Scouting, i giocatori da seguire in A2: Nick King

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Prosegue il nostro lavoro di scouting dei giocatori della A2 che si stanno mettendo in mostra e che potrebbero far bene anche in LBA o comunque a un livello superiore. Dopo aver analizzato Johnson e Childs è la volta di Nick King, l’ala statunitense che a Capo d’Orlando sta viaggiando a 18.2 punti e 6.9 rimbalzi di media.

Pur essendo ancora relativamente giovane, il classe ’95 vanta un curriculum di tutto rispetto dato che ha vinto diversi premi personali al college ed ha partecipato al Portsmouth Invitational Tournament, l’evento riservato ai senior che è considerato una sorta di vetrina per l’nba e l’Europa. Diventato professionista ha fatto un paio di summer league, un anno in g-league mentre lo scorso anno ha giocato per la prima volta oltreoceano con gli Olandesi dello ZZ Leiden.

Caratteristiche

La mappa di tiro di Nick King

E’ un giocatore dotato di un “telaio” e una forza fisica di ottimo livello, 201 cm e 102 kg di massa muscolare che abbinati ad un buon atletismo lo rendono quasi illegale per un campionato nel quale si possono schierare solo due stranieri per squadra. E proprio il fisico è una delle sue armi a disposizione, non solo nel catturare i rimbalzi (6,5 di media) e fare a sportellate sotto canestro ma anche in attacco. Secondo Instat il 18,3% dei suoi tiri provengono da situazioni di post up, quando riceve palla spalle a canestro è quasi impossibile contenere la sua fisicità, troverà sempre il modo per avvicinarsi al ferro o per girarsi e tirare. In post è quasi immarcabile, in pochi riescono a difendere con buoni risultati contro di lui ed infatti è il giocatore che subisce più falli in A2: 6.2 di media a partita.

 

Molto efficace anche quando va in transizione, grazie alla sua forza fisica e alle sue lunghe leve è davvero difficile fermarlo. E’ rapido e abile nell’uno contro uno, in campo riesce ad arrivare al ferro o a servire un compagno smarcato con continuità

Ha indubbiamente talento e ottimi istinti ma il tiro è forse il suo tallone d’achille, nonostante quest’anno le percentuali siano buone anche dall’arco, in carriera è sempre stato piuttosto ondivago. Non è uno specialista ma ha comunque varie soluzioni: isolamenti, tiro sugli scarichi e in certe occasioni può creare dal pick and roll.