Scouting, Mouhammadou Jaiteh: cosa porta alla Virtus Bologna?

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Jaiteh

In un’estate ricca di colpi di scena, l’arrivo di Mouhammadou Jaiteh è stato probabilmente quello più inatteso nel mercato della Virtus Bologna. Anche solo per il fatto che, nei piani originari, non fosse preventivato. La firma del francese, infatti, è stata resa necessaria dalla rescissione contrattuale avvenuta con Vince Hunter, in seguito alla squalifica del giocatore per positività alla cannabis.

Torna dunque in Italia, a tre anni di distanza dall’esperienza con l’Auxilium Torino, il lungo francese. Reduce da un’annata di numeri tonitruanti in Turchia, al Gaziantep: 16.7 punti, 10.3 rimbalzi e 2.2 assist di media col 64% al tiro. Un biglietto da visita notevole per il 26enne di Pantin.
Andiamo allora a conoscerlo meglio con il consueto approfondimento dedicato ai nuovi arrivi del nostro campionato.

Jaiteh

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ATTACCO

Sgomberiamo subito il campo dagli equivoci: nonostante sia arrivato materialmente in sostituzione di Vince Hunter, Jaiteh ha un profilo molto più simile a Julian Gamble. Il francese, infatti, è una macchina da pick&roll, segna tanto a rimbalzo offensivo e può essere opzione esplorabile anche in post. Al contrario di Hunter: dinamo di energia, bravo sì a giocare il pick&roll, ma che costruiva tanto del suo gioco offensivo sull’attività fisica. Regalando poi il vero valore aggiunto soprattutto nella propria metà campo.

Dicevamo del pick&roll. Jaiteh è stato secondo in tutto il campionato turco per punti segnati in situazione di rollante da pick&roll, 5.1 a incontro. Un dato davvero altissimo, che triplica quello prodotto l’anno precedente in VTB con l’Avtodor Saratov. Il nuovo centro virtussino non è dotato di piedi particolarmente rapidi, ma sa portare blocchi efficaci e ha poi buona capacità nel trovare lo spazio in cui ricevere con il suo corpo formato XXL (2.10 per 115 chili e 2.24 di wingspan).

Una volta ricevuto palla ha mani abbastanza morbide per finire anche con dei floater o degli appoggi, qualora non possa andare direttamente al ferro. Preferendo, però, la mano destra, visto che con la sinistra la sua efficacia scende sensibilmente.

Non è un giocatore particolarmente esplosivo, ma compensa coi centimetri e la stazza per riuscire comunque a finire con ottime percentuali nei pressi del canestro: 55% in restricted area in stagione, che diventa il 70.1% (9.5 punti dei suoi 16.7 di media) se togliamo dal conto le conclusioni generate da situazioni di post basso.

Post basso che è un suo tallone d’Achille. È un’opzione in cui è sempre stato abbastanza sfruttato dalle squadre in cui ha giocato (tra il 20 e il 25% delle sue conclusioni nascono da situazioni di post up, in carriera), ma i numeri prodotti sono rimasti costantemente bassi: 0.9 punti per possesso quest’anno. Dato, peraltro, che ha migliorato le cifre anche peggiori delle stagioni precedenti, dove si era attestato attorno agli 0.7 punti per possesso.

Jaiteh
La mappa di tiro dell’ultima stagione di Jaiteh

I problemi di Jaiteh, spesso, iniziano ancora prima di ricevere palla. Ha problemi a mantenere una posizione salda, nonostante la stazza. Cosa che lo porta a spendere qualche fallo in attacco di troppo. Quando riesce a prendere palla fa buon uso della mano destra, con cui ha in faretra un gancetto discreto. Come visto sopra, invece, è abbastanza scolastico con la mano sinistra, con cui è efficace soprattutto se riesce ad avere una ricezione molto profonda.

Buone abilità, invece, nel leggere raddoppi e tempi di scarico per i compagni sul perimetro. Gli oltre due assist di media a partita, ottima cifra per un centro, sono soprattutto figli di questa capacità.

Eccellente rimbalzista offensivo. Settimo nel campionato turco per offensive rebound percentage, con 15.2%. Non ha paura del contatto con gli avversari e con le sue lunghe leve è difficile da tagliar fuori. Una volta conquistato il pallone, peraltro, è abile a salire rapidamente per trovare canestri facili (circa il 20% dei suoi punti sono arrivati da rimbalzo offensivo nell’ultima stagione).

Nel finale di campionato ha mostrato un’aumentata fiducia nel tiro da tre punti. Parliamo di sei conclusioni complessive (di cui quattro a segno), ma arrivate tutte da maggio in avanti. E che hanno mostrato una discreta fluidità nel movimento di tiro, che potrebbe spingere lo staff virtussino a lavorarci su.

Aspetto su cui ci sarà sicuramente da lavorare sono i tiri liberi: 51.4% di realizzazione nell’ultimo campionato. Non arriva al 60% dalla stagione 2016/2017. Numeri abbastanza deficitari per un giocatore che potrebbe vedere a sé destinati un buon numero di possessi offensivi.