Jaleen Smith (Virtus Bologna) – EuroLeague Scouting Report

DIFESA

Difensivamente Smith è un giocatore di alto livello. Versatile, capace sia di essere efficace sulla palla che di avere ottime letture lontano da essa. È attivo nelle rotazioni anche più volte nella stessa azione.

Un esempio pratico è la seguente clip, dove, prima su Billy Baron e poi su Markus Howard, possiamo vedere come lavori lontano dalla palla per rendere il più complicata possibile la ricezione. Poi continui a difendere forte, non calando nemmeno nel momento in cui l’attaccante riesca a prendere un minimo di separazione da lui.

Quando deve difendere il pick&roll, è abile a mettere pressione sull’attaccante e spesso riesce a passare sopra il blocco, rimanendo a contatto col palleggiatore e sulla sua strada verso il canestro. Anche nel momento in cui dovesse perdere contatto dopo un blocco non si ferma e continua a lottare per recuperare sul proprio uomo, rimanendo comunque coinvolto nella difesa di squadra.

Discorso che si estende anche alle situazioni di uno contro uno. Ha ottima rapidità di piedi, anche laterale. Può quindi cercare di chiudere lo spazio con il proprio uomo, sapendo di poter contare su una rapidità che gli permette di reagire rapidamente alle scelte dell’attaccante. A questo accoppia anche una buona intelligenza tattica, per cui, in base ai punti di forza del giocatore che deve marcare, sceglie sapientemente come adeguarsi in termini di aggressività difensiva.

È attivo lontano dalla palla, non perde di vista il resto dell’azione mentre marca il proprio uomo. Questo gli permette di avere buoni tempi di aiuto, anche per andare a caccia di palloni da rubare o da toccare. È un giocatore da lavoro sporco, che non finisce nei tabellini. Il suo impatto è decisamente maggiore rispetto a quello che i suoi numeri in termini di palle recuperate (0,8 in 24.6 minuti) farebbero pensare.

Lavoro di sacrificio che si vede anche in situazioni di contropiede avversario, dove raramente si arrende, cercando sempre fino all’ultimo di rendere complicato il canestro agli avversari.

Non ha dimensioni fisiche eccezionali, pertanto a livello difensivo deve sempre lavorare per essere preciso e avere meno sbavature possibili. A differenza di giocatori dotati di molti centimetri o di braccia particolarmente lunghe, ha meno margine di manovra per recuperare nel caso in cui sia in ritardo o rimanga su un blocco.

All’Alba era comunque spesso e volentieri incaricato di marcare l’esterno avversario più pericoloso, talvolta andando anche sulle ali, sapendo di poter contare su un fisico capace di reggere bene i contatti vicino a canestro, qualora gli avversari avessero provato a sfruttare mismatch in termini di altezza in post basso o nel pitturato.

n.fiumi
n.fiumi
Classe 1985, bolognese di nascita. Folgorato da Danilovic, ammaliato da Ginobili, tradito da Abdul Gaddy. Incidente che mi ha portato a valutare le cose in maniera più disincantata. Classico esempio di paziente affetto dal "Disease". La vita è troppo breve per vedere brutto basket ma, se non c'è altro, il campionato ungherese resta un'ottima opzione.