Scouting, Olimpia Milano: l’importanza di Sergio Rodriguez

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Rodriguez

L’Olimpia Milano 2020/21 è ormai in versione schiacciasassi, sia in Italia che in Europa. Come più volte detto (e magari anche dimostrato, lo rivelano gli impact di Euroleague), la vera forza di questa squadra è il gruppo e la coralità. La fortuna di coach Ettore Messina quest’anno, è stata quella di poter considerare come dei fattori rilevanti in questa squadra tutti i giocatori a disposizione, chi più, chi meno. Parlare, dunque, di singoli nella stagione dell’Armani Exchange può risultare complesso, tuttavia c’è chi era già a roster lo scorso anno, ed è riuscito ad essere (ancor più?) un fattore, pur in modo diverso. Ne è un esempio lampante Sergio Rodriguez, che nell’ultimo periodo sta disegnando basket, il quale sta rivestendo un ruolo “ridotto” rispetto all’anno scorso, ma probabilmente più adeguato e adatto alle sue esigenze. La chiave dell’annata di Milano fin qui è stata proprio questa, riuscire a far risaltare anche le caratteristiche dei “vecchi”, affiancandogli dei “nuovi” perfettamente funzionali al sistema di gioco. In questo senso, parlare dell’impatto che sta avendo il Chacho può essere più che utile.

Pensare che, aggiungendo due guardie da 25,8 punti di media in coppia, potesse compromettere l’importanza di Rodriguez nell’equilibrio dello scacchiere milanese, sarebbe stato avventato. Anzi, aver inserito dei giocatori dalle caratteristiche di Delaney e Punter, ha, se è possibile, reso il play spagnolo ancora più fondamentale nell’economia di gioco di Messina. Sì, perché sfide come quelle di Coppa Italia e le ultime di Eurolega, hanno ulteriormente accentuato la realtà dei fatti che vede Rodriguez come unico vero handler primario delle scarpette rosse. Punter si è dimostrato letale a giochi rotti e lontano dalla palla, ma si è anche rivelato deficitario quando si è ritrovato a dover mettere il pallone per terra, con il fine di organizzare il gioco.