Partizan, tra record di abbonamenti e mercato (ancora) aperto

Tra post sui canali social e dichiarazioni ufficiali della dirigenza, ad aggiungere pathos e motivi d’interesse alla nuova stagione di EuroLeague è arrivato ilcarico del KK Partizan Mozzart Bet. In un’estate dove l’altra squadra di Belgrado è tornata prepotentemente sulla scena del mercato e degli investimenti, i Grobari sono passati paradossalmente in secondo piano nella considerazione e nel dibattito generale.

Scottati dalla vicenda Mirotic e passato troppo in sordina il riuscire a confermare Kevin Punter nonostante l’offerta del Barcellona, il presidente Ostoja Mijailovic ha sentito il legittimo bisogno di sottolineare l’ingente lavoro della dirigenza serba nel 2022/23, prima stagione al ritorno in EuroLeague dopo 8 anni di assenza. Nella conferenza successiva all’incontro col resto del board, il presidente bianconero ha presentato un resoconto sulle finanze del Partizan, su come siano state impattate e come continueranno a esserlo nell’offseason più burrascosa del basket europeo dell’ultimo decennio. Entrate per €14 mln, uscite pe €14,5 mln, passivo totale di €500.000 sono solo alcuni dei numeri forniti dal presidente (qui per un resoconto più dettagliato), destinati a lievitare ulteriormente nel prossimo esercizio. Ad attirare maggiormente l’attenzione, tuttavia, sono stati altri due passaggi della conferenza.

Il primo, anticipato ieri tramite X e Instagram, è il numero degli abbonamenti stagionali per le gare di EuroLeague sottoscritti dal Partizan alla chiusura della vendita. 16.234 è il nuovo record della storia di EL e, a prescindere dai dubbi sulla capienza della Stark Arena già sollevati durante gli scorsi Playoff, il segnale di riconoscenza e di attaccamento del popolo belgradese è tangibile come non mai. Il secondo, per certi versi ancora più intrigante e influente per il resto degli avversari, rivela intenzioni ancor più “bellicose” per la squadra allenata da Želimir Obradović e allestita dal GM Zoran Savić. L’estratto merita di essere riportato nella sua interezza, per evitare fraintendimenti e decontestualizzazioni.

Non abbiamo concluso la campagna trasferimenti (ancora), porteremo ancora un giocatore, possibilmente due, ma questo dipenderà dal lavoro di Zoran. Non lo acquisteremo ad ogni costo. Questi dovranno aderire alle ambizioni e al mosaico che Želimir Obradović sta costruendo, non forzeremo la mano.

Voglio ringraziare i ragazzi che sono andati via. Hanno scelto contratti più remunerativi, il che significa che il Partizan è una buona scelta per i giocatori, dove possono aumentare il proprio valore. Qualcuno, come Punter, LeDay e Nunnally sono rimasti una volta che era possibile rimanere al Partizan.

Parole che ai tifosi di qualsiasi squadra che non partecipi a EuroLeague, soprattutto in relazione al calibro dei giocatori di cui si parla (Lessort, Exum, Madar…), possono sembrare insensati, illegittimi nel lamentarsi della disparità economica rispetto a chi può investire molto di più dei “soli” €14 di fatturato del Partizan. Parole che, tuttavia, aprono l’ennesima finestra su un oscuro futuro della sostenibilità della competizione a meno di stravolgimenti o cambi radicali.

Massimiliano Bogni
Massimiliano Bogni
Hoosier. Bergamasco. Atalantino. Iscritto a Lettere Moderne in UniMi. A seconda del contesto, non necessariamente in quest'ordine. Sempre in attesa di recuperare da terra ogni briciolo di sport.