Riccardo Visconti: “Giocare a Torino emozione indescrivibile”

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Riccardo Visconti

Riccardo Visconti, esterno della Victoria Libertas Pesaro, ha rilasciato un’intervista esclusiva a Backdoor Podcast nella quale ha parlato non solo di questa stagione, ma ha anche raccontato delle proprie qualità, dell’imminente Coppa Italia e di cosa si aspetta nel futuro.

– Una tua opinione sulla stagione giocata fino ad oggi?

Dal mio punto di vista sono contento perché sto crescendo molto sotto tanti punti di vista e soprattutto sotto quelli in cui volevo crescere io quindi questo mi rende molto felice; ho avuto sicuramente momenti di difficoltà in campo, ma tutti utili per arrivare ad un miglioramento quindi questo è positivo.

Per quanto riguarda la squadra sicuramente è stato un po’ inaspettato ma abbiamo capito fin da subito le nostre qualità, i nostri punti di forza e le nostre debolezze su cui lavorare quindi avendo ben chiaro ciò è sempre più facile.
Adesso credo sia importante continuare in questo modo senza pensare che sia stato già raggiunto l’obiettivo perché siamo semplicemente a metà e dobbiamo continuare così.

– Nelle ultime partite stai giocando sempre con più costanza e il tuo contributo è sempre maggiore.
Come questo ti stimola a fare ancora meglio? 

Ho avuto, per via di un miliardo di cose, un iniziale momento di difficoltà in campo, ma tutto l’ambiente attorno a me è stato bravo a indirizzarmi e a farmi capire cosa fare per trovare un po’ di fiducia, tante piccole cose che mi hanno aiutato e io ora sto vedendo un sacco di margini di miglioramento che neppure pensavo di avere, ad esempio sotto il punto di vista fisico o difensivo. Questo mi stimola perché il solo riuscire a rendermi conto di ciò mi fa capire che magari ho mille altre cose di cui neppure mi rendevo conto di poter migliorare e invece posso farlo.
Questo è sicuramente uno stimolo aggiunto.

– Dopo 2 anni a Brindisi hai cambiato squadra venendo qui a Pesaro.
Come è stato questo cambiamento sia per quanto riguarda le situazioni in campo, ad esempio nello stile di gioco dei due allenatori, sia per quanto riguarda la tua quotidianità fuori dal campo?

Senza fare paragoni tra i due allenatori e stili di gioco, i due anni a Brindisi sono stati fondamentali sotto il punto di vista dell’esperienza. Adesso sto lavorando più su me stesso, sul cercare di migliorare costantemente.

Fuori dal campo anche a Brindisi si stava molto bene, il mare c’è da tutte e due le parti anche se il mare brindisino è più bello… A parte questa piccola parentesi scherzosa si sta bene da entrambe le parti.
Sono affezionatissimo a Brindisi e mi sto trovando benissimo qua a Pesaro, non ci sono tantissime differenze. Forse l’unica è legata al fatto che qui sono più vicino a Bologna e mi sono iscritto all’università.

Un’altra differenza legata al campo sono le coppe europee: a Brindisi erano molto impegnative. Invece qui a Pesaro ho l’opportunità di lavorare e concentrarsi sui propri miglioramenti durante la settimana.

– Vi siete qualificati in Coppa Italia che si giocherà proprio a Torino e vorrei chiederti sia un commento su questa qualificazione che su quello che significa per te giocare là?

Per quanto riguarda la Coppa Italia è stato un bellissimo obiettivo e traguardo riuscire a centrarla e non nascondo che io lo avevo puntato da inizio anno perchè per me Torino ha un valore speciale: è la città in cui sono nato, in cui ho fatto i primi anni giocando a pallacanestro e i primi punti in serie A con Venezia proprio in trasferta lì.
Torino è speciale per me: questo non mi deve condizionare però sicuramente sarà stupendo e, come detto anche in un mio post su Instagram, 11 anni fa prendevo i rimbalzi ai giocatori e pulivo il campo alle finali di Coppa Italia proprio lì al Pala Alpitour! Adesso avere l’opportunità di giocarle sarà sicuramente un’emozione indescrivibile.

– Parlando ora della squadra in generale quali sono le vostre qualità che vi hanno permesso di chiudere al quarto posto il girone di andata? Nello specifico cosa vi chiede Repesa in campo?

Secondo me un nostro punto di forza è l’imprevedibilità, sicuramente abbiamo i nostri leader però ognuno all’interno della squadra può essere determinante ed è stato determinante in una o più occasioni in questa prima parte di campionato.

L’imprevedibilità è sicuramente una carta importante poi ovviamente posso aggiungere che molte partite le abbiamo vinte aumentando la nostra intensità fisica e difensiva nel corso della gara e anche questa è un’altra qualità.

Repesa in campo ci chiede tanta costanza e responsabilità difensiva mentre in attacco di essere meno pensierosi e più leggeri possibili facendo le cose che sappiamo fare.

– Qual è la partita o il momento della tua carriera che non dimenticherai mai?

Di momenti importanti nella mia carriera che non dimenticherò mai ce ne sono tanti: sicuramente il mondiale a Il Cairo giocato dopo lo scudetto vinto a Venezia sarebbe troppo banale, quindi ti dico il mio primo canestro della vittoria all’ultimo secondo, segnato proprio contro Venezia. Non lo dimenticherò mai.

– Quali sono i tuoi obiettivi, sia personali che di squadra, per questa stagione e per il futuro?

Per quanto riguarda gli obiettivi di squadra se dovessi risponderti direi molto probabilmente il tentare di chiudere il campionato come lo abbiamo iniziato non fermandoci quindi a metà, ma continuando a lavorare e a fare bene come stiamo facendo.

Per quanto riguarda me sicuramente vorrei proseguire a lavorare divertendomi e migliorare specialmente sotto il punto di vista fisico e difensivo, cosa che già sto facendo e mi sta ripagando. Sono proprio contento, quindi voglio continuare per cercare di raggiungere il massimo livello sotto quel punto di vista, poi sono certo che il resto arriverà.