Post G4 Efes Istanbul-Olimpia Milano: variabile Pleiss

119

L’Efes vince anche gara 4 e si qualifica per le Final Four di Belgrado. Ancora una volta è Micic l’uomo decisivo, supportato dal migliore Pleiss della stagione. Nelle file di Milano il solo Datome trova il canestro con continuità, ma ancora una volta l’Olimpia ha pagato le croniche difficoltà a fare canestro nei minuti finali della partita. 75-70 il risultato finale.

Attacco non ci siamo

Ancora una volta è la fase offensiva a condannare Milano alla sconfitta. Come successo nel finale di gara 3, l’Olimpia si inceppa sul più bello e ha la peggio in un finale punto a punto.
A inizio partita subisce la scelta difensiva dell’Efes, “accontentandosi” dei tiri da fuori che Ataman decide di concedere. Tiri tutto sommato buoni ma che non vanno dentro e che non muovono sufficientemente la difesa.

La musica sembra cambiare nel secondo quarto quando Milano inizia a essere più aggressiva nei set offensivi, attaccando maggiormente la prima linea e costringendo una difesa non eccelsa a dover ruotare maggiormente. Sui pick and roll si è optato per un passaggio extra del rollante, generando ulteriori rotazioni che hanno permesso a Milano di ricucire lo strappo iniziale. Nel finale però l’ennesima serata difficile al tiro di Rodriguez e Shields non permette all’Olimpia di aver il guizzo finale per impattare la serie. Soprattutto nel momento in cui l’Efes si è adeguato sulle uscite di Datome.

Datome

E’ stato praticamente l’attacco dell’Olimpia per tutta la partita, mettendo a referto 21 punti. Le sue ricezioni hanno spesso costretto la difesa dell’Efes a inseguire. Ataman gli manda contro i giocatori che vuole nascondere difensivamente, lui ne approfitta per avere sempre quel mezzo secondo di vantaggio.

Pleiss

Nelle due partite in Turchia il centro tedesco è stato l’elemento che ha fatto saltare il banco. In gara 4 chiude con la sua migliore prestazione, rendendosi protagonista di 25 punti e 37 di valutazione. Determinante nel punire sempre le scelte difensive di Milano, sia in avvicinamento a canestro per punire il cambio, sia dall’arco per punire la difesa collassata in area sulle penetrazioni delle due PG titolari. 
L’Efes aveva bisogno di un giocatore del supporting cast che desse un contributo a supporto dei soliti sospetti. Pleiss è stata la risposta migliore per l’Efes.

Difesa quel tanto che basta

Di sicuro l’applicazione difensiva della squadra turca non sarà ricordata come una delle migliori, in questa serie però ha messo in piedi una consistenza sufficiente a vincere la serie e a porre Milano davanti ai suoi limiti.

La costante più evidente di queste quattro partite è stata l’intenzione di riempire sempre l’area per proteggere Pleiss e sfruttare i suoi cm nei pressi del canestro, usandolo come totem difensivo su cui far schiantare le penetrazioni di Shields e Rodriguez. Inoltre, un tentativo per battezzare le seconde linee di Milano. L’Efes ha scientemente scelto di fare tirare tutti quelli che non rispondevano al nome di Datome, Shields e Rodriguez.

Bryant

Probabilmente è passato inosservato, ma nelle due partite di Istanbul la brutta serata di Shields è stata propiziata anche dall’ottimo lavoro di Bryant.
Usato da agente speciale insieme a Anderson, ha dimostrato di essere un difensore validissimo per reggere l’urto contro il danese. Fisico da mettere sempre contro le sue penetrazioni, mobilità laterale sufficiente per costringere Shields a tiri difficili. Se Pleiss ha sparigliato le carte a livello offensivo, l’ex-Maccabi ha permesso ad Ataman di togliere dalla partita il principale scorer di Milano.

 

Micic e i cambi difensivi

Con l’andare della serie Micic ha preso le misure ai cambi difensivi di Milano. Letture che sono andate migliorando con l’andare delle partite, penetrazioni sempre più efficaci anche contro un ottimo difensore come Hines.