Perché dovreste andare al cinema a vedere AIR – La storia del grande salto

Ho avuto il piacere di vedere in anteprima il film Air e tanto vale andare dritti al sodo, senza troppi giri di parole: è un film assolutamente imperdibile, che entra di diritto nell’olimpo dei migliori film sportivi di sempre.

La pellicola narra la storia del matrimonio tra Michael Jordan e la Nike e della conseguente nascita della Air Jordan, un brand che oggi è iper famoso ma che a inizio anni ’80 non esisteva. Molti appassionati di pallacanestro questa storia la conoscono bene ma è trattata comunque in modo decisamente originale e piuttosto fedele. Nell’estate 1984 il board della Nike era alla disperata ricerca di una nuova stella per rilanciare il proprio brand, molto in voga per quel che riguarda il running ma all’epoca una minoranza per quel che riguarda le vendite delle scarpe da basket. A farla da padrona nel mercato delle calzature da basket negli anni ’80 erano la Converse e le Adidas: Nike era una minoranza e i soldi stanziati per la pallacanestro non erano molti. L’idea dell’azienda americana era quella di accaparrarsi 3/4 giocatori usciti dal draft e sperare che tra questi almeno uno sarebbe diventato una stella. E qui entra in gioco Sonny Vaccaro, dirigente che conosce molto bene il basket collegiale e che, guardando videocassette su videocassette (siamo negli anni ’80, internet non esisteva), osserva attentamente Michael Jordan e ha un’intuizione: questo ragazzo diventerà fortissimo. Il problema sta nel convincere prima i suoi colleghi alla Nike, che volevano puntare su 3 giocatori invece che su uno e poi il diretto interessato: Michael Jordan ha sempre indossato le Converse ed è fortemente attratto dalle sirene dell’Adidas. Per farlo Sonny Vaccaro/Matt Damon prenderà scelte controcorrente, su tutte quella di scavalcare l’agente di quello che diventerà il G.O.A.T. per andare in North Carolina per cercar di convincere i genitori di Michael, in particolare la madre, a scegliere Nike o perlomeno ad accettare un’incontro.

Il resto è storia: Vaccaro convince i colleghi della Nike a puntare su di lui e a realizzare una linea di scarpe unica, che rappresenti al meglio l’atleta dei Bulls e che chiameranno Air Jordan. L’incontro tra la famiglia di Jordan e il board Nike non sembra particolarmente incisivo ed è ancora Vaccaro a entrare in scena con un discorso coinvolgente e appassionante che riesce a convincere anche uno scettico Michael a tornare sui suoi passi. Una delle peculiarità di questa pellicola è che il nome Michael Jordan viene pronunciato tantissime volte ma il volto dell’ex UNC non viene mai inquadrato. Questo film piacerà anche a chi mastica pallacanestro e apprezza la tattica e lo scouting, in particolare la scena in cui Vaccaro guarda e riguarda il canestro vincente nella finale NCAA di Jordan e intuisce che quel tiro è stato costruito apposta per MJ e che lo scorer James Worthy in realtà era un decoy, ovvero un’esca per il tiro della staffa del futuro G.O.A.T.

Piacerà anche a chi dello sport non è un grande appassionato per svariati motivi, innanzitutto Jordan e le Air Jordan sono un’icona pop che conoscono praticamente tutti, poi perché l’immaginario degli anni ’80 tra video d’epoca e una colonna sonora sospesa tra mainstream e underground è davvero ben rappresentato: in particolare spiccano i brani dei Neutral Milk Hotel e dei Violent Femmes.

La trama è appassionante e il film scorre piacevolmente grazie anche ai numerosi momenti esilaranti, non si tratta certo di un film comico ma si ride tanto e di gusto. Il cast è di gran livello, Ben Affleck è sempre una garanzia, l’interpretazione di Matt Damon è ai limiti della perfezione e Viola Davis nei panni della madre di Jordan è sublime, non è certo un mistero la sua importanza nella vita di Michael e il ritratto che ne esce in Air è un’ottima testimonianza. Ogni personaggio è comunque molto ben caratterizzato e non c’è nulla lasciato al caso. Non c’è un singolo motivo per non andare al cinema a vedere Air, un film che racconta una storia pazzesca con un’originalità e un gusto di altissimo livello.

Paolo Spelorzi
Paolo Spelorzihttps://twitter.com/spel81
Per Backdoor Podcast seguo principalmente la pallacanestro Brescia e la LBA, adoro tanto il college basket quanto l'Eurolega e le coppe europee. Dicono che sono uno dei massimi esperti nel cercare e scoutizzare giocatori Italoamericani e paisà. Non confermo e non smentisco.