concessi nella stagione di Eurolega. E dato ancora più significativo, 1,280 ppp generati dai rollanti. In poche parole, la difesa al ferro non pervenuta. 

Ed è su questo elemento che Obradovic implementa la scelta di staccare sempre l’uomo di Hall quando Milano giocava il pick and roll, facendolo blizzare dal lato debole per provare a provocare una persa al palleggiatore. A inizio della partita è Punter, successivamente sarà Avramovic, entrambe le opzioni offensive nascoste su quello che è considerato l’elemento meno pericoloso.

Scelta corretta sulla carta, meno nella realtà più per meriti di Hall che demeriti del Partizan.

Cabloco

In una serata in cui Punter e Dozier non hanno brillato, le opzioni offensive sono diventate Avramovic e Cabloco. Se del giocatore serbo abbiamo già parlato, è doveroso parlare del giocatore brasiliano, altra grande spina nel fianco della difesa milanese.

Nonostante non sia famoso per le sue doti difensive, viene preferito a Kaminsky per un migliore lavoro di piedi sui pick and roll. E se difensivamente tiene, davanti potete stare certi che il suo apporto offensivo c’è e si vede. 

Nel finale è principale focus offensivo della squadra serba, andando a forzare dei cambi sui pick and roll e giocare contro il mismatch in post basso. Scelta che mette in grosse difficoltà la difesa di Milano, tanto da spingere Messina a venir meno a uno dei suoi credo difensivi: non mandare mail raddoppio sul post-up.

Alla fine Milano riuscirà a reagire grazie all’ottimo lavoro di Shields sul cambio e sui raddoppi ben fatti con Melli e Voigtmann, ma per lunghi tratti questa situazione metterà in grossa difficoltà la squadra biancorossa.

Il lato debole…realmente debole

Il dato più significativo delle difficoltà difensive del Partizan è nella qualità del lato debole, come testimoniano gli 1,750 ppp concessi. 

Come abbiamo già detto, il Partizan sceglie di riempire molto l’area per provare a togliere corsie di penetrazione al pick and roll avversario e esponendosi alle situazioni di spot-up. Inoltre, c’è una persistente difficoltà nel lavorare difensivamente sui blocchi e sia nelle situazioni di pin down, sia nelle situazioni di penetra e scarica.

Ed è su questo punto che la partita di Mirotic prende vita. L’Olimpia (finalmente) lo coinvolge più in situazioni di spot-up, facendolo partire sulla riga di fondo, blocco verticale per dargli il primo movimento e in caso di non ricezione pick and pop con il palleggiatore, compensando quando quest’ultimo attacca il ferro.

Azione che da inizio anno mette in grosse difficoltà la difesa del Partizan e che ieri l’ha condannata in un finale deciso solo all’ultimo tiro.