PalaDesio: Cantù vince e Varese stupisce. Domani la finale

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Cantù, foto scattata da Francesco Iasenza

Varese stupisce e batte un’inesperta Trento, Cantù domina sul proprio parquet di casa una Cremona affaticata. 

Settembre ormai fa rima con Desio. Desio con Trofeo Lombardia.
Questa sera è ‘scesa in campo’ la decima edizione della kermesse, appuntamento fisso del precampionato di pallacanestro italiano.
Il programma del torneo – organizzato da Pallacanestro Aurora Desio 94 – prevede due tabelloni, uno riguardante esclusivamente le squadre di Serie B e l’altro per le formazioni iscritte al massimo campionato nazionale. Dunque, da una parte: Nuova Pallacanestro Vigevano 1955, Omnia Basket Pavia, Pallacanestro Aurora Desio 94 e Urania Basket Milano. Dall’altra: Pallacanestro Varese, Pallacanestro Cantù, Vanoli Cremona e Aquila Basket Trento, alla sua prima partecipazione.
La finalissima sarà tra Varese e Cantù, in programma stasera alle ore 21.00, vedrà anche la presenza di un’ospite abbastanza speciale, Danilo Gallinari. La stella lodigiana dei Los Angeles Clippers consegnerà il trofeo alla squadra vincitrice

AQUILA BASKET TRENTO- OPENJOBMETIS VARESE

Dopo la sconfitta del PalaGarda contro il Bayern Monaco, l’Aquila Trento prova a ripartire da Desio.
Oltre a Diego Flaccadori e Beto Gomes, ancora impegnati con le rispettive nazionali, non sono stati della partita Davide PascoloDevyn Marble e Dustin Hogue, che stanno proseguendo il proprio programma di lavoro individualizzato ma che hanno comunque seguito il gruppo nella trasferta di Desio. Assieme al resto del roster bianconero, che si è allenato ad alta intensità negli ultimi giorni, continueranno ad esserci i due aggregati Marcus LoVett Jr. e Mitja Nikolc-Smrdelj.
Assenti di un certo spessore anche per Varese priva di Avramovic, impegnato in Nazionale, e Bertone, a seguito di un problema alla caviglia.

Dopo i primi dieci minuti di studio (19-17 per i biancorossi), dove però entrambe le squadre mostrano grande aggressività in campo, Varese si sblocca subito nella seconda frazione mettendo a segno tanti punti da perimetro, accattivandosi a suon di giocate anche il pubblico del PalaDesio.
Al contrario, una Trento molto affannata- forse colpa dell’inesperienza dei tanti ragazzi schierati da coach Buscaglia– e appannata al tiro (38%) termina il primo tempo sotto di diciannove punti.
Nella ripresa Varese esce a valanga. Fondamentali le triple di Moore, la fisicità di Iannuzzi e gli inserimenti di capitan Ferrero. Niente può la giovane Trento che, trascinata da un Forray tuttofare, tenta invano di rimettersi in partita. Varese tocca anche +21 a termine terzo quarto prima di chiudere sul + 20.

Anche se Trento era dimezzata, Varese ha comunque creato tante occasioni: inserendosi in area, giocando bene da oltre l’arco e mettendo il fisico a rimbalzo. Saranno questi i principi cardini su cui si fonderà la Varese targata 2018-2019?
A parlare capitan Giancarlo Ferrero, autore di sei punti e due rimbalzi:

Giancarlo Ferrero. Foto scattata da Matteo Cogliati

Buona partita. L’alta intensità purtroppo ci ha fatto commettere degli errori. C’è, però, la voglia di rimediare, crescere ed imparare giorno dopo giorno a giocare insieme, mettendo grande aggressività sia in attacco che in difesa. Dobbiamo assolutamente andare avanti così. Trento oggi aveva tanti giocatori assenti però noi dobbiamo guardare noi stessi e proseguire il nostro percorso di crescita. Vogliamo essere pronti ed aggressivi su ogni aspetto del gioco- sia in fase offensiva che in fase difensiva. Un gruppo compatto che attacca e pressa. Un squadra con un identità ben precisa.

RED OCTOBER CANTU’- VANOLI CREMONA

Nella seconda semifinale di giornata, la Pallacanestro Cantù non ha potuto contare né su Frank Gaines né sul suo nuovo capitano Ike Udanoh. È da fine del ritiro a Chiavenna, infatti, che il giocatore risente di un problema ad un ginocchio che non gli consente neanche di allenarsi.
I biancoblu hanno affrontato ai primissimi di settembre due amichevoli contro Lugano Tigers e Basket Massagno, entrambe vinte con un ampio scarto nel risultato finale (+29 contro Lugano, +24 contro Massagno).
Assenti del proprio coach- impegnato con la Nazionale- e del neo acquisto Mathiang Mangok, per Cremona è stata la prima occasione per vedere all’opera i nuovi arrivati della stagione: Tre Demps, Peyton Aldridge, Wesley Saunders e Drew Crawford.

Partono entrambe forti le due squadre. Cantù con il fattore campo dalla propria, Cremona con la voglia e l’orgoglio di chi ha voglia di dimostrare e stupire. Ma sono proprio i bianco blu a scamparla nel primo quarto per 27 a 25, grazie anche al buzzer beater di Francesco Quaglia.
Va meglio nella seconda frazione per Cremona: la squadra difende bene, parte in contropiede e finalizza. È +2.
Ma la caparbietà, la forza fisica e l’esuberanza di Tony Mitchell rialzano i padroni di casa che, nella terza frazione- pur essendo sotto di tre punti- convincono tutto PalaDesio, unito in sostegno della propria squadra.
Nella ripresa Cantù continua quanto cominciato il periodo precedente: la squadra corre e inventa. E si aggiudica così la finale contro Varese, imponendosi per 96 a 89 sulla squadra allenata da Flavio Fioretti.

È lo stesso coach che si è fermato ai microfoni di Backdoor Podcast spiegandoci quanto sia importante ora trovare la condizione e la chimica giusta in vista di ottobre:

Flavio Fioretti. Foto scattata da Matteo Cogliati

La chimica è la chiave. La capacità di giocare e combattere ogni partita sarà determinante in campionato. Ora, aldilà del risultato, che vale quello che vale, non c’è stata la giusta attenzione difensiva. Nella fase finale si è fatta sentire la stanchezza: abbiamo sbagliato dei tiri aperti e non siamo stati in grado di coprire le loro ripartente offensive. Non si può pensare di vincere subendo 96 punti. È il primo vero test per noi. Siamo una squadra piena di scommesse, di gente nuova nel campionato italiano.”.

Una squadra, forse, più compatta di Cantù ma che, dopo 40’, non è comunque riuscita a trovare la via della vittoria. A parlare di ciò che è mancato alla squadra il giovane Marco Portannese:

Marco Portannese. Foto scattata da Francesco Iasenza

Cantù ha più individualità rispetto a noi. Però, dalla nostra, siamo stati più squadra. Come mai la sconfitta? Tanti tiri aperti sbagliati, frutto anche del lavoro che stiamo facendo in allenamento. Anche a me è capitato in più occasioni: non sono riuscito a finalizzare un tiro molto importante per via del poco piegamento. Dobbiamo ora compattarci e migliorare. È l’inizio, è solo un’amichevole alla fine e, per ora, va bene così!