Reyer Venezia: riemergere dalla laguna

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È arrivato, come ogni anno, quel momento dell’anno. Un mesetto prima dell’inizio delle Final 8 di Coppa Italia, quando gli scontri diretti assumono un peso decisamente diverso rispetto alle partite di inizio stagione. Come un disco rotto, il discorso si ripete costantemente. Venezia è alla fine del ciclo. De Raffaele, Tonut, Daye e i senatori sono rimasti per l’ultimo canto del cigno. Mancano ormai gli stimoli, hanno la pancia piena, sono sazi. Invece, colpevolmente, ripetiamo lo stesso errore. La Reyer Venezia sembra la reincarnazione tricolore della famosa sentenza di Rudy Tomjanovich: mai sottovalutare il cuore di un campione. Come un predatore marino, si nasconde appena sotto il pelo dell’acqua, dando l’impressione di rimanere indifferente al nuotare delle prede attorno a lui. Poi, con un colpo di coda, riemerge dalla laguna, saziando la fame e ribadendo lo status di dominatore del bacino.

Un avvio di stagione sornione, anticipato dalle voci estive di una possibile partenza di coach Walter De Raffaele, le sirene milanesi attorno all’MVP 2021 Stefano Tonut e le bizze di un carattere lunatico come quello di Austin Daye. Le primavere andanti di Mitchell Watt, perno sotto i tabelloni, e il lento recupero dall’infortunio di una pedina fondamentale per dinamiche cestistiche e di spogliatoio alla Micheal Bramos hanno consigliato a patron Brugnaro e Casarini una strategia diversa dal passato. Solitamente, la Reyer Venezia cambiava davvero poco all’avvicendarsi delle stagioni, innestando al massimo un paio di elementi a uno zoccolo durissimo. Ebbene: in estate i volti nuovi sono stati, numericamente e qualitativamente, molto più impattanti che in passato. Il nucleo degli italiani è stato rimpinguato con Jeff Brooks e Michele Vitali, di rientro dall’esperienza ad Andorra e reduce da una buonissima spedizione olimpica. Il reparto esterni annovera aggiunte come Tarik Philipp e Victor Sanders, ad aggiungere imprevedibilità a un attacco spesso ingolfato nelle serate di secca di Daye e Tonut. Sotto canestro, a fare le veci di Vidmar, è arrivato il giovane lituano Echodas, non ancora perfettamente integrato nei meccanismi difensivi di De Raffaele, ma sul quale il coach sembra non aver gettato definitivamente la spugna.

Il rinvio della sfida di Eurocup prevista contro Gran Canaria permette alla truppa di De Raffaele di vivere una settimana relativamente tranquilla. Al netto delle defezioni per Covid, sappiamo quanto siano importanti giorni consecutivi da dedicare all’allenamento di squadra, soprattutto per le migliorie da apportare a un meccanismo complicato come gli ingranaggi della Reyer Venezia. Se oliati, il ritmo offensivo e difensivo rendono i lagunari la terza forza de facto di LBA, avvicinandola per quanto possibile alle corazzate Olimpia e Virtus. Se arrugginiti, la squadra di Brugnaro è oggettivamente una delle più faticose da guardare dell’intero campionato. Come ogni anno, però, è arrivato quel momento dell’anno.

Le vittorie contro Napoli e Trento sono vittorie chiaramente alla Reyer. È innegabile: l’infortunio alla prima azione di Rich e le assenze degli americani di Trento sono stati vantaggi non indifferenti. Ma per come sono giunte queste affermazioni, Venezia rischia di aver ottenuto molto più dei 4 punti in classifica. Oltre ad aver sconfitto due dirette concorrenti per l’ingresso tra le prime 8, i segnali di ripresa sono sempre più incoraggianti. Echodas pare più coinvolto, nonostante non si plachino le voci di un’imminente firma per un 4/5. La regia di Philipp e Sanders sta lontanamente adeguandosi alle caratteristiche degli altri attori. Ma, che piaccia o no, il fattore più influente ha solo un nome e un cognome. Micheal Bramos. Il rientro del greco ha aggiunto uno scorer purissimo e una leadership estremamente impattante. Come non essere d’accordo con Pep Malaguti? La solita, vecchia Venezia.

P.S. Pep è stato protagonista dell’ultima Videochat, attore principale di una delle nuove rubriche che animeranno il commento alle giornate di LBA. Twitch per seguire il video in diretta. Spreaker e altre piattaforme di podcast per recuperare l’audio in differita. Enjoy!