Jaleen Smith (Virtus Bologna) – EuroLeague Scouting Report

CONCLUSIONI

La scelta di Jaleen Smith da parte della Virtus Bologna si presenta come una decisione calcolata, una mossa che mira a consolidare il back court della squadra con un giocatore versatile e affidabile. Le capacità difensive di Smith si vanno ad aggiungere a un reparto esterni che, con i vari Pajola, Hackett, Cordinier e Dobric, promette di essere ostico per qualsiasi avversaria, in Italia come in Europa.

Jaleen Smith
I percentili di rendimento di Smith in alcune categorie statistiche (dati riferiti alle gare giocate in Eurolega e riferite alle guardie)

Offensivamente, nonostante la mancanza di estro e creatività in alcuni aspetti del suo gioco, la sua conoscenza profonda dei propri pregi e difetti gli permette di giocare un basket costruito ed efficace, senza particolari forzature e che non dovrebbe essere problematico da inserire in un contesto di squadra. I numeri di questa stagione, unitamente alla crescita mostrata negli anni, rappresentano un segnale positivo e una conferma del suo talento. Dopo gli anni di Ludwigsburg in cui si era segnalato come uno dei migliori giocatori del campionato tedesco, ha giocato un biennio in crescendo a Berlino. E ora la Virtus rappresenta, per lui, un ulteriore step di crescita, cosa che dovrebbe portarlo ad affrontare l’avventura bolognese con la giusta fame per mettersi in mostra.

Jaleen Smith
La mappa di tiro di Smith nell’ultima stagione di Eurolega

Il suo arrivo conferma la volontà dello staff tecnico virtussino di modificare il volto della squadra. Magari qualcosa in meno dal punto di vista della qualità, ma maggiore versatilità e, soprattutto, impatto fisico e difensivo. Caratteristiche che appaiono sposarsi decisamente meglio con quanto richieda una logorante annata di Eurolega. La domanda rimane se questo sarà un passo nella giusta direzione per la Virtus. Ma le premesse indicano che Smith potrebbe essere un tassello prezioso per il nuovo corso bianconero.

n.fiumi
n.fiumi
Classe 1985, bolognese di nascita. Folgorato da Danilovic, ammaliato da Ginobili, tradito da Abdul Gaddy. Incidente che mi ha portato a valutare le cose in maniera più disincantata. Classico esempio di paziente affetto dal "Disease". La vita è troppo breve per vedere brutto basket ma, se non c'è altro, il campionato ungherese resta un'ottima opzione.