Post Baskonia – Olimpia Milano: elementare Thompson

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Olimpia Milano

Eurolega ancora fatale per Milano. Perde anche a Vitoria e infila la settima sconfitta consecutiva per mano del Baskonia che si impone per 78-62. L’uomo della partita è Darius Thompson: autore di 15 punti e 7 assist, guida la sua squadra alla vittoria anche in una serata dove l’attacco di squadra ha girato sotto ritmo rispetto alle abitudini recenti.

Davies

Se è necessario trovare delle note meno cupe nella brutta serata di Milano bisogna guardare a Brandon Davies. Tolto l’impiccio delle ricezioni in post, sfodera una partita da 23 punti. La squadra non lo cerca più in situazioni statiche spalle a canestro, ma lo ha spesso coinvolto sulle situazioni di short-roll o con ricezioni fronte a canestro dove poteva sfruttare il suo tiro.

La partita è lontana dall’essere perfetta. Ha spesso commesso errori ma ha dovuto creare vantaggi che normalmente non competerebbero a lui.

Mitrou-Long che vai, Milano che trovi

Con Pangos fuori dai giochi, Mitrou-Long era chiamato a una importante crescita alla voce “gestione”: se fare canestro non ha rappresentato un problema in questo avvio, la gestione dell’attacco è un enorme salto nel vuoto a questo livello.

La partita con il Baskonia rappresenta il peggior inizio possibile da questo punto di vista. Nella prima vera partita da play titolare si schianta ripetutamente contro una difesa che ha sempre spinto dentro l’area tutti gli esterni di Milano. Rotazione forte per togliere il tiro, spinto verso il centro e conseguente pallone perso nel tentativo di servire un compagno in un’area del tutto intasata.

In una serata in cui è mancato anche il tiro (0 punti finali), la sua gestione difficoltosa ha messo ulteriormente in difficoltà un attacco che al momento è ben lontano dal poter essere brillante.

Gli opposti

Una delle peculiarità di questa Milano è l’incredibile disparità di rendimento tra la metà campo offensiva e quella difensiva. Una difesa che per il terzo anno di fila è ai vertici statistici della competizione si contrappone un attacco asfittico e che sembra aver eliminato del tutto il concetto di ritmo.

La partita con il Baskonia ha mostrato esattamente questo aspetto. Milano in attacco non gira, in difesa tiene botta e riesce a rimanere in partita ben oltre i suoi meriti. Ha tenuto a 78 punti un attacco che in casa ha spesso flirtato con quota 100, ma allo stesso tempo ai padroni di casa è bastata una serata sufficiente rispetto ai loro standard per avere ragione di Milano.

Il Baskonia è stato meno scintillante delle versioni recenti delle ultime settimane. Parliamo di una delle squadre più belle da vedere di questa competizione e che spesso gioca ad alto ritmo, ma che oggi si è potuta limitare al compitino per battere una Milano in crisi nera.

Difensivamente ha applicato il piano partita che ormai è canonico contro l’Olimpia: si toglie il tiro da 3 e si spingono dentro gli esterni per mandarli contro gli aiuti. Batteria di ottimi difensori sul perimetro  (ottima pressione di Thompson su Mitrou-Long)  una serie di giocatori dal grande ingombro fisico per riempire l’area.

Elementare Thompson

Anche in una serata di scarsa verve offensiva dei padroni di casa, Thompson si è distinto per lucidità in campo. Sempre perfetto nelle letture, sempre perfetto nelle scelte offensive. I 15 punti e i 7 assist danno solo una visione parziale della partita dell’ex-Brindisi.

Il confronto con Mitrou-Long è impietoso. Un altro livello per intensità difensiva (il suo lavoro sulla palla ottimo) e gestione dell’attacco, alternando momenti in cui mettersi in proprio ad altri dove leggere le rotazioni e innescare i compagni. Non si tratta solamente di una partita isolata ma dell’ennesima prestazione positiva di una grandissima stagione fino a questo momento.

Nello specifico, contro la difesa di Milano, uno degli aspetti su cui è stato più determinante è il timing con cui ha girato l’angolo sui pick and roll. Sempre ad attaccare il lungo milanese con i piedi più lenti (Davies e Voigtmann), accelerazione per prendere vantaggio sul pick e conseguente lettura sulle inevitabili praterie che si aprivano dopo aver sfruttato il blocco.

E’ tornata la staffetta

Dopo una stagione difficile il Baskonia è tornato a riproporre la formula che aveva dato tante soddisfazioni due anni fa, ma con l’aggiunta di una maggiore qualità offensive.

Il sistema difensivo è di primo ordine e esterni come Thompson e Henry assicurano una costante pressione sulla palla, che spesso si tramuta in contropiedi e transizioni. Difesa che alimenta l’attacco.

A livello offensivo inoltre la mano di Penarroya è evidente: il Baskonia è una delle squadre che si spazia meglio in campo e ha sempre almeno 4 tiratori di livello alto che costringono la difesa a coprire chilometri sulle rotazioni. Thompson da lettore e realizzatore, Howard come funambolo in grado di segnare a giochi rotti, formano una coppia di PG ben assortita.

Hommes e Giedraitis una coppia di ali in grado di punire dall’arco e allo stesso tempo di attaccare dal palleggio la difesa mossa. Un mix di altezza e talento che li rende di difficile lettura per le difese.

Il tutto condito con una coppia di lunghi ben assortita come Kotsar e Enoch.

Se i vostri amici vi chiedono un consiglio su quale squadra di Eurolega vedere al di fuori delle solite note, il Baskonia è una di quelle che dovreste fortemente consigliare per la qualità che è in grado di mettere in campo.