Scouting: Milton Doyle, pregi e difetti dei nuovi volti della LBA

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Fonte Twitter Milton Doyle

Un altro giro tra i prospetti sponsorizzati da Lorenzo Neri, nel nostro summer finale del podcast di scouting. Stavolta, torniamo in Italia, con la LBA, proprio mentre nel nostro paese va in onda il ritorno del basket giocato, con l’inedita formula della Supercoppa, targata Eurosport. Intanto, noi analizziamo meglio Milton Doyle, aggiunta a stelle e strisce della Pallacanestro Trieste, impegnata domani sera all’esordio stagionale.

Doyle non è una faccia troppo nuovo per il basket europeo, in quanto tempo fa ha vestito la maglia di Murcia, disputando la BCL e avendo modo di giocare nella stessa competizione delle italiane. Si tratta di un giocatore polifunzionale, così come Vasturia e Weiler-Babb, che ha iniziato la propria carriera la college di Loyola University, celebre per la 101enne Sister Jean. Dopo tantissima G-League e la parentesi spagnola, Trieste ha deciso di puntare su di lui, unendolo ad una squadra talentosa, in cerca di equilibri.

Il compito di Doyle sarà quello di facilitatore, accanto a Juan Fernandez, ma anche di secondo handler, a volte pure primario. Si potrà immaginare che questi due si spartiranno gran parte dei possessi, dal punto di vista della gestione. Milton non è uno tra i più grintosi e aggressivi, ma è un giocatore di sicura grandissima tecnica. Lo fa a modo suo e risulta un piacere vederlo giocare.

Sa stare bene in campo, fa benissimo molte cose, è uno che non alza mai il volume in termini di ritmo. Se si tenesse un medio ritmo, Doyle sarebbe certamente nelle condizioni adeguate per fare bene. Trieste è una formazione che punterà a correre raramente, per questo Milton Doyle potrebbe trovarsi a suo agio.

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