Playoff Eurolega: Barcellona vs Bayern Monaco nei numeri

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Barcellona-Bayern Monaco

La più scontata delle serie 1-8? Staremo a vedere. Barcellona e Bayern Monaco hanno vissuto una stagione di Eurolega agli antipodi: a far da contraltare alla costanza del Barca, il cui dominio è stato contrastato solamente nel girone d’andata dai cugini madrileni, sono state le montagne russe del Bayern Monaco, costretto a una continua rincorsa in classifica e nel calendario per vicissitudini logistiche e fisiche. I due confronti stagionali raccontano quanto questa serie potrà godere di risvolti inattesi. In entrambi i casi, a uscirne vincitore è stato il roster di Sarunas Jasikevicius: nella gara d’andata, mattatore è stato Cory Higgins, attualmente ai box, con una prestazione da 16 punti e 5 assist. Il ritorno di Barcellona è l’ultima grande pennellata di uno degli artisti della pallacanestro europea: la raffica di triple del quarto periodo di Kyle Kuric è uno degli highlights più scintillanti dell’intera stagione. Sia in Baviera che in Catalogna, però, il Bayern ha venduto carissima la pelle, mostrandosi assai restio ad arrendersi alla maggior tecnica blaugrana. La fisicità e la resilienza della difesa orchestrata da Trinchieri ha parzialmente obnubilato le capacità balistiche degli attaccanti di Jasi: l’ex Cantù saprà replicare lo spartito anche a partire da lunedì 19? Proviamo a scoprirlo grazie all’analisi statistica fornitaci da InStat.

BARCELLONA

Numeri forti

Massima efficienza. Questo deve essere stato il mantra ripetuto ossessivamente da Jasikevicius durante l’estate 2021. Giudicando i numeri, i blaugrana sono la squadra che ricerca e ottiene maggiori benefici nelle zone realizzative più redditizie, ovvero la linea della carità (82,7% ai tiri liberi) e quella dei 6,75 metri (41,3% da 3). Nonostante le assenze degli handler principali in diversi momenti dell’anno, prima Calathes (miglior assistman dell’Eurolega con 6.4) e poi Jokubaitis, la palla è sempre girata meravigliosamente: i 19.1 assist a partita sono la testimonianza più esplicita. Se si analizzano alcune situazioni offensive specifiche, a risaltare sono i tagli sulla linea di fondo (5.1 punti a partita ricavati dai backdoor) e le situazioni di post up, favorite dalla maestria e dalla taglia dei vari Mirotic e Nigel Hayes (16% dei canestri totali derivanti da questo pattern). Il Barca, tuttavia, non è solo attacco: oltre a una necessaria componente di fortuna (gli avversari sono limitati al 36.5% nei tiri non contestati), il sistema di Saras è costruito per asfissiare le fonti di gioco (appena 14.8 assist concessi a partita, solo l’Olimpia si avvicina) e occupare ottimamente l’intera ampiezza del parquet, concedendo appena il 14% dei canestri subiti in situazione di catch and shoot. Alcuni primati appartenenti ai singoli fanno ancora più paura: tra i primi 10 della classifica per NetRtg, ben 4 sono barcelonisti (Sanli, Laprovittola, Mirotic ed Exum), ma nessuno di questi raggiunge il +205 di +/- registrato in questa stagione da Kyle Kuric.

NUMERI DEBOLI

Anche in una macchina perfettamente oliata come quella del Barcellona, qualche ingranaggio poco oliato rischia di far inceppare un motore apparentemente affidabile. Jasikevicius e il suo staff avranno sicuramente cerchiato in rosso i dati relativi alle palle perse: nessuno ne accumula così tante come il Barca (13.94), e gli 11.97 punti a partita “regalati” da turnovers potrebbero fare la differenza. Le rotazioni di Jasikevicius, al netto dell’infortunio di Higgins e il pieno atletismo da ritrovare di Abrines, sono infinite. I 21.6 falli a partita sono da analizzare sotto questa luce: nessuna paura di mettere pressione sui corpi avversari, consci di avere un compagno del tuo stesso altissimo livello pronto a subentrare dalla panchina. Un ulteriore piccolo campanello d’allarme potrebbe sorgere nel caso in cui i palleggiatori di Trinchieri saranno particolarmente ispirati: il già altissimo 21% di canestri subiti dal portatore di palla del pick ‘n roll potrebbe impennarsi ulteriormente, costringendo la difesa a scelte troppo estreme.

