Post Olimpia Milano-Fenerbahce: la reazione arriva, la vittoria no

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Milano esce sconfitta anche dalla partita con il Fenerbahce, nonostante il +16 raggiungo a metà del secondo quarto. Ancora una volta vengono fuori i limiti offensivi dei biancorossi e il Fenerbace vince la partita gestendola dal terzo quarto in poi. 72-82 il finale.

Scelte forti

Messina manda in campo una squadra con un bel po’ di differenze rispetto alla partita con l’Efes. Il primo dato che salta all’occhio sono i 40 minuti di panchina di Davies. Segnale o bocciatura? A livello tecnico preferisce utilizzare Voigtmann da 5 per provare a dare maggiore mobilità al suo attacco, di fatto abiurando le ricezioni in post di inizio stagione.

Thomas riproposto da 4, Alviti ributtato nella mischia dopo la partita di Kaunas. Lo staff milanese ha mischiato le carte in cerca di risposte e ha chiesto alla propria squadra di giocare molto di più con il freno a mano allentato, per non dover necessariamente combattere con i demoni offensivi degli ultimi tempi.

Mitrou-Long

Il primo tempo è marchiato a fuoco dall’esterno ex-Brescia. Corre, tira e attacca nei primi secondi dell’azione. Pasticcia molto in certi momenti ma l’Olimpia è alla disperata ricerca di ritmo offensivo che in questo momento solo lui può dare. Con l’andare dei minuti le gambe vengono meno (vuoi anche per la partita di due giorni prima), la difesa prende le misure e esce gradualmente dalla partita.
Il suo lento spegnersi nel corso del secondo tempo, unito alla perdita di Pangos, di fatto lasciano Milano senza più nessun handler in grado di generare un vantaggio.

Luwawu-Cabarrot

Il suo arrivo è passato in sordina a causa della situazione difficile di Milano. Innesto che ha portato atletismo, fisico e gran primo passo a un reparto esterni che peccava in queste tre elementi. La nota dolente è il tiro. Ancora non riesce a trovare il canestro dalla distanza con continuità e questo sta penalizzando il suo gioco.
Non è il salvatore della patria. Non è il giocatore che sistemerà il gioco di Milano, è un elemento che sta portando capacità di attaccare il ferro sui ribaltamenti.

Nigel Hayes-Davis

Il principale motivo per cui il Fenerbahce nel terzo quarto prende il controllo della partita è nella prestazione offensiva di Nigel Hayes-Davis. Come Clyburn due giorni prima, anche lui è andato sempre a pescare mismatch fisici, o mismatch di mobilità. Milano opta per Voigtmann da 5, “accettando” la ridotta mobilità del tedesco, lui banchetta su tutti gli adeguamenti difensivi dell’Olimpia per proteggere questa situazione.
Impatto fisico, unito a una prestazione balistica degna di nota, hanno dato vita a un mix letale per Milano.

Nick Calathes

Itoudis sta restituendo un giocatore che non si vedeva da qualche anno a questo livello come controllo sulla partita (forse l’ultima versione così al Pana 18/19 con Pitino). Play quasi anacronistico per le sue caratteristiche, si sta dimostrando un metronomo perfetto per innescare tutte le soluzioni offensive del Fenerbahce.

Dopo un primo tempo ai margini, il terzo quarto ha visto una crescita importante del greco che ha sempre letto i mismatch che Milano offriva per il campo. A tempo perso mette li anche 6 assist.
La mente del parziale decisivo è lui. Se in stagione tira anche il 50% da 3, come sta facendo ultimamente, allora cambiano gli orizzonti e non di poco per il Fenerbahce. In un attacco che gira a mille come quello di Itoudis lui è realmente l’arma in più.

Difesa

Se l’attacco ruba l’occhio, la difesa del Fenerbahce in questo momento ruba il cuore agli amanti della metà campo difensiva. Lo switch difensivo del terzo quarto ha costretto Milano a dover tirare sempre con azioni fuori ritmo e fuori contesto. Sempre show forte sulla palla per togliere l’angolo del pick and roll e costringere Milano a dover attaccare con gli uomini meno adatti a metterla a terra.

Lavoro per togliere Mitrou-Long e Pangos dalla partita e di fatto slegarli dalla squadra. La difesa turca ha lavorato ai fianchi l’attacco di Milano e alla fine è venuta fuori con una grande partita di gestione.
La metà campo difensiva è uno degli indicatori principali sullo stato di salute di una squadra che è uscita meglio di tutti ai blocchi di partenza e che al momento viaggia con un paio di giri in più rispetto al resto della competizione.