Dal porto del Pireo alle conche dei navigli…tra Eurolega e campionato (W.Pedrazzi)

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Eurolega
Flickr Olimpia Milano

Ci sono settimane in cui il cielo è inquieto, tormentoso, che a volte sembra abbassarsi scuro fino a cadere sulla terra e soffocare vita, gioie e speranze, per poi risollevarsi concedendo a noi tapini di riallagare il respiro e il sorriso.
Come la settimana scorsa.
Iniziata con i venti contrari che soffiano sul porto del Pireo a respingere l’attracco sperato del naviglio di Milano. Sconfitta contro l’Olympiacos da una Milano che sembra scontare il rovescio del lato pregiato della sua medaglia: il controllo. In un primo tempo convincente, frangente favorevole, che tuttavia Milano non sfrutta appieno, perché non esplode tutto il suo potenziale sulla partita, ma cerca di controllarla. Pagando pesante il pegno nella ripresa, con la resurrezione di avversari che poteva uccidere ma ha lasciato in vita. Sergio Rodriguez, nel primo tempo 15 punti (2/2 da 2, 3/3 da 3, 1/1 ai liberi + 3 rimbalzi e 1 assist) e soltanto 3 punti nella ripresa (0/1 e 1/5) è il sintomo e il simbolo di tutto questo. Senza contare l’altro rovescio (bello) della medaglia: la (bella) difesa di Milano. Che per una volta manca proprio il controllo. Su Kostas Sloukas, di cui non fanno male tanto i 17 punti quanto gli 11 assist che aprono il campo di battaglia (Shaq McKissic?), vittima, poi, Milano, anche dell’ormai luogo comune del tiro immarcabile di Giorgos Printezis, la fatidica, famigerata, abusata, scontata?, “petaktari“, che lui mancino esegue sempre con finta a destra, giro e conclusione a sinistra con morbida e irridente parabola… Insomma, si torna dall’Egeo alla piana longobarda con il cielo basso, un viaggio di mezzo e soltanto un giorno prima dell’arrivo del Real Madrid…

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