Scouting, Euroleague: Mirotic è la punta dell’iceberg per il Barça

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Mirotic

I tifosi di Milano, e in generali gli appassionati italiani che si avvicinano con più interesse all’Eurolega quando è coinvolto l’unico baluardo nazionale, recentemente avranno potuto constatare il livello di competitività del roster del Barcellona. Un sistema ben rodato, che rispetto allo scorso anno ha principalmente aggiunto due cervelli all’ingranaggio di squadra, Jasikevicius in panchina e Nick Calathes in campo. Ne è venuta fuori una squadra che per il momento ha mostrato ben pochi difetti in regular season, dimostrandosi, in attesa di Pau Gasol, la contender numero all’Eurolega di quest’anno. Come in tutte le corazzate che si rispettino, anche il Barça ha il proprio fuoriclasse, che spicca in un gruppo estremamente qualitativo. Il riferimento è ovviamente a Nikola Mirotic, che ormai prima della scorsa stagione ha rinunciato alla NBA, per giocarsi la vittoria della massima competizione europea in Spagna. L’ex Bucks, tra le altre, sta garantendo un apporto massiccio ai suoi, affermandosi come ciliegina sulla torta, o anche punta dell’iceberg (dal titolo), di un meccanismo che pare funzionare. Andiamo a vedere più nel dettaglio, il peso rivestito da Mirotic negli equilibri del gioco di Saras.

Essere di fatto il miglior giocatore della migliore squadra di Eurolega è già di per sé uno status non da poco. Tuttavia, non parliamo soltanto di una conseguenza tattica, ovvero la gravity generata da Mirotic di cui parleremo, ma ci sono anche delle advanced stats che certificano questa sua posizione di assoluto rilievo. Una di queste è il Win Share, una stat da prendere con le pinze, si tratta di una stima delle vittorie aggiunte dal giocatore in confronto ad un giocatore “medio” di riferimento (per Hack-a-Stat). In questa stagione, Nikola Mirotic ha il dato migliore della lega, +4,3 di WS, meglio anche di Tavares, Vesely e James, essendo anche il miglior alla voce rapportata sui quaranta minuti, per distacco con 0,297 (escludendo il campione irrilevante di Paul Biligha). Sempre in questa categoria di stats che favoriscono i leader delle squadre più vincenti, Mirotic è secondo solo al già citato Tavares per Box Plus Minus, un tipo di +/- avanzato basato sui boxscore: il BPM di Nikola è +7,4. 

L’importanza negli schemi blaugrana dell’ala grande spagnola è causa e conseguenza di questi numeri, nonostante lo si possa definire un finisseur, ci approcciamo anche ad un giocatore che richiede di essere protagonista offensivamente abbastanza spesso, per essere un interno. In una squadra come il Barça, non può esserci un giocatore che si appropria del monopolio dei possessi in attacco. Tuttavia, analizzando i dati sullo Usage in Eurolega, riscontriamo che Mirotic ha una USG% del 26%, che non sarà raffrontabile al 33% di gente come Shved o Loyd (che non a caso giocano in contesti in cui gli vengono affidati enormi responsabilità, non avendo una coralità vincente), ma si attesta sui livelli di esterni com Rodriguez, Pangos o Larkin. Tra i catalani, solo Davies ha un dato più alto, mentre Calathes, che dovrebbe essere il gestore di palloni per eccellenza del roster, ha uno Usage che si ferma al 20%. Come si distribuiscono gli attacchi di Mirotic? Andiamo a vederlo meglio osservando nel dettaglio i suoi playtypes offensivi nell’Eurolega 2020/21, grazie ad InStat

Fonte InStat

Possiamo evidentemente notare come la sua dimensione più sfruttata e più letale sia quella del post-up. Una caratteristica che ha sempre avuto e che può sfruttare ancora meglio da questa parte dell’oceano, considerando il livello fisico e atletico chiaramente più basso rispetto alla NBA. Proprio dal post si genera la sua gravity, che citavamo in apertura: Mirotic è dotato di discrete letture, sebbene sia fermo ad un assist di media a partita in EL, ma a volte, basta la sua posizione spalle a canestro per creare spazi per i compagni. Sotto, vediamo un estratto della partita di Mirotic contro l’Olimpia, nel video sono riproposte tre buone letture. Due dal post per Calathes, che non le sfrutta a dovere, non essendo dotato di un credibile tiro da fuori, una con un bello skip-pass per Abrines, che dall’angolo fa decisamente più male.

La sua versione da 4 puro, è unita alla nuova frontiera del ruolo, ovvero quella del tiro da fuori, non a caso Mirotic ha una frequenza del 15,2% delle conclusioni in catch and shoot, circostanza che sta convertendo con il 48,7%. Anche il suo impiego in uscita dai blocchi è massiccio, nel 13,3% dei suoi possessi offensivi, quando gioca gli screen offs, nel 48,6% dei casi si prende un jumper. Al tiro sta mantenendo medie irreali, ha una True Shooting del 71% e può vantare anche un 64% di eFG%, è in ritmo per una stagione da 58/44/87+ al tiro, tentando 3,3 triple a partita e 3,9 liberi a gara. Il suo coinvolgimento nei pick&roll come rollante è quasi nullo, mente lo vediamo protagonista in qualche occasione, quando fa pop. Nelle azioni in cui Mirotic si apre per il tiro dopo aver bloccato sul portatore di palla, sta mantenendo un’irreale produzione di 1,5 PPP, seppur su un campione di tiri ridotto, sta risultando letale. In questa clip, lo vede impegnato in qualche occasione di esecuzione di pick&pop con il suo naturale partner per questa giocata, che non può che essere inevitabilmente Nick Calathes.

Qui, invece, lo vediamo a suo agio anche quando a sfruttare il suo blocco è il giovane, già promesso sposo della NBA, Leandro Bolmaro. L’argentino serve Mirotic, che dalla media segna il jumper, tirando sopra la testa di Singleton, cosa che gli riesce particolarmente bene dai suoi 208 centimetri. 

Infine, c’è da dire che insieme ai suoi 16,4 punti di media e 6,1 rimbalzi, che lo aiutano a racimolare un poderoso 21,4 di valutazione a partita, possiamo trovare anche un neo a Nikola Mirotic. Come è ben noto, il riferimento va alla sua fase difensiva, ormai da un po’ non all’altezza di ciò che riesce mettere in piedi nell’altra metà campo. La sua mobilità di piedi lascia piuttosto a desiderare e la sua attitudine non è mai stata clamorosa. La missione, finora riuscita abbastanza, del Barça, è quella di provare a mascherare il più possibile i difetti difensivi della propria star, sebbene venga usata molto spesso come target dai pick&roll avversari. La sfida di Mirotic, al contempo, sarà di riuscire a bilanciare e superare il bilancio dell’effort complessivo, grazie alla propria straordinaria produzione e importanza offensiva. Un qualcosa che per il momento sta riuscendo, ma sarà sostenibile non appena si comincerà a fare sul serio ai playoff?