Scouting, Jaleen Smith: un innesto da Ludwigsburg per la Virtus?

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Jaleen Smith
Fonte Twitter Ludwigsburg

Tra i vari rumors di mercato usciti recentemente, ce n’è uno legato alla Virtus Bologna abbastanza particolare, in quanto il giocatore accostato alla Segafredo non è celebre come altri nomi fatti per le Vu nere. Tuttavia, ciò non significa necessariamente che si tratti un innesto non valido tecnicamente, né tanto meno poco utile al sistema bolognese. Jaleen Smith, che a detta del suo stesso agente avrebbe già ricevuto un’offerta biennale dalla squadra di Djordjevic, sta utilizzando la vetrina del campionato tedesco, in corso d’opera con la maglia di Ludwigsburg, per mettersi in mostra. Perciò, sebbene in pochi conoscessero appieno le sue doti prima di questo interessamento, abbiamo avuto il materiale sufficiente per osservarlo meglio.

Innanzitutto, è bene contestualizzare che tipo di squadra sia Ludwigsburg, visto che si è resa particolarmente protagonista nel torneo finale della BBL. Una provincia di nemmeno centomila abitanti, non distante da Stoccarda, che ha costruito una realtà cestistica ambiziosa. Nelle 21 gare di regular season disputate, l’MHP Reisen, title sponsor della società, si è piazzato sorprendentemente in seconda posizione, chiudendo con un record di 17-4. A confermare quanto di buono fatto vedere durante la stagione regolare, c’è stata un’ottima fase finale disputata da Smith e compagni, a dimostrare che comunque il nuovo arrivato proverrebbe da un livello di competizione più che accettabile, sebbene non arrivi da palcoscenici di alto profilo europeo. Nel torneo conclusivo di Monaco di Baviera, Ludwigsburg ha chiuso la fase a gironi perdendo soltanto con l’attrezzatissimo ALBA e ha poi, soprattutto, eliminato i padroni di casa del Bayern, battendoli nel primo turno di playoff, nei quarti di finale con formula di andata e ritorno e ha superato in semifinale il Ratiopharm Ulm, raggiungendo la finale per il titolo nella prima volta della propria storia.

Il nome più interessante del roster è, senza ombra di dubbio, Nick Weiler-Babb, di cui vi avevamo già parlato, rookie classe 95′ che sta riscuotendo tantissimi consensi, in seguito alle altisonanti cifre registrate e alle impressionanti prestazioni mostrate. Oltre a Weiler-Babb, l’essenza del giocatore da mettere in mostra, il reparto esterni, sul quale Ludwigsburg punta molto, può contare su Marcos Knight, principalmente un play. Il non essere già un’opzione prioritaria offensivamente, essendo che i due appena nominati ne segnano 29,2 in coppia di media, calza a pennello per Jaleen Smith. Ovviamente, la presenza di Teodosic e Markovic fa sì che, un giocatore abituato a condividere il reparto con giocatori di maggiore rilevanza offensiva (chiaramente non paragonabili tra loro per tasso tecnico), sia esattamente il profilo ricercato. Inoltre, nonostante la concorrenza, Smith ad allacciata di scarpe ha giocato gli stessi minuti dei suoi compagni di ruolo (si aggirano tutti sui 30 minuti a gara), sfruttando la sua versatilità e intercambiabilità.

Non essendo un primary scorer, Jaleen si è mantenuto sui 10,7 punti a partita, avendo però una buona percentuale dal campo: 53,1% su 3,4 tiri tentati, in media, da due punti. Ne ha tentati un numero decisamente maggiore da dietro l’arco, fondamentale su cui spinge particolarmente, motivo per cui, naturalmente le percentuali si abbassano: 33,6% da dietro l’arco, tentando, però, 5,3 conclusioni ad ogni match. Un dato molto interessante, che va preso con le pinze in quanto riguarda una statistica piuttosto limitata, è quello del plus/minus medio, il quale rende molto l’idea dell’impatto positivo che Smith ha sul parquet. Ludwigsburg, con lui in campo, ha un bilancio +/- di +5,8, il migliore di tutta la rosa giallonera (lo supera solo Carrington, non presente in questa fase finale).

