Scouting, Euroleague: Iffe Lundberg e i suoi lampi al CSKA

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Lundberg

Se c’è un evento che ha scosso la parte finale della regular season di Eurolega, è sicuramente la partenza direzione USA di Mike James. Mentre in questi giorni si è certificata la sua permanenza in NBA, con la conferma di Itoudis al CSKA e le sue ottime prestazioni con la canotta dei Nets, nel periodo non collegato un altro prospetto ha lasciato intravedere sprazzi di grande talento e potenzialità di poter essere uno che fa la differenza. Si tratta di Gabriel Iffe Lundberg, danese scelto dai russi proprio per tamponare all’addio di MJ, che senza alzare la voce ha mostrato lampi stupefacenti per essere uno buttato dentro in corsa dallo Zielona Gora, per la stagione di Euroleague. Se qualcuno si ricordava dei tempi in cui trascinava la sua Danimarca durante le finestre di qualificazione targate FIBA, i più saranno rimasti sorpresi dal vederlo realizzare una grande prova di scoring alla prima in EL con la maglia del CSKA. Un exploit che non si è rivelato sporadico, bensì indicativo di quanto effettivamente Lundberg potrà dare alla prima squadra di Mosca in futuro, visti i suoi ventisei anni. Non a caso si parla di lui come uno dei possibili protagonisti dell’Eurolega del prossimo futuro, sebbene si facciano già sentire addirittura le sirene della NBA per lui sin da quest’estate… Ma andiamo a vedere più da vicino il perché di tutto questo interesse nei suoi confronti.

Reduce da una metà stagione da quasi 17 di media, con quasi il 60% dal campo e il 40% da tre, con lo Zielona Gora in VTB League, anche in ambito Euroleague e ai piani alti della stessa lega in cui giocava prima, ha dimostrato di non faticare a trovare la via del canestro, una dote sempre riconosciuta a Lundberg è quella di realizzatore, com’è facile evincere dai suoi numeri, tuttavia, oltre ad essere un buckets getter negli ultimi tempi ha fatto vedere ottime qualità di creation e una diffusa versatilità. Dal suo arrivo al CSKA è stato addirittura più impattante in coppa che in campionato, disputando 13 sfide europee, in cui ha mantenuto una media di 10,9 punti di media, oltre che altissime percentuali sia da due che da tre punti, seppur con un campione ridotto di match. Proprio per questo motivo, tirare fuori troppi riferimenti numerici potrebbe non essere abbastanza indicativo per parlare di Iffe, visto appunto il poco tempo avuto a disposizione per mettere insieme numeri credibili al CSKA. In questo senso, posso venirci incontro le clip, per avere un’idea di quelli che potrebbero essere i suoi flash futuri, che ovviamente dovranno trasformarsi in tendenze reali a lungo andare nel tempo. Una di queste, è il suo essere clutch, un qualcosa di non definibile precisamente, ma che lo ha contraddistinto nel corso della sua breve carriera. Andiamo in ordine temporale, qui porta letteralmente sulle spalle Gran Canaria nel finale di un match di BCL nel 2019.

Qui, invece, veste la canotta della sua nazionale e mette la propria firma sulla vittoria contro la Lituania.

Inoltre, abbiamo una clip anche dalla nuova esperienza al CSKA, in cui non sarà stato così trascinatore come nelle due circostanze precedenti, ma realizza un canestro di vitale importanza negli equilibri del match contro lo Zenit. La squadra di San Pietroburgo stava mettendo in piedi una rimonta minacciosa e in questo possesso riesce a organizzare delle ottime rotazioni difensive, punite da Lundberg, che, messosi in proprio, riesce a trovare la soluzione personale sullo scadere dei 24.

In generale, Lundberg è una guardia di circa 193cm, dotato però di un buonissimo skillset dal palleggio, sebbene il tiro da tre punti resti un’arma certamente spesso esplorata. Riesce a combinare velocità, forza fisica ed esplosività, essendo in grado di battere gli avversari, ma anche di sopportare i contatti. In questa azione è impressionante come riesca a splittare tra due difensori dell’Efes per chiudere con una poderosa schiacciata a due mani.

Tuttavia, è stato capace di essere a proprio agio con la palla in mano molto di più da quando è inserito in un contesto ben oliato come quello del CSKA. La sua possibilità di essere pericoloso dall’arco, anche con grandi volume di tiro, resta ciò che gli ha permesso di sviluppare l’altro lato del suo gioco. Non per niente, i primi punti di Lundberg in Eurolega sono arrivati con i piedi dietro l’arco, da un tiro in spot-up frutto di un ottima circolazione in transizione dei suoi compagni.

Per quanto riguarda la fase difensiva, Lundberg ha dimostrato di non essere poi così tanto maturo dietro, che è forse uno dei motivi che lo ha tenuto lontano dai livelli più alti fino a questo momento. Ma, la sua tendenza a cerca il pallone molto spesso, si è trasformata positivamente in alcuni frangenti di quest’esperienza al CSKA. La ricerca del cuoio da parte di un difensore sulla palla può tendere spesso ad essere controproducente, ma quando va a buon fine, gli permette di mettere in fila delle massicce strisce di palle rubate. Vi riproponiamo un esempio lampante tratto dalla gara più recente disputata da Iffe in Eurolega (oltre che una delle migliori, nonché una delle più importanti, ovvero Gara 3 del primo turno vinto sul Fener). Qui il più classico dei defense leading to offense, Lundberg sporca il pallone pressando il portatore, che si trasforma una recuperata a tinte rossoblu, il danese ritrova il pallone in campo aperto e ha tutta la libertà per sfogare la sua voglia di spaccare il parquet con una decisa schiacciata. A fine gara saranno 22 punti, 7 rimbalzi, 5 assist, 4 rubate e 3 perse, per il numero #1 degli ancora campioni d’Europa in carica.