GIOCATORE CHIAVE

Se è abile e arruolabile per una serie di pallacanestro europea, è inevitabile considerare Nikola Mirotic come il giocatore che segnerà più tangibilmente il destino della propria squadra. Sarebbe sufficiente considerare le sensazioni in tempo reale per valutare l’incidenza del probabile MVP 2021/2022 della competizione: se pienamente coinvolto e concentrato, non esiste un accoppiamento in grado di annullarlo, a parziale eccezione di un Melli formato gara d’andata al Forum. Se si desse una rapida occhiata ai numeri, lo shock non può che aumentare: 56-47-86 sono percentuali che, associate al volume di tiro, non sono semplicemente confrontabili con nessun altro in Europa. L’80% al ferro e il 68% in post up lo innalzano a uno degli attaccanti più letali quando riceve in posizione profonda. A questo aggiungeteci il 57% dagli scarichi e il 71% sui tagli e avrete l’identikit dell’attaccante immarcabile.

BAYERN MONACO

NUMERI FORTI

37,2%, terzo miglior dato di Eurolega: attraverso il mantenimento dell’ottima percentuale da 3 punti passeranno molte delle speranze del Bayern di poter avere voce in capitolo in questa serie. I quintetti di Trinchieri registrano mediamente i migliori dati relativi ai palloni persi: 10.81 perse a partita sono la cifra più esigua dell’intero lotto. Escluso lo squalificato CSKA, nessuno è abile nello sfruttare i vantaggi creati dal palleggio come gli uomini del coach italiano: il 21% dei canestri derivano da scarichi sul perimetro, trasformati nel 42% dei casi. La fisicità degli esterni del Bayern è stata finora un fattore: solo il 5% dei canestri subiti avviene in conseguenza di passaggi consegnati, a dimostrazione della facilità nel forzare i blocchi di Walden, Jaramaz e Hilliard. Proprio la guardia ex CSKA guarda l’intera EL dall’alto per canestri da handoff: la pericolosità dell’americano (0.9 canestri per incontro da consegnati) arma spesso e volentieri Othello Hunter, uno dei più efficienti realizzatori da sotto canestro della lega (69% al ferro).

NUMERI DEBOLI

Appena 14.5 assist a gara: la stagnante circolazione di palla del Bayern rischia di ingolfarsi ulteriormente, qualora non si trovassero contromisure dal perimetro. Una delle alternative sarebbe quella di alzare i ritmi della sfida, se non fosse che i bavaresi siano la squadra che ottiene meno punti canestri in transizione (3.4), pur avendo buone percentuali di realizzazione. Il rischio è quello di scoprire i fianchi al ritmo del Barcellona: il 50% concesso finora in EL sui tiri non contestati suggerirebbe di mantenere un atteggiamento conservativo. A differenza delle rotazioni gargantuesche a disposizione di Jasi, Trinchieri ha dovuto fare spesso i conti con una panchina ridotta all’osso a causa di infortuni e insperati focolai Covid: i 22.06 falli spesi a partita, dato più alto di EL, rischiano di risicare ancor maggiormente la già non amplissima scelta del Trinka.

