Scouting, Legabasket: la partenza lanciata dell’Happy Casa Brindisi

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Brindisi
Fonte Twitter Happy Casa Brindisi

Un comune di neanche 100 mila abitanti, una società con un budget non certo da superpotenza nazionale, l’Happy Casa Brindisi è ormai una consolidata realtà della nostra pallacanestro. Quando sembrava in procinto di iniziare un’annata di relativo ridimensionamento, la società pugliese è riuscita ancora una volta a costruire un roster che sembra nuovamente competitivo. La stagione è lunga, ma, per il momento, il basket espresso dai ragazzi di coach Vitucci è assolutamente convincente. Ciò è raccontato dai risultati ottenuti finora in campionato dalla rosa assemblata da Simone Giofrè, che sta tenendo il passo delle prime, al secondo posto in solitaria con 5-1 di record. Andiamo ad analizzare meglio gli elementi fondamentali delle due fasi brindisine.

Attacco

Oltre ad essere efficace, il gioco mostrato da Brindisi in queste prime uscite stagionali si può definire spumeggiante, aggressivo e intenso. Mantenere questa concentrazione per tutto l’arco della stagione sarebbe un vero capolavoro, i periodi di calo arriveranno, come per tutti, eppure le basi (totalmente ricostruite) su cui partire sono ottime. L’attacco dell’Happy Casa lavora a ritmi piuttosto sostenuti (sesto PACE più alto della LBA) e fino adesso ha reso in modo eccellente, così come la difesa. La New Basket l’ha confermato lo scorso fine settimana, tocca quota 100 punti segnati, seppur contro la non irresistibile difesa della Fortitudo. Tuttavia, si tratta della terza volta che i brindisini scollinano quota 90 punti e soltanto nell’unica sconfitta incassata in campionato, sul campo di Venezia, sono scesi sotto i 70 (75-67 al Taliercio). La definitiva conferma di quanto bene stia performando la fase offensiva di Brindisi, è data dalla statistica sull’Offensive Rating, il terzo più alto della lega (117,2), di gran lunga superiore alla media del campionato (108,9). Una circostanza specifica in cui l’Happy Casa è stata piuttosto efficiente, riguarda i punti su secondo tentativo, 11 di media a partita, il miglior dato della Legabasket secondo InStat, a documentare lo stile di gioco e l’atteggiamento richiesto da Frank Vitucci.

Punti da seconda opportunità in LBA, classifica InStat

Abbiamo parlato di come sta lavorando l’attacco di Brindisi (bene), adesso bisogna capire perché grazie a cosa lo sta facendo. Senza dubbio, chi sta positivamente influenzando la fase offensiva della squadra è D’Angelo Harrison e il suo incredibile rendimento. Più volte si è detto che le sue prestazioni sono da early MVP, ma chi lo aveva seguito nelle ultime esperienze della sua carriera (in Winner League, ad esempio), poteva immaginarsi che lo statunitense avrebbe potuto rivestire il ruolo di leader offensivo di questo roster. I tifosi (purtroppo assenti) del PalaPentassuglia, difficilmente si sarebbero immaginati di poter trovare un sostituto all’altezza di Adrian Banks, e invece hanno accolto un fuoriclasse che non sta, per ora, certamente facendo rimpiangere l’esterno in forza alla Fortitudo Bologna. Harrison è comunque un giocatore che, se non avesse qualche limite caratteriale e di shot selection, potrebbe ambire a qualcosa in più di un ruolo di primissimo piano in una rispettabile squadra di BCL. Oltre ad aver viaggiato a 19,3 punti di media, D’Angelo ha fornito 4 assist a gara in queste 6 sfide, e la sua completezza, unita la costanza che sta avendo, gli potrebbe permettere di essere un fattore cruciale offensivamente, per i suoi, in tutto l’arco della stagione.

Una variabile da osservare in casa NBB è quella della transizione, combinata alle caratteristiche dell’unico straniero confermato dalla scorsa stagione parziale. Difatti, questa situazione di gioco è stata utilizzata nel 13% delle soluzioni offensive del team, grazie, anche e soprattutto, a Darius Thompson, terzo in tutto il campionato per transizioni concluse con un canestro (1,5 per partita). L’abilità di correre bene il parquet potrebbe tornare utile nel corso dell’annata, non solo considerando le doti di un vero specialista del campo aperto come Thompson, ma anche la mobilità di altri componenti del roster, quali Willis, Zanelli o Gaspardo.

