Playoff NBA: cos’è successo finora tra Nuggets e Spurs

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Spurs

In sede di preview, in tanti hanno indicato l’inesperienza dei Nuggets come un fattore da tenere d’occhio contro una squadra scafata contro ogni avversità come San Antonio. Le prime partite avevano messo in mostra i limiti della squadra di Malone, regredita rispetto alla scintillante stagione regolare. Nel corso della serie, però, i Nuggets hanno fatto grossi passi in avanti e, dopo essersi scrollati di dosso la comprensibile ansia da prestazione, stanno crescendo sotto i nostri occhi.

POLI OPPOSTI

Dalla inaugurale gara 1 a gara 5 i Nuggets sembrano davvero essersi scrollati di dosso la tensione e aver iniziato a giocare come hanno fatto vedere in stagione regolare.
Nel primo episodio della serie, la squadra di coach Malone è sembrata statica e sterile in attacco, con tanti possessi culminati in tiri forzati dopo aver mosso pochissimo il pallone e movimenti senza palla altrettanto scarni, e un atteggiamento assolutamente passivo in difesa (stiamo pur sempre parlando della settima squadra in stagione regolare per defensive rating).

In gara 1 Jokic ha delegato parecchio (solo 9 tiri tentati), complice la scelta degli Spurs di raddoppiarlo ad ogni possesso in post basso, preferendo farsi battere dal supporting cast piuttosto che dal giocatore più pericoloso. Soprattutto in questa occasione la scelta ha pagato dividendi, visto che i Nuggets hanno finito la partita con un orribile 6 su 28 dalla lunga distanza (21%), sbagliando anche conclusioni aperte e ben costruite:

 

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Per il resto, nel primo tempo Denver ha faticato ad attaccare la difesa degli Spurs, un po’ per i problemi al tiro da tre, un po’ perché la palla si muoveva poco e le scelte di tiro erano rivedibili:

 

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Mancano 7 secondi sul cronometro e, dopo non essere riuscito a cavare un ragno dal buco, Murray va da Millsap che si prende un tiro da tre in step back, ovviamente sbagliato (tra l’altro l’ex Jazz e Hawks sta tirando con il 31% da oltre l’arco, contro il 36% della stagione regolare).
Già sul finire di primo tempo, le cose andranno meglio: arriveranno più canestri, ma sempre con azioni individuali.
Nel frattempo, la difesa latita, e gli Spurs trovano un sacco di conclusioni piuttosto comode al ferro, sfruttando la mollezza difensiva degli esterni e uno Jokic che ovviamente non è mai stato un rim protector.

 

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Qui, infatti, White finge di prendere il blocco di Poeltl, con il solo obiettivo di tenere Jokic lontano dal ferro. White, infatti, penetra attirando l’aiuto di Millsap, per evitare l’appoggio al ferro, Così facendo, però, l’ex Hawks è costretto a lasciare Rudy Gay solo nell’angolo per un comodo tiro da tre.
In realtà, le defaillances difensive di Denver non si sono limitate solo a gara-1. Anche in gara 4, partita vinta principalmente grazie all’attacco (nei due quarti centrali il punteggio recita 69-45 Nuggets), non sono mancati vuoti difensivi o a rimbalzo, situazione in cui Denver ha fatto molto bene in stagione regolare:

 

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Tagliafuori, questo sconosciuto…

Uno dei giocatori che più è sembrato soffrire i grandi palcoscenici della post-season è Jamal Murray, che nelle prime tre gare si è reso protagonista dello splendido quarto quarto con cui Denver ha portato a casa gara 2, e null’altro. In gara 4 e 5 sono arrivate partite da 24 e 23 punti, e in generale l’ex Kentucky è apparso molto più aggressivo e in palla in situazioni di tiro dal palleggio, arma in cui è il miglior giocatore d Denver, se in forma.

PROTAGONISTI INATTESI

Sono stati due in particolare, uno da una parte e dall’altra, i giocatori che non si sono lasciati intimorire dalla loro prima apparizione ai playoff, migliorando non di poco il loro rendimento e diventando fattori X delle rispettive squadre. Stiamo parlando di Derrick White e Torrey Craig, due giocatori ancora piuttosto giovani che hanno conosciuto la G League prima di approdare in due squadre che puntano molto sul concetto di player development.
White era prevalentemente conosciuto come giocatore difensivo, ma in questa serie si è dimostrato letale nel tiro e nell’attaccare il ferro dal palleggio, due caratteristiche che nessun altro giocatore degli Spurs, forse, possiede in egual misura. L’exploit da 36 punti in gara 3 ha messo all’erta il coaching staff di Denver, che ha optato per alcuni aggiustamenti: ad esempio, cambiare il difensore sulle tracce dell’ex Università di Colorado.

Contro Murray, White ha segnato 52 punti con 23/31 al tiro in 133 possessi. Contro Gary Harris solo 2 punti con 1/6 (le statistiche non comprendono gara 6 giocata ieri notte, nda).
Il cambio difensivo contro White ha coinciso con l’ingresso in quintetto dell’altro fattore X, ovvero quel Torrey Craig che fino ad un paio di anni fa calcava i parquet del non troppo competitivo campionato australiano.

Craig ha svolto finora un lavoro eccellente contro DeRozan, il tutto tirando un irreale 62.5% da 3 con quasi 3 tentativi a partita (lui che, su quasi lo stesso numero di tentativi a partita, in stagione regolare tirava solo col 32.5%), il miglior dato in questi playoff tra i giocatori con almeno 2 tentativi a partita da oltre l’arco.
In questa lista, inoltre, c’è anche un altro Nugget in top 5, ossia Malik Beasley, che sta tirando da tre con il 55%. Anche in questi playoff, Beasley sta seguendo la falsariga della stagione regolare, in cui, in maggiori opportunità di gioco, ha quasi triplicato la propria media punti (da 3 a 11), fornendo anche buone prestazioni difensive. Quando le triple hanno cominciato ad entrare, si sono aperte molte più opportunità per Denver, che ha sfruttato le maggiori attenzioni concesse da San Antonio ai suoi giocatori oltre la linea dei tre punti:

 

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Qui Plumlee esegue uno slip screen, cioè un blocco appena accennato, per Beasley. Bertans teme il tiro dell’ex Florida State, pertanto decide di anticipare l’uscita dal blocco di Beasley verso destra. Il numero 25 dei Nuggets, in realtà, lo sorprende cambiando mano e andando a sinistra, concludendo con il floater.
La serie finora è stata molto aperta, e per una squadra così inesperta come Denver non è facile trovarsi subito davanti un avversario gli antipodi da questo punto di vista come gli Spurs. Gara 7 ci dirà se la squadra del Colorado è già pronta per fare il passo successivo o se dovrà aspettare almeno un altro anno.