Riccardo Moraschini: “Questa stagione frutto di tanto allenamento”

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Direttamente dall’Elev8 2019 in corso a Pesaro il miglior giocatore italiano della stagione appena conclusa, Riccardo Moraschini, si racconta ai nostri microfoni:

– Innanzi tutto complimenti per il premio di “Miglior italiano del campionato”, proprio in relazione a questo riconoscimento volevo chiederti se per te è uno stimolo a fare sempre meglio o lo vedi come un peso poiché la gente potrebbe farsi certe aspettative su di te che potresti non riuscire a rispettare?

Grazie per i complimenti. Su di me ci sono sempre state delle aspettative fin da quando avevo 16 anni e per me non sono mai state un peso; non ci ho mai fatto caso perché io ho sempre cercato di fare il mio e di migliorarmi ogni giorno al di là dei risultati ottenuti durante gli anni. Sicuramente il premio di quest’anno per me significa molto perché ho lavorato tanto per fare un anno così ed è stata una grande soddisfazione. È un punto di partenza per me perché quando arrivi a toglierti certe soddisfazioni vuoi continuare, quindi per me ciò che è stato è stato e si va avanti.

– Sei passato, in serie A, dall’essere uomo della panchina a essere protagonista e titolare in una squadra che poi è arrivata fino ai playoff. Per te perché molti italiani non riescono a fare il tuo percorso? Cosa manca a loro?

Più che altro molti italiani arrivano in un’età in cui sei nel pieno della carriera, perché tra i 26,27,28 anni entri nel prime e magari non riescono a mostrare prima le loro qualità. È questa la vera domanda, credo che alla fine di queste cose se ne parla e riparla e comunque in Italia c’è una cultura dove si cerca di vincere il più possibile anche chi non ha obbiettivi importanti è legato molto ai risultati e per questo si fa sempre più fatica a dare spazio e occasioni ai giovani dando magari loro anche la possibilità di sbagliare. Io sono arrivato a 28 anni a Brindisi dove ho sicuramente sbagliato tanto anche durante la mia carriera, ma non ho mai avuto determinate possibilità, quest’anno mi sono state date e la mia maturità sicuramente mi ha portato a sfruttare l’occasione.

– Una domanda proprio in relazione a questo tuo ultimo anno e a queste che tu chiami “occasioni”, è stata la tua miglior stagione al tuo primo anno in una nuova squadra e non capita a tutti, come Brindisi ti ha aiutato a fare questo salto di qualità subito, al primo anno in squadra con loro?

Sicuramente il coach ha influenzato tantissimo,  credo che alla fine avere la fiducia del tuo allenatore in primis e sentire la fiducia dei tuoi compagni, dell’ambiente e della società fa molto la differenza e si è visto.

– Sei un giocatore che fa dell’altezza un punto di forza, come fai ad avere questo tipo di gestione del pallone paragonabile a quella di un playmaker? A prova di ciò hai giocato anche svariati minuti in quello spot con Clark infortunato.

Si si, beh in realtà la mia stagione quest’anno è esplosa definitivamente quando lui si è fatto male, purtroppo per noi, e le cose sono andate bene. Io avevo già ricoperto il ruolo di play altre volte, ma mai così tanto, con così tanta continuità e mai in quintetto giocando 30/35 minuti in quel ruolo. Mi sono allenato tanto da quando ero giovane e molti vedevano in me un playmaker perché comunque magari riesco a leggere bene il gioco e riesco a creare molto per gli altri; poi in realtà questa situazione si è trovata quest’anno un po’ per caso ed è andata bene, però credo che sia il frutto del lavoro di tanti anni in palestra.

– In questo momento sei al centro del mercato: il tuo obbiettivo il prossimo anno è restare a Brindisi e dare di più magari in Europa oppure sfruttare già questa occasione per lanciarti in palcoscenici e in squadre che hanno magari anche obbiettivi più alti?

Sicuramente Brindisi è un’opzione per me perché mi permette di fare uno step ulteriore: giocare le coppe e avere un altro anno da protagonista, però quello che sto facendo adesso è aspettare un po’ quello che succede da altre squadre e dal mercato perché voglio prendere la miglior decisone possibile avendo tutto sul tavolo e quindi valutare bene tutto. I treni passano una volta nella vita purtroppo e non sempre ti capita una seconda occasione quindi vedremo, voglio valutare tutto ben bene prima di poter prendere la decisione.

– In ottica nazionale, invece, come la vedi la squadra di quest’anno? Un tuo commento?

Credo che tornare ai mondiali dopo tantissimi anni qualificandoci poi sul campo sia una cosa veramente di grande prestigio e orgoglio, sicuramente chiunque vada sarà determinato, voglioso di fare bene e pronto a questa competizione perché comunque abbiamo giocatori validi e un gruppo di giocatori che si conosce da tantissimo tempo, che ha esperienza a livello internazionale e che ha grande voglia di fare bene.