Real Madrid affamato, Virtus momentaneamente sazia (?) | EuroLeague GamePlan

Il coach l’ha definita una gara complessa e affascinante, il leader come una possibilità di migliorare una proposta di gioco già tra le più brillanti d’Europa. Per una partita che non ha bisogno di stimoli e presentazioni per aumentare il proprio valore intrinseco, Real Madrid-Virtus Bologna è ciò che più efficace e redditizio possa offrire al momento il basket di EuroLeague. Prima contro seconda, una imbattuta e l’altra a un quarto maldestro con lo Zalgiris dall’esserlo, 3° Defensive Rating di EL (Real, 101.6) contro 1° Offensive Rating (Virtus, 120.9). Possesso dopo possesso, quarto dopo quarto, GamePlan cerca di analizzare ulteriormente aspetti tattici che, considerate le qualità e le forze in gioco, rischiano di essere ancora più influenti.

  • Accoppiamenti difensivi, lato Real Madrid: Campazzo-Pajola, Causeur-Belinelli, Musa-Cordinier, Deck-Sgenelia, Tavares-Dunston.
  • Accoppiamenti difensivi, lato Virtus: Pajola-Campazzo, Belinelli-Causeur, Cordinier-Musa, Shengelia-Deck, Dunston-Tavares.
  • Primo possesso offensivo Virtus e subito il ricorso a un’arma tattica utilizzata meno in questa stagione da Banchi: le ricezioni in post basso delle guardie, Pajola nello specifico. Vantaggio di cm e kg, per muovere la retina e ottenere 2 punti “facili” senza coinvolgere Tavares in difesa.
  • Primo possesso offensivo Real e subito il ricorso a un’arma tattica utilizzata meno in questa stagione da Mateo: stagger per l’uscita di Causeur su lato debole e attacco in penetrazione del francese per punire la limitata mobilità di Belinelli. Ottimo aiuto di Dunston, vittoria difensiva, ma subito gli staff presentano variazioni sul tema.
  • Come sceglie di difendere la Virtus sul P&R centrale di Tavares? Contro Musa si sceglie di fare drop aggressiva con Dunston, invitare il bosniaco allo scarico e taggare con l’uomo da lato debole la ricezione di Tavares; con Campazzo invece la postura del difensore del bloccante cambia, ponendosi perpendicolare al canestro e chiudendo le linee di passaggio verso il lungo e il lato debole, pena accettare la chiusura al ferro. Questione di scelte.
  • Real è squadra di paradossi: una dall’età media più alta ma al momento è 2° per pace (73.4 possessi per 40′, solo il Baskonia “corre” di più); una con la stazza maggiore eppure in testa alla classifica dei rimbalzi concessi a partita (38.2), a dimostrazione che cm e kg contano relativamente quando si parla di presa di posizione e tagliafuori. Detto, visto, fatto: 3vs1 a rimbalzo offensivo e Shengelia che lucra 2 punti dalla spazzatura.
  • La Virtus vuole evitare a ogni costo di allungare il singolo possesso, nonostante i numeri del Real sin qui in EuroLeague (0.718 PPP nelle conclusioni allo scadere dei 24″ (17° percentile) e 0.889 PPP concessi (33° percentile)) suggerirebbero il contrario. Mai come nel 1Q del WiZink Center la Virtus esaspera la pressione sul palleggiatore con la difesa stunt, mai come nel 1Q del WiZink Center la Virtus esaspera la transizione rapida per evitare di avere a che fare col totem Tavares.
  • Corpi diversi rispetto a quelli di Cremona, strategia diversa per difendere il post di Shengelia da parte del Real: single coverage di Deck che, non eseguendo deny ma marcando il canestro, permette al resto dei compagni di non ruotare e sbilanciarsi.
  • 0.822 PPP P&R Handler (50° percentile), non eccezionale: il dato del Real non è sicuramente passato inosservato nello scout dello staff di Banchi. Sui giochi a 2 del Real con Tavares bloccante la scelta della Virtus è costantemente quella di far concludere al palleggiatore, a maggior ragione se questi è Causeur. Cambi aggressivi, fatti coi tempi giusti, o drop, per evitare il pocket pass e trasformare il set in un 1vs1 con Dunston. Sostenibile?
  • Grandissima squadra significa anche grandissima varietà, anche da parte degli stessi interpreti: prima Deck accetta la ricezione di Shengelia, il possesso successivo esegue una deny fronteggiando il post del georgiano.
  • Prime rotazioni ed ecco quello che potrà essere l’effettivo apriscatole della partita della Virtus in attacco: sia con Tavares che con Poirire sul parquet, Jordan Mickey è l’unico lungo bianconero a possedere un tiro da 3 rispettabile. Sul post di Shengelia Tavares aiuta per la prima volta ma non c’è più Dunston al centro del pitturato, ma Mickey oltre l’arco. Dal rimbalzo offensivo si genere la tripla in angolo di Dobric per il -1: rinunciando ad attaccarlo direttamente al ferro, la Virtus cerca di togliere il capoverdiano dal pitturato non col jumper dei piccoli sui P&R ma coi marcatori diretti lontano dalla vernice.
  • Hezonja dà, Hezonja toglie: l’accoppiamento con Jaleen Smith è un mismatch fisico che cammina in favore del croato, che è così bersaglio per ricezioni in post “comode”. In difesa, d’altro canto, l’ex Barcellona è un target lontano dalla palla, ideale per gli istinti da tagliante sulla linea di fondo di Smith. Ognuno con le proprie risorse.
  • Shengelia versione 2022/23, molto più realizzatore che creatore? Contro una difesa così difficile da muovere su lato debole come quella del Real, riportare leggermente indietro le lancette non è affatto sbagliato. Il +1 a fine 1Q non è figlio di percentuali clamorose ma dello sfruttare i passaggi a vuoto individuali della difesa madrilena.
  • Che il palleggiatore sia Rodriguez, Llull, Musa o Causeur, che il bloccante si Tavares o Poirier, l’indicazione per la Virtus non cambia: concluda il P&R il palleggiatore, costi quel che costi. Avendo braccia degli esterni e piedi dei lunghi adatti per non concedere facilmente gli appoggi al ferro, la Virtus costringe così il Real o a posizionarsi perfettamente sul perimetro per uno scarico – cosa non scontata, date le doti non naturali nel rispaziarsi di Hezonja, Yabusele e Musa – o a concludere con un jumper dal midrange, conclusione notoriamente meno redditizia su un campo da pallacanestro nell’era dei 3 punti.
  • Movimento snake di Hackett sul P&R: Poirier droppa profondo, conscio che Dunston non rappresenti una minaccia credibile in caso di pop, gl aiuti del Real possono essere meno accentuati per controllare i tiratori sugli scarichi, Rodriguez non forza il blocco e difende da dietro. La pazienza del play di Forlimpopoli nel riconoscere lo spazio attorno a sé, esitare per attirare lo sbilanciamento di Poirier e attaccarlo in un secondo momento è degno dei migliori interpreti del ruolo, quale Daniel può essere all’occorrenza ma che non lo rappresenta come prima caratteristica.

Massimiliano Bogni
Massimiliano Bogni
Hoosier. Bergamasco. Atalantino. Iscritto a Lettere Moderne in UniMi. A seconda del contesto, non necessariamente in quest'ordine. Sempre in attesa di recuperare da terra ogni briciolo di sport.