Scouting, Barça: Leandro Bolmaro è finalmente pronto?

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Le ultime splendide Final Four ci hanno dato tantissimi spunti molto interessanti e ci hanno fatto vedere con occhi diversi svariati giocatori. Uno di questi è senza dubbio Leandro Bolmaro, uno dei più positivi della spedizione del Barça a Colonia, a cui è stata data tanta fiducia e molte responsabilità, alla luce dei problemi fisici attraversati da Calathes dopo la sfida con Milano. Il talento argentino, che disputerà con la sua nazionale le Olimpiadi di Tokyo, sembra aver trovato la sua dimensione ideale, tanto da aver dato risposte molto convincenti anche in questi playoff di ACB. Il classe 2000, infatti, si è ulteriormente messo in evidenza nella serie vinta dai blaugrana su Badalona, per poi avere un bell’exploit in Gara 1 delle semifinali contro Tenerife, vinta con i suoi 17 punti e 3 assist con 7/11 dal campo. La continuità resta un po’ il suo problema, Jasikevicius lo ha impiegato di meno nella sconfitta in G2, durante la quale ha contribuito con 2 punti e l’1/5 dal campo in 10 minuti e spiccioli di impiego. Nonostante ciò, i Minnesota Timberwolves, che lo hanno scelto all’ultimo Draft, lo attendono con ansia in NBA, anzi, proprio per questo hanno scelto di lasciarlo maturare in Catalogna e i primi risultati si cominciano a vedere. Nel frattempo, la fanbase di Minnie già fantastica su un suo potenziale fit con Karl-Anthony Towns…

Effettivamente, i Wolves sono sempre stati alla ricerca di elementi che possano incastrarsi ed esaltare la propria stella, in questo senso, la potenzialità legata alla visione di gioco di Bolmaro è molto allettante. A parte ciò, l’aspetto del suo gioco che è più intrigante, sia a queste latitudini che oltreoceano, riguarda il suo mix di taglia-atletismo-playmaking che si sposa alla perfezione con il basket moderno. Leo, per gli amici, va vicino ai due metri, ma è estremamente rapido ed esplosivo, una caratteristica che gli anche garantito di essere una variabile importante da usare in corsa per sparigliare le carte nelle rotazioni del Barcellona. Queste sue doti fisiche, rendono molto interessante anche il suo sviluppo in fase difensiva, di cui poco spesso si parla, ma che meriterebbe maggiori attenzioni. Alle F4, appunto, è stato cavalcato da Jasi per avere un po’ di intensità dietro e nel complesso Bolmaro gliene ha garantita parecchia. Il livello della sua difesa nel contesto più competitivo – e nel momento più competitivo – che il basket europeo è stata tutto sommato buona. Di certo, come detto, non è andato sotto con nessuno, malgrado l’età, perché in grado di sfruttare la sua taglia notevole per un esterno in Europa. Piuttosto, specie in ambito NBA, quello che più potrà metterlo in difficoltà è la sua non spiccatissima fisicità, che potrebbe palesarsi con uno step-up fisico futuro attorno a lui. Non arriva all’incirca neanche ad 85 kg, e la sua muscolatura appare carente, rientra in quella categoria di prospetti che in USA etichettano come skinny. Dunque, qualora decidesse di effettuare il grande salto a stretto giro, dovrà attraversare il classico processo di rafforzamento muscolare, fatto di numerosi work-out senza pallone, che è ormai diventato routine per gli international players. Tornando all’analisi della sua difesa alle Final Four, Bolmaro ha spesso peccato di esperienza, sbagliando qualche angolo in rotazione, sui blocchi e in close-out, ma ha eccelso in molti altri particolari. Il suo atteggiamento e la sua attitudine sono state lodevoli, è parso molto attivo sulla palla, sui cambi, sulla linee di passaggio e sui blocchi ciechi, mentre ha provato a colmare le lacune, dettate da una maturazione ancora incompleta, con un’intensità non trascurabile, oltre che sfruttando i suoi mezzi atletici che gli consentono di farlo. Un perfetto riassunto della sua fase difensiva durante le F4, è rappresentato da questo possesso contro Micic sul pick&roll, che racchiude le due facce della difesa di Bolmaro.

Bolmaro mette tanta pressione e aggressività sul pallone prima che Micic lo metta per terra e sfrutti il pick&roll portato da Dunston, poi sbaglia abbastanza l’angolo sul blocco on the ball subito, ma grazie alla sua incredibile rapidità riesce a rientrare per contestare la tripla del pluri-MVP serbo. Che il tiro sia sbagliato o segnato è irrilevante, considerando che la stella dell’Efes ha segnato anche tiri più complicati, ma il fatto che sia riuscito ad esserci, fa risaltare entrambi gli aspetti salienti della sua fase difensiva.