Scouting, Panathinaikos: ecco cosa può fare Nemanja Nedovic!

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Nedovic
Fonte Twitter Panathinaikos

Se c’è un giocatore in assoluto che negli ultimi anni non è mai riuscito ad esprimersi al meglio su un parquet di pallacanestro, per cause di forza maggiore legate alla sua integrità fisica, quello è sicuramente Nemanja Nedovic. Si è parlato in continuazione delle cause della sua inevitabile separazione dell’Olimpia Milano, che ha consapevolmente (e legittimamente, aggiungerei) lasciato andare un giocatore dall’evidente talento, poiché non abbastanza affidabile e stabile, dal punto di vista della continuità, per le esigenze meneghine. In questo pezzo, non staremo a rimuginare sulle motivazioni del suo addio all’Armani, né a tirare fuori ingiustificati rimpianti postumi. Bensì, abbiamo finalmente l’opportunità di analizzare le infinite potenzialità di Nedovic, che ben conoscevamo, ma che non vedevamo palesarsi da tempo. Ebbene, il serbo nella giornata della scorsa settimana di Euroleague, ha messo in scena tutto il suo immenso repertorio offensivo. Si può dire che la prestazione dell’adesso giocatore del Panathinaikos, contro il Fenerbahce, racchiuda la massimizzazione di quanto questo giocatore possa offrire ad una società, se al 100%. Tralasciando l’immensa incognita relativa alla difficoltà di chiudere un’annata interamente integro, approfittiamo di questa serata da 28 punti, 7/12 da tre (!!), 3 rimbalzi, 3 assist e 2 stoppate, per puntare i riflettori sulla migliore espressione del bagaglio tecnico-tattico dell’ex Warrior. Sfruttando il fatto che il suo Pana si è visto rinviare il match settimanale contro lo Zenit, diamo un’occhiata più attenta all’intera dimostrazione dello skillset di Nedo.

Attacco

Intanto bisogna premettere che, essendo questa performance probabilmente il peak europeo recente di Nedovic, l’analisi valuterà il picco offensivo di questo giocatore. Tuttavia, ciò ha senso perché qualora avessimo la possibilità di vederlo sano per un periodo di tempo prolungato, vederlo performare così ogni sera o quasi, potrebbe non essere una sorpresa. Se è vero che 7/12 da tre è oggettivamente qualcosa di non facilmente ripetibile (non a caso è career high), Nemanja in serate come queste ti fa credere di poterne fare 30 ad ogni allacciata di scarpe. Quando tira con questo ritmo (in quest’avvio di EL è al 44% da 3, con 8 triple a sera), il difensore deve per forza piegarsi al suo volere e la sua capacità di leggere il gioco è alquanto sottovalutata. Riuscire ad essere sempre pericoloso e allo stesso tempo dare l’impressione di essere costantemente in controllo, eseguendo il tutto con una quasi impeccabile pulizia stilistica, pur sembrando perennemente in bilico. Se questo è ciò che vi arriva di Nedovic, probabilmente lo ritenete uno dei giocatori più belli da vedere in Europa. Andando al lato tecnico, non ci sono dubbi che la mano del serbo sia educatissima, ma quando vede il canestro così si garantisce un’ulteriore serie di vantaggi, che riesce anche a sfruttare. Con le sue 7 bombe, arrivate in tutti i modi, costruite da solo dal palleggio, in catch and shoot o in uscita dai blocchi, ha mandato completamente in tilt il piano partita difensivo di coach Kokoskov.

Il Fener si è presto accorto della serata ingiocabile sull’arco di Nedovic, cominciando a spingerlo dentro e ad aggredirlo maggiormente. Tuttavia, come si accennava in precedenza, l’esterno del Pana non è uno scarso lettore delle situazioni di gioco. Sebbene talvolta abbia cavalcato il proprio ritmo, forzando dalla distanza, quando ha scelto di fare un palleggio in più per buttarsi dentro, ha quasi sempre avuto ottimi risultati. In penetrazione è stato efficace, finendo al ferro o guadagnandosi falli in diverse occasioni. L’unico in grado di limitarlo sui cambi è stato Danilo Barthel, che è riuscito ad indurlo all’errore in qualche situazione.

