Post Olympiacos-Olimpia Milano: agente speciale Walkup

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L’Olimpia Milano vede interrompersi al Pireo la striscia positiva in Eurolega. Gli uomini di Messina incappano in una brutta sconfitta, figlia di un terzo quarto perso 15-6. I padroni di casa si appoggiano alle grandi prove dei soliti noti Walkup e Sloukas per vincere la sfida. Nelle file di Milano solo Baron va in doppia cifra a livello offensivo, ma non può nulla da solo contro l’ottima difesa dell’Olympiakos. 82-66 il finale.

Cambi e lato debole

L’avvio difensivo di Milano, soprattutto nel primo quarto, ha mostrato qualche pecca di troppo che ha permesso all’Olympiacos di imporre un avvio da 27 punti segnati.
Lo staff milanese è giustamente preoccupato dalla ricezioni profonde di Fall e opta per il canonico quintetto con Ricci da 3 e il cambio sistematico. L’idea è quella di mettere molta pressione sulla palla e avere aggressività nel riempire l’area dopo aver forzato la ricezione in zone scomode del campo.
Il piano riesce a metà perché Fall viene limitato ma il lato debole della difesa di Milano non è abbastanza veloce nel riaprirsi quando la palla viene scaricata fuori. I 12 punti in avvio di Peters sono quasi tutti figli di una brutta riapertura della difesa.

Corsa, rimbalzi e quintettone

Se le riaperture del lato debole hanno difettato, il lavoro a rimbalzo e la transizione hanno invece funzionato molto bene per l’Olimpia, soprattutto nel primo tempo.
Nel secondo quarto gli uomini di Messina hanno il merito di trasformare quasi tutti i rimbalzi in transizione offensiva, eludendo parzialmente, la grande pressione sulla palla della difesa dell’Olympiacos.

In avvio Milano riesce a ottenere ottime cose dal quintetto con Ricci da 3, andando a colpire i mismatch fisici con Peters e Cannon. Sia Melli che l’ex Virtus hanno avuto vantaggi che hanno potuto sfruttare per creare vantaggi. Vantaggi che sono venuti meno con l’andare della partita e la crescita della difesa dell’Olympiacos.

Miglioramenti parziali

L’epilogo non è stato dei migliori. Lo scarto abbastanza pesante ma l’impressione che l’Olimpia sia ben lontana da quella vista a novembre. Nonostante le difficoltà di serata si è vista una squadra cercare di venire fuori dalle difficoltà tramite il suo piano partita.

L’impressione è quella di una squadra che è comunque cresciuta ma che al momento non è migliorata abbastanza per reggere 40′ in casa dell’Olympiacos. Considerando la media degli scarti che gli uomini di Bartzokas stanno infliggendo in casa, era difficile immaginare un epilogo diverso.

Peters

Vezenkov è in dubbio? Nessun problema, Bartzokas trova in Peters il sostituto per una sera. L’avvio è quasi tutto suo e nonostante una grossa difficoltà nel limitare Melli in post, in attacco punisce subito con un 3/3 da fuori che da la spinta iniziale all’attacco dell’Olympiacos.
Ottimo lavoro sul lato debole. Sempre in visione per i compagni e estremamente preciso nel punire le scelte difensive di Milano.

Walkup

Se l’Olympiacos riesce a disinnescare il migliore attaccante di Milano in questo momento il grosso del merito è di Walkup. L’esterno di Bartzokas gioca una magistrale partita difensiva e toglie tutte le conclusioni che Baron è solito prendere in questo ultimo periodo.

Aggressivo nel passare sopra tutti i blocchi che hanno coinvolto l’esterno di Milano. Perfetto nell’intesa con il difensore del pick and roll. Pressione sulla palla, palloni sporcata e tanto fisico su tutte le sue iniziative. Baron non ha mai avuto ricezioni pulite e ha chiuso si con 12 punti, ma con 0/4 da 3.

Baron è abile in avvio a leggere quella difesa, a non forzare i tiri da 3 e a attaccare l’area. Alla lunga lunga il lavoro difensivo di Walkup lo lavora ai fianchi e lui esce lentamente dalla partita.

Difesa

Se Walkup è stato l’agente speciale per l’uomo più pericoloso di Milano, il sistema difensivo dell’Olympiacos è quello che ha reso l’attacco dell’Olimpia molto sterile.

Fin da subito l’idea di Bartzokas era chiara: togliamo il tiro da 3 punti a Milano, a costo di prendere una conclusione al ferro, ma massima aggressività con i cambi difensivi per costringere gli attaccanti dell’Olimpia ad attaccare con tanti palleggi. Switch automatico con l’eccezione dell’uomo di Baron che invece doveva rimanere in marcatura singola costante.

L’attacco di Milano, soprattutto nel secondo tempo, è stato travolto dalla mobilità dei difensori dell’Olympiacos e non è riuscita a cavalcare i vantaggi che potevano esserci con un quintetto grosso. Inoltre, un maggiore controllo dei tabelloni, ha permesso di non subire più la transizione offensiva dell’Olimpia.

Sloukas

Il play greco non gioca una partita offensivamente incredibile ma regala 9 assist e dirige l’attacco come un computer. Milano soffre sul lato debole difensivo, lui legge e ogni volta che la difesa prova a mandarlo dentro con gli aiuti trova l’uomo libero sul lato opposto.

Messina prova diversi difensori contro di lui ma quasi nessuno sembra avere risposte contro il giocatore greco. La soluzione più efficace sembra quella di Melli: togliere visione con un corpo grosso e essere a posto quando Fall forza il cambio sui pick and roll. I problemi di falli del capitano milanese impediscono di percorrere questa strada per il resto della partita.

Attacco-difesa

Arrivati al giro di boa della competizione mi sento di affermare che in questo momento l’Olympiacos è la squadra che produce la migliore pallacanestro su i due lati del campo. Forse l’unica squadra insieme al Baskonia ad avere le due metà campo allo stesso livello di qualità.