Scouting: cosa porta Billy Baron all’Olimpia Milano?

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Attacco

Baron nasce come sharpshooter, ovvero un tiratore che magari non ha una meccanica alla Ray Allen che ti rapisce il cuore, ma dalla notevole efficacia e soprattutto e rimasto uno dei pochissimi a giocare dietro ai blocchi, uscire e far andar via la palla in una frazione di secondo con risultati più che degni di nota.

Come vediamo dai suoi playtype, le conclusioni che predilige arrivano dall’uscita dai blocchi, quello che però va in controtendenza è la seconda conclusione preferita, ovvero quella in pick and roll da handler. Generalmente chi tira dietro ai blocchi (pensiamo a Milaknis, Fernandez, Eriksson o altri per fare degli esempi), non è anche finissimo trattatore di palla nei giochi a due. Invece nella scorsa stagione lo Zenit lo ha utilizzato molto anche come creatore di gioco per sé e per gli altri con 1.06 punti per possesso ma anche il 21.8% di frequenza.

Per chiudere il pacchetto abbiamo anche le conclusioni in isolamento, altro aspetto che va in controtendenza con le caratteristiche del tiratore fuori dai blocchi, ma che hanno riguardato nella scorsa stagione il 20.8% di conclusioni, con 1.08 punti per possesso.
Quando parlavamo di coltellino svizzero offensivo, ci riferivamo proprio a questo.

Poi c’è che, al di fuori di queste tre situazioni (non male direte voi), le altre soluzioni hanno un ruolo marginale, infatti non è eccelso nel riattaccare un closeout quando gli viene negato il tiro e ovviamente da handler primario sin dall’inizio dell’azione non è esattamente a proprio agio, sebbene in estrema emergenza lo abbia fatto con competenza.