Jaleen Smith (Virtus Bologna) – EuroLeague Scouting Report

ATTACCO

Jaleen Smith è una guardia che può rientrare, almeno parzialmente, nell’identikit di combo guard. È un trattatore di palla secondario, funge al meglio da supporto di un playmaker titolare, ruolo che, comunque, può ricoprire in dosi contenute. In questa Eurolega, per esempio, su 763’ totali in campo ne ha giocati 171 da playmaker unico in campo, con Maodo Lo e Tamir Blatt, le due principali opzioni della squadra nel ruolo, in panchina.

Non è un giocatore di estro o particolare creatività, ma questo non deve essere visto, necessariamente, come un difetto. Al contrario, ha certamente più doti fisico/atletiche, ma dà l’impressione di conoscere bene i propri pregi e difetti. Di conseguenza gioca un basket privo di significative forzature: 11.8% di turnover ratio, 75esimo percentile tra le guardie nell’ultima stagione di Eurolega. A volte può risultare scolastico, ma non per questo meno efficace.

Sul pick&roll cerca di non complicare troppo le cose. Legge bene quello che gli concede la difesa, soprattutto per essere pericoloso al tiro. Per quanto la meccanica appaia abbastanza costruita e non particolarmente bella da un punto di vista estetico, quest’anno ha tirato con poco meno del 39% da tre punti in situazioni di pick&roll palla in mano (dati Synergy). Numero che ha confermato quanto fatto nella stagione precedente, peraltro.

Meno a suo agio quando deve entrare in area in palleggio. Non ha grande confidenza in arresto e tiro dalla media distanza e al ferro non è un finisher molto efficace: 1.02 punti per tiro al ferro nelle situazioni di attacco a metà campo, 26esimo percentile nell’ultima Eurolega (dati Synergy). Anche perché, a un fisico comunque massiccio, non accoppia una particolare esplosività, e il tocco, per floater, secondi tempi, tiri in corsa, non è, come detto, troppo morbido.

Raramente forza la giocata, a meno che non sia in situazioni particolari, per esempio allo scadere dei 24”. Migliorabile, invece, la gestione in caso di difesa particolarmente aggressiva o di raddoppi. Fattispecie in cui, per una guardia, ha la tendenza un po’ troppo accentuata a chiudere il palleggio.

Uno contro uno è attaccante decisamente più pericoloso, invece. Specialmente se riesce a ottenere il cambio contro un lungo ha un’ottima gestione dei cambi di velocità e capacità di separazione con step back e passi laterali per prendere il tiro da tre.

Tiro da tre punti che quest’anno è stato decisamente affidabile: 41% complessivo in stagione, considerando competizioni nazionali, Eurolega e gare disputate ai Campionati Europei con la Croazia, 37.4% in Eurolega. Va notato, però, come sia un dato in controtendenza rispetto alla sua carriera europea, dove in tre stagioni aveva viaggiato a 32.1, 33.1 e 35.4%. Sicuramente rassicura vedere come la tendenza sia positiva. Da capire, comunque, se i numeri del 2022/2023 siano stati una conferma del trend o un outlier.

In generale, comunque, è tiratore più da piedi in movimento, situazione in cui sembra avere più facilità a prendere ritmo, piuttosto che piedi a terra, dove appare meno a suo agio.

In contropiede sarà sicuramente arma preziosa per la Virtus. Ha capacità di spingersi in coast to coast per andare a cercare tiri al ferro prima che la difesa abbia il tempo di schierarsi, ma, al contempo, nel gioco particolare dell’Alba, ha mostrato anche interessanti capacità di servire i compagni in corsa facendo viaggiare la palla a tutto campo.

Tiratore di liberi altamente affidabile: nelle ultime tre stagioni ha l’88.7% dalla lunetta, pur non guadagnandosi tantissimi viaggi (circa due tentativi a partita).

n.fiumi
n.fiumi
Classe 1985, bolognese di nascita. Folgorato da Danilovic, ammaliato da Ginobili, tradito da Abdul Gaddy. Incidente che mi ha portato a valutare le cose in maniera più disincantata. Classico esempio di paziente affetto dal "Disease". La vita è troppo breve per vedere brutto basket ma, se non c'è altro, il campionato ungherese resta un'ottima opzione.