Post Italia-Estonia: l’inizio di cui avevamo bisogno

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Buona la prima per gli Azzurri ad Eurobasket 2022. L’Italia vince abbastanza agilmente il confronto con l’Estonia e inizia nel migliore dei modi la competizione. Trascinatore della squadra è il solito Simone Fontecchio, ma è un’ottima prova corale a fare la differenza. Ora testa alla Grecia, l’avversaria di questa sera. Prima, tuttavia, cerchiamo di analizzare il match di ieri con il nostro solito post-partita. Ecco i punti salienti di una vittoria di cui si sentiva veramente il bisogno, per cominciare col piede giusto gli Europei in casa propria.

Tendenze invertite

A differenza di quanto visto in praticamente tutte le partite precedenti, ieri sera l’Italia si è trovata in vantaggio fisico sull’Estonia. Un fattore più unico che raro in questi Europei, e gli Azzurri sono stati bravi a sfruttarlo. Sul boxscore, alla voce rimbalzi la differenza in favore dei nostri è stata netta (42-28), così come a rimbalzo offensivo (12-6). Oltre a questo, la maggiore fisicità italiana si è sentita anche nella costruzione del gioco offensivo, con le ottime sortite in post di Polonara e Melli.

 

Transizione offensiva e ritmo alto

Soprattutto nei primi due quarti, l’Italia ha mostrato sprazzi di quello che ci si aspetta solitamente da una squadra di Gianmarco Pozzecco: corsa e ritmo alto. Gli Azzurri, in particolare, sono stati bravi ad attaccare la difesa avversaria nei primi secondi dell’azione trovando sempre ottime vie di passaggio. Per quanto riguarda la transizione, l’Italia è riuscita a sfruttare quella offensiva a corrente alternata. Meglio il contropiede gestito da Mannion (che per sua natura si trova a suo agio in queste situazioni), meno qualche decisione presa soprattutto da Spissu. Si dovrà lavorare su questo fronte, perché le potenzialità della Nazionale ci sono.

La macchina Fontecchio

Ormai sembra futile continuare a ripeterlo ad ogni partita, ma non farlo sarebbe peccaminoso: Simone Fontecchio è il leader di questa Nazionale, sotto tutti i punti di vista. In quasi ogni partita giocata, il neo giocatore degli Jazz è stato il miglior realizzatore dell’Italia e anche ieri non si è esentato da questo ruolo: 19 punti con 7/10 al tiro, di cui 5 triple segnate su 8 tentativi. Che il talento  e il telaio non mancassero al ragazzo si sapeva da tempo, ma ciò che più stupisce oggi in lui è la confidenza con cui prende ogni decisione. Un’arma che lo rende una spina nel fianco di qualsiasi difesa, molto probabilmente anche NBA.

 

Polonara fa il Gallinari

Come avevamo preventivato nell’articolo su Gallinari, l’assenza del giocatore dei Celtics ha portato all’aumento dei minuti e del ruolo di alcuni uomini, Ricci e Polonara su tutti. A rispondere presente è stato soprattutto il secondo, con una prestazione scintillante dopo troppe uscite opache in queste settimane. L’ala dell’Efes ha mostrato tutto quello che sa fare su un campo di basket: gioco in post, letture non banali dei raddoppi, passaggi che tagliano tutto il campo per raggiungere l’uomo libero, pericolosità dall’arco. Le soluzioni nella sua faretra sono potenzialmente tantissime, e se continuerà a sfruttarle in questo modo ci potremo divertire.

Un gruppo solido

Oltre ai già citati singoli, è bene sottolineare tuttavia l’ottima prova di gruppo che l’Italia ha prodotto contro l’Estonia. Ogni giocatore entrato in campo ha saputo dare il proprio contributo, e così si sono rivisti un Mannion pericolosissimo nelle sue scorribande e un Datome pronto a colpire come un cecchino in ogni occasione. Altra grande prova anche per Melli, sempre sul pezzo sia in attacco che in difesa. Insomma, tanti sono stati i segnali positivi. Ora però bisognare tenere i piedi ben saltati a terra, perché una vittoria di questo genere era più che nelle corde degli Azzurri. I veri test cominciano già da domani, con un certo Giannis all’orizzonte.