La specialità della casa sono le palle rubate, 1,5 a gara, che statisticamente superano in numero le palle perse (1,3), tuttavia ciò non basta a riassumere il suo impatto difensivo che valuteremo tra poco. Dalla ripresa a questa parte, è stato decisamente positivo nella cruciale gara d’andata vinta dai suoi sul Bayern Monaco, alla quale ha contribuito con 13 punti (3/7 da tre), 5 rimbalzi e 6 assist. Anche al ritorno è stato un vero trascinatore: 18 a referto (3/5 da tre, 5/6 ai liberi), cruciali per il 73-74 finale in sfavore di Smith e compagni, che è valso in ogni caso l’avanzamento del turno, in virtù del +4 dell’andata. Nella semifinale d’andata contro Ulm non è stato troppo incisivo in termini di realizzazione, solo 4 punti segnati e 3 tiri dal campo presi, ha dato una mano raccogliendo 4 rimbalzi e distribuendo 6 assist nell’anomalo pareggio finale a quota 71. Al ritorno, decisivo ai fini del passaggio del turno, ha contribuito maggiormente con lo scoring, segnando 14 punti, ma è stato comunque il quarto miglior realizzatore dei suoi, visto che Weiler-Babb, Knight e Wimbush II hanno combinato per 68 punti (!!). A maggior ragione ha dimostrato di non aver bisogno di essere il terminale primario per incidere. Al 94-85 finale ha partecipato anche con 4 importanti assist, dei quali, uno è molto significativo del compito che ha sul rettangolo di gioco.

In questa circostanza, allo scadere del tempo sul cronometro dell’ultima partita, Smith guida la transizione a ritmi blandi per poi accelerare repentinamente, come è solito fare, consegnando a Weiler-Babb e andando a fare un blocco di contenimento sull’uomo che lo marcava, consentendo al mortifero compagno di squadra di mandare a bersaglio il tiro da tre punti. Proprio la mansione di “traghettatore” dalla fase difensiva a quella offensiva l’ha svolta spesso in Germania. Può farsi spazio a rimbalzo e lanciare l’azione in prima persona oppure ricevere l’apertura a dare in là all’attacco dei suoi. Come passatore, non sarà un assistman di puro istinto e talento come i compagni di reparto che avrebbe in Virtus, però è dotato di visioni e letture discrete. Letture che ci sono, seppur migliorabili, anche in difesa, Jaleen Smith è, per quanto abbiamo potuto vedere, un buon difensore a grandi linee, ed è probabilmente ciò che ha portato la dirigenza virtussina a mettere gli occhi su di lui. Reattività e mani veloci, ma soprattutto una fisicità rilevante che gli consente di accoppiarsi anche con giocatori più grossi strutturalmente. 193 centimetri per 93 chili e una costituzione muscolare da non sottovalutare, che gli permettono di spaziare dall’1 al 2 in attacco (in extremis anche 3), rendendolo corrispondente alla definizione di combo. Infatti, può giocare pick&roll, avendo delle oneste doti di ball-handling, e al contempo è dotato di un range di tiro anche abbastanza ampio. Proprio il suo tiro è ciò che più sarà interessante da testare ad un livello superiore. Il quasi 34% su 149 tiri è frutto di alcune serate a ritmo basso, ad esempio l’uno su sei complessivo nelle due gara di semifinale. La shooting form nel complesso non è niente male, il movimento parte un po’ dal petto, però la velocità di esecuzione non è estremamente lenta, staremo a vedere se una maggiore fiducia o una migliore shot selection cambieranno le cose. Prima di pensarci, lo aspetta una tosta finale di BBL, in cui l’ALBA Berlino (quasi sicuramente) aspetta Smith e la sua banda.

