Sassari – Brescia: rimonta insperata | LBA GamePlan

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Sassari
Credits Ipa Agency

Nel 23esimo turno di Legabasket, è andata in scena la partita tra Dinamo Sassari Germani Brescia. A vincere è stata la squadra allenata da coach Markovic, in una gara che ha regalato emozioni e molti spunti tecnici e tattici interessanti. Cerchiamo di analizzare al meglio, allora, quello che abbiamo visto nel corso dei 40 minuti con il nostro consueto GamePlan del giorno dopo.

 

Il puzzle Miro Bilan

Uno dei punti fondamentali di gestione della gara era Miro Bilan, da un lato e dall’altro, e così è stato. Sassari ha scelto di non raddoppiare sul post up del croato, affidandolo alle cure di Gombauld (con fatica) e di Diop (molto meglio). Uno contro uno concesso al centro di Brescia, con gli altri difensori di Sassari comunque staccati di un passo dai propri avversari per riempire l’area. Bilan non è riuscito a sfruttare questo vantaggio, e soprattutto dall’altro lato del campo ha rappresentato una dura tassa da pagare per la Germani in difesa. La lentezza dei suoi “aiuto e recupero” sul PnR avversario ha più volte permesso a Sassari di trovare l’uomo libero in mezzo all’area. È successo più volte con Diop nel corso de 40 minuti, così come con Gombauld specialmente nel terzo quarto. Pochi punti e tante difficoltà per Bilan quindi, che infatti ha visto la gara dalla panchina per gran parte di quarto quarto e overtime.

 

Santa panchina

Dopo un inizio troppo molle da parte della Germani, a svoltare la partita per coach Magro è stato l’ingresso della panchina. I “sostituti” sono forse stati il fattore più positivo per Brescia nella gara. Ogni volta che i vari Massinburg, Burnell, Cournooh e Akele sono entrati in campo gli ospiti sono riusciti a recuperare o addirittura staccare gli avversari. Merito di un Akele in formato MVP in difesa ma anche autore di 11 punti, così come di un Massinburg tanto straordinario e efficiente da non fare più notizia. Da un lato Magro è stato costretto a dare loro molti minuti per via dei vari problemi di Della Valle e Petrucelli, ma dall’altro è innegabile quanto questi giocatori abbiano fatto la differenza. Tanto da far preferire Akele, nell’ultimo quarto e supplementare, ad un Bilan troppo mollo.

 

La lotta a rimbalzo

Una delle variabili che più ha rispetto l’andamento della partita sono stati i rimbalzi. Nel primo tempo Sassari ha aggredito con molta decisione il tabellone in attacco, catturando 4 rimbalzi offensivi nei primi due quarti contro gli 0 di Brescia. Nel terzo quarto, nei momenti in cui gli uomini di Magro sono sembrati farsi padroni del match, la Germani ne ha presi 6. A fine partita il conteggio ha favorito Brescia, ma nei momenti topici è stata Sassari a rivelarsi molto più decisa specialmente grazie ad un Diop indemoniato (saranno 5 i rimbalzi offensivi per lui alla fine).

 

Rimonta insperata

Tra il finale del terzo quarto e la prima parte dell’ultimo, tutto sembrava condurre ad una vittoria segno di un’importante prova di forza di Brescia. Sassari invece non si è data per vinta e grazie ad un clamoroso parziale di 11-0 ha riagganciato gli avversari, finendoli poi al supplementare. Principali autori di questa rimonta sono i tre cardini al momento più importanti nel roster di Markovic. Il primo è Diop, di cui abbiamo già parlato per la sua importanza nell’aggredire costantemente il tabellone in attacco e nel non farsi mettere sotto da Bilan in difesa. Il secondo è ovviamente Tyree, autore di canestri a profusione e di una schiacciata spettacolare che rimarrà tra le migliori di questa stagione probabilmente. Il terzo è un Jefferson silenzioso per gran parte del match, ma che quando la palla pesava ha segnato 5 liberi su 5 e mandato a dormire gli avversari con la tripla più importante dell’overtime. Se questi tre fattori insieme funzionano, per Sassari tutto è più semplice. Per gli avversari, invece, tutto si fa molto più complicato.