Chiaramente, il reparto esterni è di qualità indiscutibile; senza dimenticarsi di James Bell (che può giocare da guardia nei quintetti con tre lunghi), che è comunque un giocatore da 10 tiri tentati a partita, il cui impatto peserà, nel bene o nel male, a lungo andare, e neanche di Alessandro Zanelli, che in uscita dalla panchina si sta rivelando più che efficiente, con una percentuale dall’arco che attualmente si aggira attorno al 43% su 2,3 tiri a partita. In generale, però, Brindisi è una formazione che si affida molto al proprio quintetto titolare, composto da Harrison, Thompson, Bell, Willis e Perkins, che sostanzialmente divide i minuti (o quasi) con Krubally. Soltanto Fortitudo Bologna e Dinamo Sassari hanno ottenuto più punti segnati dai propri cinque uomini iniziali. Tuttavia, i punti dalla panchina brindisina rappresentano un quarto delle realizzazioni complessiva, ma si tratta di soli 21,83 punti a gara (12esimo dato della Serie A). Questo perché, nonostante Gaspardo e Zanelli siano due ormai fedelissimi e Krubally un solido cambio, nel 6+6 pugliese, gli ultimi due spot di italiani sono affidati a Guido e Cattapan, che difficilmente vedono il campo, mentre gli altri due nazionali sono Udom, che non va oltre i 9 minuti di media, e Visconti, dal quale forse ci si aspettava qualcosina in più, che sta superando a malapena i 5 minuti di impiego a gara.

Punti quintetto-panchina LBA. Fonte InStat.

Difesa e rimbalzi

Chi, invece, sta forse addirittura sorprendendo, sono i lunghi dell’Happy Casa. Gli interni di Brindisi non saranno i più appariscenti della LBA, ma si stanno facendo valere sotto i tabelloni. I biancoazzuri sono la migliore squadra a rimbalzo dell’intera Serie A, sia per quanto riguarda la REB% (55,5%, per InStat), che tiene conto anche dei rimbalzi concessi agli avversari, che per ciò che concerne gli effettivi rimbalzi di media catturati ogni gara (quasi 37 a partita, primi in assoluto). Ciò è sicuramente frutto di un lavoro corale, ma coloro che più si sono distinti, in questo senso, sono Derek Willis e Nick Perkins. Abbiamo detto dell’affidabilità, senza essere un giocatore clamoroso, di Ousman Krubally dal pino, ma probabilmente sono stati i suoi compagni di reparto a fare la reale differenza fino ad oggi. I due hanno raccolto rispettivamente 3,2, il prodotto di Kentucky (che è anche il secondo miglior rimbalzista del campionato con 10 complessivi di media), e 2, l’ex Buffalo, rimbalzi offensivi ad allacciata di scarpe, anche lo stesso Krubally ne ha strappati 1,7 di media, tutti numeri che hanno aiutato la produzione di punti su seconda opportunità, a cui si faceva riferimento in apertura. Ad ogni modo, Brindisi è la squadra che ha subito maggiormente i rollanti avversari sui pick&roll, 3 canestri subiti così a gara, sull’alta percentuale del 75% rispetto ai tentativi concessi. Visto che il più alto dei tre citati è Willis che raggiunge i 2,06 metri, che questo significhi che a Brindisi manchino centimetri sotto le plance? Non è necessariamente vero (parliamo di una squadra che passa spesso sopra i blocchi), essendo le cose non riconducibili e considerando quanto i lunghi si stiano facendo rispettare a rimbalzo.

In ogni caso, questo dettaglio a parte, la difesa dell’Happy Casa, sta rendendo addirittura più dell’attacco e lo dicono i risultati, oltre che le statistiche. Brindisi non ha mai clamorosamente subito più di 76 punti in queste sei giornate di LBA e il suo defensive rating è secondo solamente a quello di Milano (102.1, media di lega a 109.3). Si tratta di un’altra prova dell’estrema coralità di un gruppo che, come capitato negli anni passati, sembra giocare insieme da qualche anno, quando, in realtà, è stato costruito quest’estate. Lo dimostra il fatto che siano la difesa che ha subito più canestri avversari in isolamento, riuscendo, al contrario, a ruotare bene sulle penetrazioni sia degli handler nei p&r che dopo le ricezioni. Inoltre, Brindisi ha difeso molto bene contro i post-up, concedendo il 37% sui 6,2 tentativi di media degli avversari. Questo evidenzia ancora di più la relatività della questione della taglia, e che l’Happy Casa e coach Vitucci stanno facendo un altro eccellente lavoro in questa stagione, che promette molto bene sin dagli albori.

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