Certamente, è da verificare se la Virtus Bologna porterà avanti il corteggiamento iniziato nei suoi confronti. Tuttavia il fatto che la dirigenza si stia muovendo su fronti nuovi rispetto alle concorrenti, e su fit tutti da scoprire che lasciano ben sperare, è un qualcosa di assolutamente positivo. Staremo a vedere se l’interesse svelato dall’agente di Jaleen Smith si trasformerà effettivamente in una trattativa seria. Intanto, andiamo a vedere qualche focus video sul suo gioco proveniente dalle ultime quattro partite dei playoff BBL.

In questa sequenza, lo vediamo prima spendere un fallo in recupero, regalando un 2+1 all’avversario che aveva appena conquistato un rimbalzo offensivo. Un errore frutto probabilmente della troppa foga. Poi, lo vediamo ancora correre il campo, valutare la scelta migliore ed arrestarsi all’altezza del tiro libero, prendendosi un jumper e mandandolo a bersaglio a fil di sirena del terzo quarto della semifinale di ritorno contro Ulm. Giocare con il cronometro agli sgoccioli è evidentemente qualcosa che non lo turba, visto che nell’azione che si vede successivamente riceve con pochi secondi allo scadere dei 24 e ribalta efficacemente pescando Weiler-Babb per la tripla.

Qui, parlando di correre il campo e di velocità di scelta, Smith si fionda su una palla vagante e si invola in contropiede. Arrivato in due contro uno nei pressi del ferro, schiaccia per terra rapidamente per liberare tutta l’esplosività di Marcos Knight.

Passando alla mini-serie contro il Bayern, vediamo quanto sono stati decisivi i suoi tiri dalla distanza. Nel video osserviamo un altro canestro sul finire di quarto, stavolta con un coefficiente di difficoltà decisamente più alto. Ultimo possesso del terzo quarto, Knight chiuso, si appoggia a Smith che con un palleggio laterale elude il close-out di Bray, per poi alzare la parabola con successo, evitando la contestazione di Radosevic. E ancora, la capacità di segnare da tre punti pure in transizione, Knight lo sceglie, arresto veloce e fuoco.

A seguire, qualche spezzone del quarto di finale d’andata, in cui Jaleen è stato uno dei migliori in campo, se non il migliore. Ha segnato canestri pesanti, ma soprattutto è riuscito a punire le dormite difensive dei bavaresi sui tagli di Ludwigsburg. Come nella prima circostanza dell’estratto, dove la difesa del Bayern abbandona Wimbush che viene prontamente servito per una facile schiacciata. Appena dopo, prestiamo attenzione a qualche difficoltà difensiva sulla copertura dei pick&roll. Nel primo caso, Smith passa dietro al blocco di Lessort e TJ Bray lo castiga con una tripla profonda. Nel secondo, prova a passare sopra il blocco portato da Barthel, non senza qualche difficoltà, in un possesso che si conclude proprio con un canestro dello stesso Barthel, frutto di una non eccelsa rotazione difensiva di squadra.

A confermare quanto appena detto sull’impatto profuso nella serie contro il Bayern Monaco, qui altre due situazioni quasi in fotocopia alle casistiche precedenti. In primis, Smith scambia con Hans Brase, che poi taglia in faccia a Barthel che nuovamente non segue a dovere e consente il passaggio dentro. Nella seconda parte del video, invece, c’è il tiro (probabilmente) più pesante della carriera di Jaleen Smith finora. +1 Ludwigsburg e azione decisiva per le sorti dell’incontro, errore, rimbalzo che schizza lungo e finisce nelle mani di Welier-Babb che imbecca il numero 3 giallonero libero sull’arco. Tripla a 6,6 secondi dalla fine che conterà come un macigno nel bilancio finale, poichè, oltre ad archiviare la singola partita, saranno i tre punti che, per via della differenza canestri, garantiranno all’MHP Riesen l’accesso alle semifinali, poi vinte.

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