Olimpia vincente, Virtus brutta caduta – LBA Power Ranking

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5- UNA Hotels Reggio Emilia (=)

Dopo aver ritrovato il successo esterno la settimana scorsa, Reggio cada di fronte al pubblico amico per mano dell’Olimpia. Partita che vive di parziali, con i reggiani che pagano pesantemente il 26-45 maturato tra primo e terzo parziale, con la formazione di Priftis che fatica a innescare i suoi lunghi e trova solo Smith in grado di far male. Nonostante tutto, Vitali ha il tiro per portare a casa la partita, ma prende una decisione totalmente errata vanificando la rimonta furente dell’ultimo quarto reggiano.

4- Virtus Segafredo Bologna (-3)

Brusco risveglio dopo il netto successo su Brescia della settimana scorsa e la buona prova contro il Panathinaikos di venerdì. Un avvio fulmineo sembra indirizzare subito la partita verso i binari di casa, con la Virtus che mette subito 12 lunghezze di vantaggio e, a 10 minuti dalla sirena finale, vede il suo vantaggio sul +15. Nell’ultimo periodo, la difesa crolla di intensità e l’attacco non trova più soluzioni: così viene fuori il 10-32 pistoiese che non solo fa gioire i toscani, ma mette qualche sassolino nell’ingranaggio bolognese, incapace di reagire al momento negativo, oltre a subire 100 punti, mai capitato in stagione.

3- EA7 Emporio Armani Milano (=)

Olimpia che scende in campo agguerrita, e piazza subito una delle sue spallate, volando sul +13 a fine primo periodo. Sembra il preludio a una partita agevole, ma Reggio resiste e serve un’ennesima accelerazione al rientro dagli spogliatoi per provare a chiudere i giochi. Macchè: l’Olimpia si specchia e Reggio rientra, sfiorando l’impresa. Olimpia che ha Napier e Shields sotto tono in attacco, ma ci pensa Tonut a fare da spalla a un sontuoso Mirotic per portare Milano al successo.

2- Umana Reyer Venezia (+2)

Vittoria importante si, ma la formazione di Spahija deve imparare a vincere. Certi atteggiamenti dei giocatori in campo non sono piaciuti nemmeno al condottiero croato, che in sala stampa ha chiesto scusa dimostrando la sua grande umanità. Sul campo un successo che dà slancio per questo finale di stagione, ma la presa in giro nel finale di gara di Heidegger è un comportamento che non deve e non può passare inosservato.

1- Germani Brescia (+1)

Che Brescia non sia la squadra che difensivamente faceva paura fino alla Coppa Italia è acclarato. A Varese i biancoblu provano a seguire i ritmi imposti da coach Bialaszewski, ma i tiratori bresciani hanno le polveri bagnate. Serve una partita ai limiti della perfezione di Miro Bilan per avere la meglio: il croato si carica sulle spalle non solo il peso di realizzare, ma anche di creare gioco per i compagni (11 assist). Solo Massinburg nel finale trova quel minimo di continuità che permette a coach Magro di tirare un sospiro di sollievo.