Scouting, Legabasket: la rinascita di Leonardo Totè nella nuova Fortitudo

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Totè
Fonte Instagram Fortitudo Bologna

La seconda parte di questa prima metà di stagione nel campionato di Legabasket, tra le altre cose, è stata all’insegna del cambio di marcia della Fortitudo Bologna. Del punto più basso dell’annata delle aquile e della conseguente ripresa, che ha seguito il cambio di guida tecnica, se n’è parlato abbondantemente. Legato a ciò, un elemento che vale la pena analizzare del nuovo corso Dalmonte, riguarda colui che è stato il non pervenuto della gestione Sacchetti, che adesso si sta affermando come nota decisamente positiva. Si tratta di Leonardo Totè, che ha sostanzialmente vissuto una stagione a due volti. Di seguito, cercheremo di capire meglio come si è evoluta la sua situazione in campo.

Per cominciare, se vi serve un quadro della situazione, basta sapere che nelle 8 gare di LBA giocate (0-8 di record) con coach Meo Sacchetti in panchina, Totè ha viaggiato a 3,8 punti di media, con il 46,2% dal campo su 3,3 FGA a partita e il 37,5% ai liberi, in 12:16 minuti a gara. Dall’arrivo di Dalmonte, invece, è sceso in campo in 4 dei 5 match disputati dalla F in campionato, ottenendo solo vittorie, mentre i suoi compagni sono stati sconfitti dalla Reggiana quando lui ha finito con un NE (non che le due cose siano così strettamente collegate). L’ex Pesaro ha visto impennare il suo impiego in Legabasket, raggiungendo 23:51 minuti di media nelle suddette uscite (complice l’assenza di Happ, di cui parleremo), ricompensando la fiducia del nuovo allenatore con 16,5 punti di media, il 74,3% dal campo su 8,8 tentativi, andando sempre in doppia cifra abbondante e facendo anche registrare una doppia doppia da 18+10 contro Cremona.

Spiegare il cambiamento (per non dire ribaltamento) di inerzia nelle prestazioni di Leonardo Totè, potrebbe in realtà essere più scontato di quanto ci si immagina. Come per tutti i giocatori (specie se italiani) giovani che cercano la propria dimensione ideale nel basket, la parola che legherei alla rinascita dell’interno fortitudino è banalmente “fiducia”. Mi sembra evidente che quest’ultima sia mancata nei suoi confronti sin dagli albori dell’insediamento di Meo. L’attuale CT dell’Italabasket non ha mai contato su Totè (o potuto contare, che dir si voglia). Di questo ne sono l’emblema alcune uscite in cui il ragazzo è stato utilizzato per una manciata di minuti, sfiorando diversi trilioni (materiale per DNPCD), o altre ancora in cui ha tirato male, fatto scelte pessime, è apparso poco dentro il match e si è complicato la vita con i problemi di falli. L’iniezione di fiducia arrivata, all’opposto, da Luca Dalmonte, si traduce facilmente in numeri, e significa più minuti, più responsabilità, più coinvolgimento negli schemi di squadra e quindi più tiri. Questa tendenza è sottolineata da diversi indicatori, uno di questi sono le gite in lunetta: Totè era stato diffusamente accusato di essere un po’ “molle”, aggettivo che ha allontanato non avendo paura di concludere al ferro negli ultimi tempi, guadagnandosi 17 liberi nelle ultime quattro gare, chiaro sintomo di aggressività ritrovata. Per intenderci, ne aveva tirati complessivamente 14 nelle precedenti 8 sacchettiane, sebbene le percentuali di conversione restino un callo che lo accompagna da pressoché tutta la sua giovane carriera (48,5% su 2,8 liberi a partita nella LBA 2020/21). Su questo ci sarà da lavorare, visto che l’andare con continuità in lunetta potrebbe aiutarlo a portare un contributo offensivo più costante. Tuttavia, i margini di miglioramento non sembrano così ampi in questo senso, essendo il suo tocco non dei migliori, la meccanica, invece, sta dando soddisfazioni in un altro senso, che è il prossimo punto a seguire.

Dicevamo di indicatori di fiducia, un altro di questi, molto chiaro, è legato al tiro da tre punti di Totè. Un fondamentale che, considerando i polpastrelli non educatissimi a cui si faceva riferimento appena prima, ha sempre sfruttato ad intermittenza. L’anno scorso, a Pesaro aveva tentato soltanto 5 triple in 13 partite, senza mai trovare il bersaglio, nella sua annata in A2 nel 2018/19 con Jesi viaggiava a 1,1 tentativo da tre a gara, con il 27,8% di realizzazione. In quest’annata, ha una sola tripla a referto nelle ormai famose prime otto uscite, mentre ha fatto registrare ben 7 tentativi (4//7) nelle ultime quattro del cambio di passo. Ha fatto decisamente scalpore il 3/5 con cui ha tirato dall’arco nell’ultima giornata contro Cantù, che lo ha affermato come fattore totale di questa versione della Lavoropiù.

A proposito di questa versione della Fortitudo, appunto, c’è da dire che in tre delle quattro grandi prestazioni di Totè, era assente il suo ingombrante compagno di reparto, Happ. Inoltre, nella prima delle quattro, contro Pesaro, Ethan era presente e non a caso il minutaggio di Totè è sceso sotto i 20 minuti. Chiaramente, con il pacchetto lunghi fortitudino al completo lo spazio per il classe 97′ si ridurrà inevitabilmente, ma è qui che il nativo di Negrar è chiamato allo step decisivo e più complesso, rispondere presente anche nel poco tempo che gli è concesso. In una Effe con tre stelle estremamente polarizzanti dal punto di vista offensivo, che hanno dimostrato di potersi esaltare l’uno senza l’altro (vedi tabella sopra), l’incastro più allettante e interessante è sicuramente sul piano difensivo per Totè. Difatti, se Happ, il cui futuro è tutto da definire (Sassari?), può quantomeno limitare i danni in contenimento in post, in difesa sui pick&roll avversari lascia molto a desiderare ed è qui che Totè ha fatto vedere alcune cose molto intriganti, oltre che in rim protection. Questo dettaglio potrebbe in realtà essere la carta di sopravvivenza del lungo della Effe al rientro di Happ (o chi per lui). Leonardo Totè ha la mobilità per gestire questo tipo di possessi difensivi, di cambiare dopo il blocco e, soprattutto, adesso ci sta mettendo la voglia e l’intensità giusta, cose che gli erano mancate nell’inizio di stagione. Sequenze contro i p&r come quelle che vedrete di seguito sono davvero molto interessanti e la clip di apertura con la stoppata su Tonut si lascia anche guardare (video by InStat).

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