Post Francia-Italia: una dura lezione per gli Azzurri

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Dopo una prima uscita molto promettente, l’Italia soccombe sotto i colpi della Francia a Montpellier. Nella rivincita tra le due nazionali, gli uomini di Collet sono scesi in campo con tutta un’altra faccia. Nessuna contesa fin dall’inizio, con gli Azzurri che si sono trovati ad inseguire costantemente senza dare l’impressione di poter cambiare la propria gara. Proprio per questo, il match di ieri sera potrebbe essere stato tanto importante quanto quello di venerdì scorso. Misurarsi con una Francia di questo livello farà infatti capire all’Italia gli aspetti da migliorare. Proviamo ad analizzarne alcuni con i nostri punti chiave dell’amichevole.

Tutta un’altra Francia

Rispetto all’amichevole di Bologna, la Francia si è presentata sul parquet con ben altre intenzioni ieri sera. Messa da parte la superficialità che occasionalmente mostrano, gli uomini di Collet sono scesi in campo con un’aggressività decisamente superiore. Nel primo quarto i “galli” molto spesso sono andati in lunetta, grazie alle aggressioni al ferro non solo dei lunghi ma anche dei propri esterni. Questo ha permesso alla squadra di impostare uno standard di fisicità a cui l’Italia ha dovuto, per forza di cose, cedere il passo. Oltre a questo la Francia ha anche impostato una difesa diversa, concentrandosi molto su Fontecchio per ingabbiarlo togliendo punti preziosi ai nostri. Una volta fatto ciò, era difficile per gli altri creare vantaggi anche grazie alle rotazioni spesso impeccabili dei padroni di casa.

Transizioni difensive e rotazioni

Dall’altro lato, lo stesso discorso non si può fare per l’Italia. L’impossibilità di resistere alla fisicità avversaria ha mandato in pallone gli azzurri, in attacco e in difesa. In attacco qualche pallone perso di troppo ha tolto ritmo agli uomini di Pozzecco, che anche quando sono riusciti a trovare buoni tiri raramente sono andati a segno. Le palle perse inoltre hanno favorito le ripartenze micidiali dei francesi che hanno trovato molta strada per correre. Come fatto notare anche nello scorso match, la transizione difensiva italiana è infatti spesso carente. Allo stesso tempo, anche la difesa a metà campo non è risultata efficace. La Francia ha imparato la lezione di settimana scorsa, riuscendo ad aggredire molto meglio i cambi degli azzurri. Di conseguenza, l’Italia ha dovuto rincorrere molte volte l’attacco avversario arrivando troppo in ritardo nelle rotazioni.

Esterni in difficoltà

Se settimana scorsa qualche buon segnale era arrivato da Nico Mannion, ieri sera il backcourt azzurro è andato molto in difficoltà. Gli esterni italiani raramente hanno creato dei vantaggi in attacco, non riuscendo quindi a produrre dei mismatch favorevoli.  Spissu ha sparato a salve da fuori, non potendo così dare uno dei suoi maggiori contributi. Tonut è apparso ancora completamente spaesato davanti ad un’area così inattaccabile . Mannion ha mostrato un paio di accelerazioni delle sue ma non si è mai davvero messo in ritmo. Pajola ha avuto molte difficoltà su entrambi i lati del campo. L’unica nota positiva in tutto questo viene da Tommaso Baldasso, il cui ingresso nel secondo quarto ha concesso linfa vitale all’Italia. I suoi progressi da quando è arrivato all’Olimpia Milano sono evidenti e portano i propri frutti anche in nazionale. Ormai l’ex Fortitudo è infatti calato perfettamente nel ruolo di gregario che, in pochi minuti, deve dare un contributo importante. Per questo Baldasso non ha mostrato nessuna esitazione sul parquet, entrando deciso e riuscendo a coinvolgere anche i compagni.

Una rotazione quasi definita

Queste due partite hanno evidenziato una rotazione ormai quasi definita da parte di Gianmarco pozzecco. I quintetti schierati dall’ex coach di Sassari prevedono spesso l’utilizzo di un doppio playmaker: Pajola-Spissu, Pajola-Mannion e Spissu-Mannion sono state soluzioni adottate frequentemente. Così come quella di Nicolò Melli schierato da centro, anche in presenza di Gallinari. Diverso invece è il discorso riguardante le convocazioni che l’allenatore effettuerà per gli europei, su cui grava ancora molta incertezza. Nei 12 potrebbe rientrare Ricci, utile in determinate situazioni con il suo tiro da fuori e la sua caparbietà. Tra Biligha e Tessitori appare in vantaggio  il primo, mentre l’altro ballottaggio si avrà tra Della Valle e Baldasso. Fino a pochi giorni fa sembrava ovvio che la scelta ricadesse sul primo, ma ieri sera ad avere più occasioni e minuti è stato il secondo. Il giocatore di Brescia è infatti sceso in campo solo durante il garbage time. Forse ancora presto per discuterne, ma l’esclusione di Della Valle avrebbe un sapore beffardo visto la sua annata da MVP del campionato. Decisiva probabilmente sarà la gara con la Serbia.