Rajon Rondo si ritira: una carriera da visionario

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Rondo
Rajon Rondo, Boston Celtics; IPA Agency.

A 18 anni dal suo arrivo in NBA, dopo 16 stagioni sul parquet e a 2 anni dall’ultima partita giocata, Rajon Rondo ha ufficialmente annunciato il suo ritiro dal basket giocato. Lo ha fatto al podcast “All the smoke” di Matt Barnes e Stephen Jackson, a cui ha raccontato di avere altri programmi per il futuro.
Se ne va così anche l’ultimo tassello di quei Boston Celtics che nel 2008 hanno vinto l’ultimo titolo della franchigia biancoverde, che però non fu l’ultimo della carriera del giocatore: diventato campione NBA anche nel 2020 coi Lakers, Rondo è l’unico giocatore della storia ad aver vinto un anello sia con Boston che con Los Angeles.

Un giocatore unico

Rondo è sempre stato il più classico dei geni ribelli: un talento incredibile con doti da passatore e visione di gioco fuori dal comune, ma con un carattere tutt’altro che semplice che gli ha portato più di qualche problema durante la sua lunga carriera. L’ultimo solo qualche mese fa, quando è stato arrestato.

Arrivato in NBA al draft del 2006, Rondo si è preso un posto da titolare ai Celtics già nella seconda stagione, quella dell’anello, dando un contributo assolutamente centrale nel raggiungimento del titolo. Fin da subito ha messo in mostra tutta la propria creatività sul parquet, con conclusioni al ferro da capogiro e passaggi impensabili per noi mortali, che gli hanno permesso di diventare un 4 volte All-Star, oltre che miglior assist-man per ben 3 stagioni. Non per nulla, Rondo si classifica quattordicesimo per numero di assist nella classifica all-time NBA, mentre è quarantanovesimo in quella delle palle rubate. Nel proprio palmares Rondo può infatti vantare ben due inserimenti nel miglior quintetto difensivo (nel 2010 e 2011) e due nel secondo miglior quintetto difensivo (nel 2009 e 2012).

Il secondo anello

I più grandi ricordi di Rajon Rondo saranno sempre in maglia Celtics (come testimonia la popolarità della sua canotta numero 9), coi quali ha trascorso ben nove stagioni, prima di iniziare un tour fra le squadre dell’NBA che gli ha visto cambiare casacca quasi ogni anno, fermandosi per due stagioni solo ai Lakers, proprio dove ha vinto l’anello nella bolla di Orlando. Come dicevamo prima, Rondo è stato il solo giocatore nella storia di tutta l’NBA ad aver vinto un titolo sia coi Celtics che coi Lakers, fatto che lo rende ancora più unico di quanto il suo particolare carattere e il suo stile di gioco stravagante lo rendessero già.
Anche nel 2020 il suo ruolo nella vittoria dell’anello fu fondamentale: si rivelò una risorsa molto preziosa in uscita dalla panchina grazie alla sua esperienza, come testimoniato anche dai 19 punti messi a segno nella decisiva gara 6 vinta dai Lakers contro i Miami Heat nelle Finals di quell’anno.

Il nuovo presente

Rondo non calcava il parquet di un campo da basket ormai da due anni, motivo per cui l’ufficializzazione del suo ritiro non stupisce più di tanto. Al podcast di Barnes e Jackson, l’ex giocatore dei Celtics ha raccontato come ora preferisca passare il tempo coi propri figli e concentrarsi su di loro piuttosto che giocare ancora. Rondo si è anche detto grato di tutti gli anni trascorsi in campo, i quali lo hanno reso l’uomo che è diventato e gli hanno permesso di crearsi amicizie preziose e di vivere facendo quello che amava.

Avendo ufficializzato il proprio ritiro ora non resta che vedere se Rondo verrà inserito nella Naismith Basketball Hall of Fame, completando un palmares di tutto rispetto e mettendo così la ciliegina su quella che è stata un grandissima carriera, da parte di uno dei giocatori più spettacolari che ricorderemo.

 

Tommaso Busato
Laureato in Comunicazione all'Università di Padova. Grande appassionato di sport e dei valori che trasmette, specialmente di NBA, rugby e tutto ciò che ambisce alla grandezza. Afflitto da inguaribile curiosità, in particolare per le statistiche e i dettagli.