Sassari-Trento, l’esaltazione della panchina | LBA GamePlan

Sfida molto importante al PalaSerradimigni tra la Dinamo Sassari e l’Aquila Trento. La squadra di Bucchi è alla ricerca disperata di una vittoria in campionato, mentre quella di Galbiati vuole dare continuità al proprio momento “magico”. Due formazioni che sono arrivate alla gara in momenti di forma praticamente opposti, nonostante i recenti segnali positivi mandati dal Banco di Sardegna, ma che hanno regalato ai tifosi una partita decisamente interessante. Addentriamoci allora nella gara per cercare di capire quali sono stati i suoi temi tattici più importanti con il nostro GamePlan.

Flow offensivo

Ad iniziare meglio la gara è una Trento che mette in atto una buonissima circolazione di palla. In difesa la Dolomiti pressa forte e in anticipo i portatori di palla, bloccando completamente l’attacco sassarese e costringendolo ad appoggiarsi in post o affidarsi alle uscite dai blocchi. In attacco, invece, i bianconeri fanno girare la palla molto bene, trovando sempre l’uomo smarcato nell’angolo e arrivando a tentare tiri aperti praticamente sempre. Ottimo lavoro di un Grazulis in formato MVP, sia nell’aprire il campo che nelle spaziature, eccellenti da parte di tutta Trento. Fatica molto invece la difesa Dinamo, costretta ad andare in rotazione ad ogni azione e in ritardo su molti closeout.

 

L’esaltazione della panchina

Nel secondo quarto la faccia della partita cambia completamente. Protagonista della rimonta e dell’incredibile parziale di 30-6 è la panchina di Sassari, con un secondo quintetto che in campo “fa le onde” contro Trento. Protagonisti assoluti sono Tyree Gentile. Il primo porta elettricità e una grande dose di uno contro uno in campo, mentre il secondo segna canestri importanti e anche in difesa si fa trovare pronto. La Dinamo alza i giri del motore e i ritmi della partita, cercando il canestro nei primi secondi dell’azione, e Trento non riesce a stare al passo. Da quel momento, la partita scivola completamente via dalle mani di Galbiati &co.

 

Scelte difensive

A fare la differenza per la Dinamo, nel secondo e nel terzo quarto, non è solo l’attacco ma anche una macchina difensiva precisa, che attinge energia dai punti realizzati e non sbaglia niente nei due quarti centrali. Bucchi è costretto a mettere in campo quintetti piccoli, con Treier da 5 in alternativa a Gombauld, ma questo alla lunga ripaga i sardi. La capacità di Sassari di cambiare su tutti i ruoli con Treier in campo mette in difficoltà Trento, che non riesce più a trovare spunti di circolazione dagli esterni. Spesso, infatti, sono i lunghi bianconeri a cercare delle iniziative, che però non trovano minimamente successo. Quando in campo, invece, c’è Gombauld la scelta è quella di un forte show sul P&R, la cui efficacia è assicurata dalla rapidità del francese nel recuperare velocemente sul proprio uomo.

 

Dinamo corta, ma i lunghi…

Questa Dinamo non è la squadra che Bucchi si sarebbe aspettato di allenare. Le assenze pesano come un macigno, rendendo difficile trovare un assetto che funzioni sul lungo termine. Tuttavia, contro Trento il Banco di Sardegna ha trovato risposte molto importanti dal proprio pacchetto lunghi, Gombauld Charalampopoulos in particolare. I due sono stati protagonisti nel terzo quarto, segnando canestri fondamentali per mantenere ampia la forbice di distanza tra Sassari e l’Aquila. In generale, il francese ha avuto nelle ultime settimane un rendimento in costante crescita, diventando un fattore su entrambi i lati del campo. L’ex Pesaro, invece, manda finalmente segnali di risveglio dopo settimane di assenza ingiustificata. Con questi due giocatori in forma, un Treier di sostanza in uscita dalla panchina e un McKininie che si spera avrà giornate migliori la Dinamo può dormire sonni più tranquilli pur senza Diop.

Marco Marini
Marco Marini
Marchigiano fuori sede, studio Relazioni Internazionali e nel frattempo mi diletto a scrivere della mia più grande passione: il basket.