Scouting, Virtus Bologna: Vince Hunter è l’X Factor bolognese

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Spostando lo sguardo verso la metà campo offensiva, l’importanza di Hunter in attacco sta nella sua capacità di offendere lontano dal pallone e di avere un’attitudine offensiva che non necessita di avere il controllo del possesso. Mentre per attivare Gamble serve fornirgli il pallone in post basso, avere un’opzione credibile off the ball anche tra gli interni, in una formazione in cui tanti singoli hanno bisogno dei propri tiri, può essere altrettanto rilevante. Che siano i tagli, la sua dimensione da rollante, i rimbalzi offensivi e i putbacks, tutte questi tipi di giocate che non lo coinvolgono necessariamente per tanto tempo nei pressi della palla, tornano continuamente utili. Difatti, di questo ne risente il suo usage, che si attesta attorno ad una percentuale del 21%, inferiore a quello di Gamble e pari ad Alibegovic, a dispetto di una media di squadra del 23%. La testimonianza di quanto appena affermato la troviamo nei playtypes di Hunter forniti da InStat, per ciò che concerne la stagione corrente fino a questo punto.

 

Fonte InStat

Da qui, possiamo notare che il gioco di tagli massiccio del bagaglio di Hunter, sia quello che lo porta più spesso alla conclusione, con una frequenza del 24,8% e un’efficienza di 1,4 punti per possesso. In questo ulteriore dettaglio, vediamo in che modo si concludono i suoi tagli, evidenziando come le soluzioni siano quasi totalmente al ferro, seppur in diverse modalità.

Cospicuo è pure il suo impiego da rollante, mentre è rilevante il suo contributo in transizione, evidenziato nella clip precedente, oltre che quello a rimbalzo offensivo, che si tramuta in putbacks in termini di realizzazione o presunta tale.

Infine, uno sguardo alla sua mappa di tiro stagionale, tra EuroCup ed LBA, ci consente di osservare quale sia il grande neo che limita Vince Hunter in un’eventuale step successivo chiamato Eurolega (magari con la stessa Virtus Bologna). La sua assenza di tiro da fuori può essere un problema per un giocatore dal suo fenotipo, il tiro da tre punti è esplorato soltanto sporadicamente e va dentro solo nelle giornate di estrema fiducia. Ciò è probabilmente dovuto ad una meccanica non impeccabile, molto macchinosa e composta da movimenti alquanto scollegati fra loro. In questo senso, un segnale incoraggiante arriva dalle percentuali ai liberi di Hunter, giunte ad un career high del 76,2% su 2,7 liberi a partita. Qui, un dettaglio della sua forma di tiro ai liberi.