Ricky Rubio: il bellissimo ritorno in EuroLega

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In quella che poteva essere la serata del record di Mike James, il Palau Blaugrana ha comunque potuto osservare da vicino un momento storico. Nessuna partita interrotta, nessun pallone commemorativo consegnato alla guardia americana. Un’altra guardia nata nel 1990 è stata la protagonista del 67-77 monegasco: i 7045 del Palau hanno testimoniato il ritorno bellissimo di Ricky Rubio su un parquet di Eurolega. L’ultima volta era stata il 31 marzo 2011, a O.A.K.A.: anche in quel caso una sconfitta per il Barcellona, contro una squadra allenata da un Obradovic, con all’attivo 67 punti e al passivo 77 (+1).

Le cifre sono comunque da mostrare, per non considerare quello di Rubio un qualcosa di meno competitivo e meritevole di giudizio rispetto a quello di tutti gli altri membri del roster del Barcellona, del Monaco e dell’Eurolega intera. Dopo la ruggine mostrata nella finestra FIBA con Lettonia e Belgio, anche il rientro in Eurolega non poteva essere fisiologicamente scintillante: in 11 minuti e 14 secondi in campo i punti a tabellone messi dal catalano di El Masnou sono stati 5 (2/4 da 2, 0/1 da 3, 1/1 ai liberi), i rimbalzi catturati 2, gli assist distribuiti 1.

Fermarsi unicamente a queste, tuttavia, sarebbe ingeneroso e ingiusto, anche qualora fossero le stesse tra una settimana, un mese o un anno. Vederlo esultare ai canestri in apertura di Laprovittola, sentire il sussulto del Palau quando, a 8’59” dalla fine del 2Q, si alza dalla panchina per sedersi sul cubo dei cambi, applaudire quando si toglie la soprammaglia e batte il 5 a Jokubaitis è qualcosa che fa solo e soltanto piacere. Nella prima azione difensiva viene obliterato dal primo passo di Elie Okobo, ma anche solo il canestro, l’unico, con cui attacca a destra il blocco portato da Vesely, esita facendo saltare Donta Hall e sfiora a malapena il primo ferro prima di incontrare la retina è una gioia per gli occhi.

Oggi, più che mai, bentornato in Eurolega Ricky Rubio.