Post Italia-Grecia: l’audacia degli Azzurri non basta

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L’Italia si deve arrendere alla Grecia in un match dai mille sconvolgimenti. Prima gli Azzurri riescono a rimanere in contatto, poi vanno sotto di 14 e infine riescono a recuperare arrivando a 2 secondi dalla fine con in mano la palla del pareggio. Le speranze italiane si infrangono tuttavia sul ferro colpito dalla tripla finale di Tonut, dopo un ultimo arrembaggio. In una partita che sembrava direzionata fin dall’inizio, gli uomini di Pozzecco hanno comunque mostrato un atteggiamento che fa ben sperare per il proseguo di Eurobasket. Ecco la nostra analisi del match attraverso i consueti spunti di riflessione.

Non solo Giannis

Durante tutto il corso della partita, è stato evidente come la Grecia fosse superiore sotto tutti i punti di vista. Lo strapotere di Giannis si è fatto sentire nel corso dei 40 minuti, ma a fare la vera differenza è stato tutto il contesto attorno al Dio greco. Antetokounmpo ha rappresentato una costante minaccia dentro l’area dell’Italia, attirando spesso dei raddoppi, ma riuscendo sempre a fare la scelta giusta. Fosse essa trovare l’uomo libero fuori dalla linea dei tre punti, o continuare a insistere nel suo post up, Giannis non ha quasi mai preso una decisione sbagliata. A dargli manforte è stato soprattutto Tyler Dorsey, che in questi Europei sta performando ad un livello quasi mai raggiunto in carriera. Sue sono state le giocate decisive dell’ultimo quarto, così come quelle di Agravanis, Papanikolau e Sloukas.

 

La mortifera transizione greca

Sotto questo punto di vista, accoppiamento peggiore non ci sarebbe potuto essere per l’Italia. La Grecia è una delle migliori squadre per transizione offensiva del torneo, mentre gli Azzurri hanno evidenziato molte lacune nei propri rientri difensivi in contropiede. A sfruttare maggiormente la situazione è stato ovviamente Antetokounmpo, ma anche tutto il resto della squadra ne ha beneficiato correndo molto bene il campo e trovando spesso l’uomo libero da oltre l’arco. Fondamentali, in questo senso, sono state le ottime percentuali dall’arco della squadra di Itoudis: 37.1%.

 

Tonut la riprende, l’MVP Fontecchio illude

Quando tutto sembrava ormai perduto, a riagguantare la partita ci ha pensato Stefano Tonut. L’Italia, arrivata sotto di 14 nell’ultimo quarto, aveva perso quasi ogni speranza di recuperare la gara ma un and one e due triple del neo giocatore Olimpia hanno riportato in carreggiata la squadra. Da quel punto in poi ci ha pensato Simone Fontecchio, per cui i cori di MVP sono suonati tutt’altro come un’eresia. Dopo un primo tempo tutto sommato normale, l’ex Baskonia ha cominciato a macinare canestri nel secondo periodo arrivando addirittura fino a 26 punti. Impressionante.

Playmaker in difficoltà

Nota molto negativa della serata è rappresentata dal reparto playmaker dell’Italia. Spissu, in tutte queste partite, non è sicuramente riuscito a imporsi come un regista di spessore per la squadra ma neanche come una minaccia dall’arco (sua caratteristica principale). Mannion non è riuscito a esaltare le proprie capacità di uno contro uno e penetrazione, trovandosi davanti un avversario sempre molto grande fisicamente e l’area piccola intasata subito dietro di lui. Una situazione che ha messo in grave difficoltà il giocatore della Virtus, reo di alcuni errori davvero troppo banali e di aver fermato troppo la palla nell’attacco italiano. Pajola ha invece calcato il parquet per soli 2 minuti e 60 secondi, riuscendo a mettere pressione sulla palla ma risultando quasi nullo in attacco. Decisamente troppo poco per quello che dovrebbe essere il reparto anima e cuore della Nazionale e un minus non da poco in una partita come questa.