Scouting, Euroleague: Garuba brilla al Real, è da NBA?

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Garuba

Se state cercando lumi sulla domanda nel titolo, vi fermiamo subito, perché la risposta è sicuramente sì, per il come, il perché e il quando, invece, dovreste continuare a leggere. Detto ciò, una delle grandi storyline delle serie di playoff in Eurolega, è stata senza dubbio lo stoica rimonta dallo 0-2 al 2-2 del Real Madrid, arresosi soltanto in Gara 5 ad un colosso come l’Efes. I temi della serie sono stati molteplici, ma uno di questi sono stati senza dubbio gli impressionanti lampi mostrati da Usman Garuba, prospetto NBA dei blancos di cui si era parlato moltissimo, ma che mai come recentemente aveva dato prova del suo potenziale.
Il classe 2002, proiettato in lottery da diversi mock draft, e non ci sarebbe da stupirsi se le sue quotazioni salissero in seguito alle ultime prestazioni, si è preso i riflettori in un momento della stagione riservato ai veterani (vecchia guardia che non si è tirata indietro tra l’altro, anzi). Garuba ha disputato una grandissima serie, il cui apice è stato raggiunto in una sontuosa Gara 4, quando è stato fondamentale per allungare la vita del Real, con una prova da 24 punti e 12 rimbalzi, grazie alla quale è diventato il più giovane di sempre a far registrare 30+ di PIR. In Gara 5 ha, poi, un po’ faticato, complice anche il rientro di Tavares, ma quanto mostrato precedentemente non ha fatto altro che fomentare gli scout che puntavano sul suo nome. A stagione conclusa, sarà probabile vedere il suo nome al primo giro del prossimo Draft NBA, in attesa di sapere dove finirà, andiamo a conoscere un po’ meglio il suo gioco.

Usman Garuba è un giocatore che per certe caratteristiche si adatta benissimo al profilo ricercato da diverse franchigie NBA. Il suo atletismo e la sua versatilità difensiva lo collocano già in quella fascia di giocatori graditi dalla direzione verso cui si sta orientando il basket americano degli ultimi tempi. A 19 anni compiuti da qualche mese, supera i 200 centimetri e flirta con i 100 chilogrammi, potendo venire schierato in entrambi i ruoli interni e non sfigurando assolutamente se impiegato da 5 sottodimensionato. Il lato del suo bagaglio tecnico-tattico che ha più attirato l’attenzione degli occhi provenienti da oltreoceano, è certamente quello difensivo, metà campo che potrebbe regalargli tante gioie nel prossimo futuro. La sua mobilità, esplosività, versatilità, intercambiabilità e capacità di muoversi lateralmente, può far comodo a letteralmente qualunque squadra su questo pianeta. In questa clip, lo vediamo passare non su uno, ma su ben due blocchi, uno sulla palla e uno lontano dopo aver cambiato sul pick&roll, nonostante i quali riesce ad arrivare a contestare con successo il lay-up di Micic.