GIOCATORE CHIAVE

Non siamo ai livelli della scorsa stagione, nella quale si discuteva di un suo possibile inserimento nel primo quintetto della stagione regolare. Anche per via di acciacchi vari, l’annata di Vladimir Lucic non ha replicato i picchi e l’elevatissimo livello medio del 2020/2021. Tuttavia, la speranza di Trinchieri e del Bayern è quella di aver ritrovato la miglior versione del serbo al momento ideale: il finale di stagione regolare è stato in crescendo, destando ottime impressioni a livello di conditioning. Stiamo sempre parlando di un attaccante versatilissimo, bersaglio delle difese avversarie (4.22 falli subiti a partita) che, seppur non nella sua miglior annata, converte ottimamente i viaggi in lunetta (87,5% dalla linea della carità). Le cifre, come detto, non restituiscono il ritratto fedele di un giocatore completo, affidabile anche nella propria metà campo nel marcare archetipi differenti di attaccanti. Abbiamo tutti nella memoria la serie contro Milano dello scorso anno. Sappiamo quello che può offire. La palla passa a Trinchieri e al suo staff: riportare Lucic ad esprimersi su quei livelli è imperativo se si vuol alimentare la piccola fiammella di speranza di portare a casa una serie altrimenti segnata.

KEY MATCHUP:  DAVIES vs RUBIT

Date le caratteristiche dei due, non sappiamo quanto li vedremo affrontarsi faccia a faccia sui parquet del Palau e dell’Audi Dome. Entrambi sono difensori utilissimi per il basket moderno, in grado di sostenere lo scontro fisico con centri più stazzati e tenere gli scivolamenti sul palleggio dei piccoli grazie a una mobilità e velocità di piedi da far invidia ai ballerini della Scala. La duttilità si rivela arma fondamentale nel proprio arsenale anche nella metà campo offensiva: la doppia dimensione li rende un pericolo costante nel caso in cui i movimenti di squadra colgano mismatch fisici a loro favorevoli. Le sirene sul possibile passaggio in estate in maglia Armani Exchange potrebbero consegnarci un Brandon Davies appannato e deconcentrato: la stagione del centro ex Zalgiris non è stata delle più scintillanti, ma se esiste un animale da playoff quello è il numero 0 (chiedere allo Zenit per delucidazioni in merito: se il Barcellona è arrivato alle scorse Final 4, gran merito è suo). Dall’altra parte, la presenza sul parquet di Radosevic sarà probabilmente limitata ai minuti nei quali anche Sanli calcherà il parquet: gli aiuti in recupero di Rubit nei pressi del ferro e nel sistema di cambi difensivi saranno fondamentali per Trinchieri. Se è vero che il Bayern ha una fisicità e stazza media sopra la media (Hilliard, Thomas, Zipser, Jaramaz, Walden, Lucic…), nessuno di questi pare in grado di limitare i vantaggi creati dalla gravity di Mirotic come Augustine Rubit.

PRONOSTICO: BARCELLONA–BAYERN MONACO 3–1

La disparità delle forze in campo è notevole e, senza la sacrosanta esclusione delle squadre russe dalla competizione, molto probabilmente il Bayern non avrebbe avuto alcuna possibilità di agguantare i playoff. Il Barcellona non ha mai dato l’impressione di avere segni di cedimento: alle cadute fragorose sono seguiti filotti vincenti sempre più impattanti. D’altro canto, sfideremmo chiunque di voi a mostrarsi felice di dover affrontare una squadra allenata da Andrea Trinchieri in una serie al meglio delle cinque gare. Un Trinchieri per di più particolarmente agitato per il calendario assurdo che ha costretto il Bayern a un tour de force per concludere in tempo la stagione regolare: quel limbo sottilissimo tra ossessione, rabbia e concentrazione che, come insegnava Kobe Bryant, fa rendere al massimo le menti più illuminate della pallacanestro. Andrea Trinchieri, al netto delle simpatie personali, è indiscutibilmente una di quelle. Il gap tecnico, tuttavia, non pare colmabile in nessuno degli universi immaginabili, nemmeno in quelli utopici o distopici. Una vittoria il Trinka potrà portarla a casa, a Monaco o già a Barcellona nelle prime due uscite, ma di più è francamente improbabile. Lietissimi di essere smentiti. Barcellona – Bayern, a voi!