Olympiacos-Virtus, Onda d’urto | EuroLeague GamePlan

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Olympiacos Virtus

Dire a inizio stagione che Olympiacos-Virtus valesse il fattore campo ai Playoff di EuroLeague sarebbe stato azzardato. Dire a inizio marzo che Olympiacos-Virtus possa valere contemporaneamente il 2° e il 7° posto, a sole 7 giornate dal termine della Regular Season, sarebbe ugualmente azzardato se non si considerasse l’equilibrio competitivo di questa Eurolega, dove una squadra di Banchi dall’inizio a spron battuto incrocia la parabola ascendente di una formazione, come quella di Bartzokas, dagli inciampi iniziali ma dalla marcia decisiva inserita forse al momento più opportuno. La partita secca – ed è il suo bello – annulla gran parte delle peregrinazioni intellettuali, ancorando l’analisi a ciò che succede sul parquet. GamePlan, quarto dopo quarto, prova così ad analizzare l’andamento e le scelte che hanno determinato la sfida del Pireo.

1Q

  •  Accoppiamenti tra quintetti iniziali. Metà campo Olympiacos: Canaan-Hackett, Lountzis-Cordinier, Papanikolaou-Belinelli, Peters-Mickey, Fall-Dunston; metà campo Virtus: Hackett-Lountzis, Cordinier-Canaan, Mickey-Peters, Belinelli-Papanikolaou, Dunston-Fall.
  • Squadre senza i due principali trattatori di palla – Shengelia e Walkup – e subito la circolazione ne risente: gara ad alti ritmi non per errori provocati bensì gratuiti, teoricamente più funzionale alle caratteristiche virtussine (+4.3 pace rispetto all’Oly, 18° in quanto a possessi per 40′)
  • Massima pressione difensiva iniziale dell’Oly sul perimetro: la spia è Lountzis su Cordinier, disposto a essere battuto sul primo passo a costo di forzare la palla persa o affidarsi all’aiuto nel pitturato di Fall.
  • Subito cambio di marcature in difesa Olympiacos: Lountzis-Hackett, Papanikolaou-Cordinier e Canaan-Belinelli. Obiettivo immediato Virtus: uscite per il capitano, col peggior difensore greco nel navigare attorno ai blocchi coinvolto nei double pin down per il #3.
  • Pressione da una parte, pressione di Dunston sulle ricezioni al gomito di Fall dall’altra: togliere Point Fall dalla gara è una scelta rischiosa ma potenzialmente devastante. Sia in caso di mismatch che sul recupero da P&R, la difesa di Bologna anticipa da davanti il francese, obbligando al lob e lavorando col raddoppio da lato debole in seconda linea.
  • Jordan Mickey che crea dal post e ribalta – con ghost screen di Dunston a facilitare il tutto – per la tripla di Hackett è forse l’esempio più lampante del lavoro di Luca Banchi sui propri giocatori. Se la stessa giocata ripetuta a fine quarto da Shengelia e Dobric sorprende meno, anche con l’ex Khimki non solo si cerca di girare a proprio favore la situazione a rimbalzo ma si punisce il vantaggio di taglia vicino a canestro contro Peters.
  • Mickey più pesante da una parte, Peters più mobile dall’altra: nessun blocco portato dall’ex CSKA, tutti blocchi portati per l’americano fresco di rinnovo. La Virtus decide di non cambiare né andare in rotazione, accettando che Mickey possa andare in difficoltà nella single coverage sul perimetro a costo di far circolare il meno possibile la palla a spicchi.
  • Mickey con la stoppata in recupero su Peters, Hackett col jumper dopo aver sigillato Canaan sul blocco: la Virtus sta rendendo la sfida con l’Olympiacos il più tosta possibile, sfruttando i singoli mismatch fisici a proprio vantaggi. Come applicarlo nella difesa sugli esterni? Cambi sistematici sui blocchi tra piccoli sul perimetro: sempre un corpo posizionato correttamente tra il pallone e il ferro.
  • L’attenzione della Virtus sui tagli dell’Oly è ondivaga: molto bene nelle scelte sui blocchi degli esterni per i lunghi in entrata dei giochi, meno bene sulla gestione dei backdoor lontano dalla palla.
  • I tiri dall’angolo dell’Olympiacos sono una delle armi nascoste della squadra di Bartzokas: da 3, nelle prime 27 di EL si viaggia a 51/102, 1° per quantità e 2° per percentuale. L’Olympiacos del Round 28, tuttavia, non sembra saperlo, e la Virtus si accorge: gli aiuti da quel lato sono molto più profondi di quello che le cifre suggerirebbero. L’Oly predilige concludere il P&R col palleggiatore o col rollante (all’andata aveva trovato 1.15 PPP su 20 possessi) invece che riaprire sul perimetro, ma la Virtus ricorda l’impatto di Fall alla Segafredo Arena e prova a gettargli addosso sempre due corpi.