Overtime Elite: cos’è e perché insidia l’NCAA? Finali su Amazon in diretta!

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Overtime Elite

Nella settima puntata di Backdoor Call con Marco De Benedetto abbiamo risposto a una richiesta dei nostri ascoltatori. Ci è stato chiesto cosa ne pensiamo della lega Overtime Elite. E anche se magari non è una cosa che tutti conoscono, Marco De Benedetto ha fatto un’analisi molto centrata e dettagliata su quello che è oggi, ma anche quello che potrà diventare domani.

Nasce da uno spazio che si è creato un po’ con l’immobilismo dell’NCAA, perché l’NCAA ha un fascino immutato, che è la sua forza, quando si parla di campo, di tradizione, di atenei, di strutture, ecc. Dall’altro, a livello di regolamenti e di come vengono trattati i ragazzi di oggi, ha creato un po’ di spazio per creare delle zone in cui far crescere i ragazzi che hanno percorsi alternativi al classico college, perché fino a qualche anno fa dopo l’High School c’era appunto il quadriennio di NCAA e il mondo professionistico.

Eventualmente c’era la Prep School, quella scuola che ti consentiva di mettere a posto i voti prima di poter affrontare l’NCAA e il percorso stesso. Adesso è più aperto il mondo anche per i ragazzi americani, quindi oltre all’NCAA c’è la possibilità di far sviluppare i ragazzi giovani dopo l’High School in Australia stessa, oltre che l’Europa, ma l’Europa è sempre poco praticata perché ha poi altre sue peculiarità e tra virgolette è una chiusura che altre competizioni.

Sul suolo americano i due contenitori sono la G League, che è sempre più grossa, sempre più potente, sempre più affiliata in modo speculare alle squadre pilota NBA, e OverTime Elite nasce anche da quella tradizione che c’è molto forte negli Stati Uniti di accademie di lavoro individuale. Molto più che in Europa i ragazzi hanno la possibilità di lavorare in estate sul proprio gioco, affinando quello che poi nel circuito di High School veniva fatto poco, ovvero il lavoro sugli individuali, sul miglioramento fisico. Da lì è nata l’idea assolutamente privata, lontana dalle scuole di NCAA, di creare Overtime, ovvero un contenitore dichiaratamente per fare business e far crescere i giocatori che poi probabilmente andranno a livello NBA e farli competere. Come sappiamo ogni volta che negli Stati Uniti annusano la possibilità di fare business, poi lo fanno, senza pensare troppo a giudizi etici di tradizione.

Alla fine quello che fa la differenza è dare una valutazione e il modo in cui si lavora. Quindi quello che mi interessa di più, al di là dei giocatori che se ci vanno vuol dire che sono prospetti di un certo livello, mi interessa vedere, da qua a tre o quattro anni, chi saranno gli allenatori di questa competizione.
Perché secondo me gli allenatori sono quelli che potranno dare il salto di qualità proprio perché il materiale già c’è.