Procida&Spagnolo: orizzonti di gloria

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1° giugno 2002 e 10 gennaio 2003. Le carte d’identità, beati loro, non mentono. Da anni si parla di loro come due dei talenti potenzialmente più cristallini della storia del basket italiano. Non ancora raggiunti i vent’anni, Gabriele Procida e Matteo Spagnolo stanno regalando brani di gioco raramente visti nel nostro panorama, soprattutto considerati passaporto ed età. Uno in maglia Effe, l’altro con la canotta della Vanoli Cremona. Due storie di crescita e affermazione diverse. Procida&Spagnolo: due punti differenti della parabole di crescita e consacrazione, destinate in ogni caso a non passare inosservate nella galassia della pallacanestro azzurra. I due amici, compagni di spedizioni estive nelle giovanili italiane ed esordienti del nuovo ciclo di Meo Sacchetti, hanno attirato da diverse stagioni le attenzioni di osservatori oltreoceano. Non ultimo, Mike Schmitz.

Lo scout di ESPN non ha potuto mancare l’appuntamento, nel corso del viaggio in Europa, coi due giovani prospetti. Oltre al diciottenne italo-nigeriano Leonardo Okeke, di proprietà di Derthona ma in prestito a Casale Monferrato, Schmitz ha marcato visita a Cremona la domenica all’ora di pranzo, spostandosi a Bologna per cena. Oltre a godersi le vittorie casalinghe di Vanoli e Fortitudo Kigili, l’uomo di DraftExpress ha avuto la fortuna di avere un colloquio ravvicinato con entrambi i germogli fiorenti. Le parole al miele sui social suonano leggermente stucchevoli, ma già avere un diretto contatto con una delle figure più influenti quando si parla di NBA Draft significa moltissimo per Procida&Spagnolo.

Matteo Spagnolo. Di cognome e (quasi) di fatto. Cresciuto a Brindisi e alla Stella Azzurra sotto l’ala protettrice del padre, ormai da qualche stagione ha optato (chiamalo scemo) per completare la trafila delle giovanili in una delle accademie più rinomate che il panorama europeo possa offrire. La spietata corte del Real Madrid ha avuto la meglio: Matteo si trasferisce nel 2018 nella capitale spagnola, facendo la spola tra coetanei e panchina della prima squadra. Troppo forte per non concedergli nemmeno un minuto. Il livello del Real è, logicamente, ancora troppo elevato. Estate 2021: si ritorna in Italia, alla corte di coach Galbiati e di una Cremona in fase di rifondazione. Quale miglior occasione per accumulare visibilità, minutaggio ed esperienza? Chiedere a Sassari e a molte altre difese di LBA per ulteriori info.

Gabriele Procida. Canturino doc, nonostante il cognome tradisca origini meridionali. 3 febbraio 2020: data segnata col circoletto rosso nel calendario di Gabriele. Esordio in serie A contro Venezia all’andata? Il ritorno è ancora più dolce da ricordare. 3 triple in un amen, pubblico in visibilio, titoloni sui giornali. Il 2020-2021 vede un Procida sempre più inserito nelle rotazioni canturine, ma l’annata si conclude con la retrocessione dell’Acqua San Bernardo. Un talento così debordante mal si addice all’A2. A malincuore, tocca lasciare casa in direzione Bologna. Dopo un inizio complicato, tra le dimissioni di Repesa e l’arrivo di Antimo Martino, nelle ultime uscite Procida sta guadagnando gradualmente minuti e responsabilità nelle gerarchie del coach.

364 giorni separano i rispettivi esordi in Nazionale maggiore. Il più precoce è Spagnolo, ma poco importa. Glielo farà pesare in stanza nei vari ritiri, possiamo essere sicuri. Ma tra Spagnolo e Procida sembra esserci una sana rivalità. Procida&Spagnolo: due telai fisici creati appositamente per stare ai massimi livelli, chi per diventare una combo guard, chi per trasformarsi in un esterno dalla doppia dimensione e realizzatore sui tre livelli. Le sirene NBA hanno iniziato a cantare per entrambi. Cosa fare? Tapparsi le orecchie, privandosi del suono melodioso della loro voce? Abbandonarsi ai melliflui solfeggi, rischiando di allontanarsi dalla retta via e commettere naufragio? Media via: ascoltare responsabilmente. E tutto sarà dominato dall’armonia.