Openjobmetis Varese: revolucion rojiblanca

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Neanche una telenovela di metà pomeriggio su Canale 5 saprebbe regalare così tanti colpi di scena e ribaltamenti emotivi. Come nelle migliori stagioni de Il segreto, le ultime vicende riguardanti l’Openjobmetis Varese sono un costante sussultare e scuotere, un rovesciare e ripartire, un mescolare e un ribattere. A orchestrare il tutto, come nelle migliori annate in post basso, Luis Scola. Ma siamo sicuri che passare dal parquet alla scrivania, assumendo un ruolo già determinante alla prima esperienza, sia stata la scelta giusta per l’ex Tau e Olimpia Milano?

Proviamo a ripercorrere in breve le principali tappe di avvicinamento alla scena attuale in quel di Varese. Dopo l’annuncio del ritiro dal basket giocato, avvenuto proprio coi biancorossi di Masnago, il 20 settembre Luis Scola viene nominato ufficialmente amministratore delegato della società di Marco Vittorelli. Tempo 34 giorni e si avverte la prima scossa: la società, dopo un tentativo di farlo ritornare sui propri passi, accetta le dimissioni del General Manager Andrea Conti, uomo di fiducia di consiglier Bulgheroni, in società da diversi anni. Verso di me poca chiarezza, ammetterà ai microfoni. Strano, stranissimo. A maggior ragione se si considera che il GM era stato deus ex machina dell’approdo sulla panchina varesina di coach Adriano Vertemati, ex head coach di Treviglio, reduce da un’esperienza di assistente nello staff di Andrea Trinchieri al Bayern Monaco. Avanti con Luis Scola, dunque. E le nubi sul suo conto, rincarate anche dalle parole non certo lusinghiere di Attilio Caja, continuano ad addensarsi.

La verità è che tutto sarebbe più facile se Scola fosse ancora in campo”. Le parole di Toto Bulgheroni risuonano lapidarie nell’ambiente varesino. L’annunciato passaggio al 6+6 in estate non ha sortito gli effetti sperati a livello di campo e spogliatoio. Complici una sequela di infortuni e frenate legate al Covid, Vertemati non ha mai avuto realmente a disposizione il roster completo. Gentile, Egbunu, Kell, Beane. Il materiale di prima qualità, almeno per raggiungere una salvezza tranquilla, non mancherebbe. Eppure, l’amalgama non è mai stato trovato. E, paradosso dei paradossi, lo specchio del parquet riflette solo parzialmente il trucco sbavato di chi si trova dietro la scrivania. Nonostante i continui coupe de theatre…

Il momento di Spannung è vissuto nell’ultima settimana. Già da alcune settimane, con la partenza di Kell ed Egbunu, si immaginava che l’avventura di Vertemati fosse giunta al capolinea. Ma immaginarsi una conclusione così spettacolare no. Era francamente troppo. Consultare gli aggiornamenti giornalieri de La Prealpina e di altri addetti ai lavori vicini all’ambiente Openjobmetis Varese è tanto appassionante quanto inevitabile provocatore di riflessioni. I litigi tra Keene e qualsiasi uomo che incontrasse agli allenamenti, che fosse un compagno o un membro dello staff. L’isolamento della squadra causa focolaio Covid nella settimana precedente lo scontro salvezza del PalaDozza, perso più che dignitosamente con la Fortitudo. L’assunzione di un nuovo presidente delle basketball operations, Michael Arcieri, scelto personalmente da Scola grazie alle esperienze in comune a Houston e Minnesota. Annuncio arrivato, guarda caso, in concomitanza con l’esonero di coach Vertemati, arrivato pochi giorni dopo la scelta di Siim Sander Vene come sostituto, voluto espressamente dall’allenatore, del partente Egbunu. Le voci riguardanti Roy Rana, Luca Dalmonte e Maurizio Buscaglia. E poi…

Nella giornata di mercoledì arriva l’annuncio ufficiale: Jonah Roijakkers è il nuovo allenatore dell’Openjobmetis Varese. Il coach olandese, con un curriculum di tutto rispetto tra terra natia e Germania, con esperienze vincenti anche nell’allora D-League e in Slovacchia, è “il profilo giusto è quello che ci permetterà di raggiungere la salvezza: il basket non ha frontiere né barriere linguistiche e se troveremo l’allenatore adatto all’estero lo prenderemo”. Queste le parole dell’AD Luis Scola. Nel corso di pochi mesi, l’argentino ha rivoluzionato completamente organigramma e staff tecnico, imprimendo chiaramente la propria impronta su una società notoriamente conservatrice, legata indissolubilmente alla storia e alla tradizione che la ancora a Masnago e al territorio lombardo. Non sappiamo quali poteri speciali abbia Scola per aver assunto così tanto potere decisionale in così poco tempo. Come se la dirigenza si sia convinta che il piede perno sul parquet fosse epitome di acume e arguzia fuori da esso. Finora, i fatti non stanno dando ragione a nessuno. Tuttavia, siamo solo all’alba di questa revolucion. Per apprezzare il calore dei suoi raggi, il sole deve raggiungere lo zenith.