Una partita del genere da parte di Nedovic, è sintomo anche di fiducia e sintonia già trovata nella nuova squadra (anche se si tratta soltanto dell’alba della stagione). Sicuramente è vero che gli potrebbe bastare la sensazione di essere fisicamente pronto per sentirsi a suo agio, eppure qualche merito va a coach Vovoras e al roster del Pana. Il numero 26 dei greens è il go-to-guy designato della squadra, essendo obiettivamente il profilo più talentuoso della rosa. Affidarsi ad un giocatore che non da la certezza di essere presente fisicamente per tutta la stagione può essere rischio, però, ad oggi, i suoi compagni lo cercano moltissimo e gli mettono spesso il pallone tra le mani, ciò è testimoniato dal suo dato di Usage al 27% in quest’inizio di Eurolega, per intenderci tanto quanto il Chacho a Milano e Mike James al CSKA. Ad OAKA contro il Fener, gli sono stati affiancati più spesso Sykes (che a quanto pare non resterà) e Bochoridis nel backcourt, che hanno saputo innescarlo bene e inserirlo nei giochi in modo dinamico, e un po’ meno Foster, forse più accentratore degli altri due. Tra gli interni, invece, si sta trovando molto bene con Auguste, con cui lo abbiamo visto giocare molti pick&roll, ma anche Bentil si sta rivelando utile nel bloccare e liberare le uscite di Nedo. In sostanza, Vovoras è stato bravo ad equilibrare i ruoli negli schemi della sua stella (possiamo chiamarlo così?), alternando i suoi p&r, a circostanze di isolamento, che per il momento si stanno rivelando efficaci e piuttosto utilizzate (1,4 PPP su 2,8 possessi in Euroleague, dati InStat), e ad uscite dai blocchi o di ricezione proveniente dagli hand-offs (che abbiamo visto spesso essere fatti da Sykes, nella vittoria sul Fener). Quanto appena descritto si riflette sui playtypes di Nedovic in queste prime quattro uscite europee dei biancoverdi di Atene.

Playtypes offensivi Nemanja Nedovic (fonte InStat)

Chiudendo il focus offensivo, è bene soffermarsi su un altro aspetto del gioco un po’ trascurato di Nemanja. Ribadendo che, in una serata in cui tendenzialmente riesce tutto bene, la questione è un po’ amplificata, giovedì scorso Nedovic ha fatto la sua figura anche nei panni di passatore. Con il fiato della difesa sempre più sul collo, ha dovuto liberarsi del pallone maggiormente, ma i 3 assist a referto non ci dicono molto su come ha smistato la palla. Il prodotto delle giovanili della Stella Rossa non è un passatore che crea dei vantaggi, come può essere un Campazzo (non che ce ne siano molti su questo pianeta come Facundo…). Ciò nonostante, è un passatore abile nel mantenere il vantaggio creato da sé stesso (o dai compagni), magari grazie al suo primo passo o alla sua velocità di esecuzione, affinché esso possa “sopravvivere” pure senza il pallone tra le proprie mani. I suoi passaggi avvengono spesso con il suo caratteristico passaggio in salto a due mani sopra la testa. Una soluzione non sempre apprezzata dagli allenatori, ma che, se associata alla costante minaccia di potersi alzare in jumper, risulta efficiente. Tutto questo discorso può essere compreso meglio attraverso questa selezione di circolazione di palla, tratta dalla partita in questione.

Difesa

L’ipotesi che una condizione fisica stabile e ottimale possa rendere Nemanja Nedovic uno dei migliori in circolazione nel vecchio continente, è quasi più valida in difesa che in attacco. Difatti, il classe ’91 se al meglio può concentrarsi ed essere reattivo dietro, specialmente sul perimetro. Le gambe non gli mancano, dunque non c’è da stupirsi guardano le due stoppate date contro il Fenerbahce. Peraltro, sono entrambe due ottime difese sul perimetro, su due eccellenti tiratori come Mahmutoglu e Eddie, per giunta nel quarto quarto del match.

Ovviamente, quella difensiva non è certamente la metà campo in cui fa la differenza e i difetti ci sono eccome. Il principale, che non può essere neanche definito difetto, ma è più un limite, è quello relativo alla taglia. Che non sia un difensore game changer è chiaro, ma il problema fondamentale è la non clamorosa fisicità, che lo ha un po’ allontanato dalla NBA. Un già fragile giocatore come lui, soffre sui cambi e non può inevitabilmente tenere attaccanti più grossi. Sempre riferendoci alla sfida vinta con il Fener, qui vediamo come Nedovic abbia sofferto, in due azioni distinte, Duverioglu e Ulanovas in post, dopo lo switch.

 

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