NBA, Russell Westbrook: controversi e compromessi

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ANGELI E DEMONI

Il bello e il brutto di Brodie è questo. Scrivere del Russell appena sbarcato sul pianeta NBA non è così diverso dal considerare il suo ruolo nella versione di Oklahoma con Durant e Harden. Parlare dello Westbrook rimasto fedele alla maglia OKC dopo il “tradimento” di KD è tutt’altro che lontano dalle valutazioni spese per il biennio in maglia Rockets. Le parole spese per Brodie in maglia Rockets potrebbero essere le stesse pronunciate dopo una prestazione nell’attuale annata degli Washington Wizards. Contesti diversissimi. Supporting cast imparagonabili. Richieste di allenatori e staff agli antipodi. Tutto cambia intorno a Russ. Che in squadra ci siano altri due giovani rampanti come lui o che sia ancora di salvezza e unica speranza per una franchigia disperata. Che sia il secondo violino di stelle conclamate (James Harden versione Barba) o che sia l’eroe di Gotham, affiancato da un Robin quanto mai scintillante.

La visione è antipodica, ossimorica. “Non è mai stato in grado di evolvere il proprio gioco”. “Non ha mai contemplato l’adattarsi a sistemi di gioco diversi dal prendoilrimbalzoecorroilpiùvelocementepossibileversoilferro”. “La meccanica di tiro è deficitaria nel 2021 come lo era ai tempi del college. Le percentuali lo testimoniano. In più, causa menisco ed età, le pause nei giri in difesa sono sempre più prolungate”. “Hai mai visto Russell Westbrook decisivo in un momento caldo della stagione? Ah no?”. “Tre stagioni consecutive in tripla doppia di media? Facile in quest’epoca degli attacchi inflazionati e delle difese fatiscenti della stagione regolare!”. Queste le contestazioni dei denigratori. “Ha saputo trascinare squadre oggettivamente povere di talento a traguardi insperati”. “Nessun suo compagno, nessun componente dello staff e della dirigenza. Nessuno ha mai parlato male del Westbrook in campo e spogliatoio, neanche dopo le delusioni più grandi”. “Il legame che ha saputo creare con Oklahoma va oltre i risultati sul campo, ha saputo gettare le fondamenta di una cultura florida per una franchigia appena nata dal nulla”. “E poi guardalo. Quello sguardo da bad boy, che motiva ogni compagno a stillare quella goccia di sudore in più per emulare l’esempio del condottiero”. “Tre stagioni consecutive in tripla doppia di media? Ormai diamo per scontato risultati che, raggiunti da qualcuno di meno polarizzante, farebbero strabuzzare ogni volta gli occhi”. A voi le voci dei sostenitori.

Fonte: Clutch Points