Scouting, Yannick Nzosa: il gioiello di Malaga, “rubato” alla Stella Azzurra

95
Nzosa
Fonte Twitter Unicaja Malaga

Era diventato un vero e proprio caso, piuttosto curioso, con la Stella Azzurra, adesso, Yannick Nzosa è tornato a far parlare di sé, stavolta per quanto di buono fatto vedere sui parquet dell’ACB. Prima di andare a vedere perché questo ragazzo si è guadagnato le attenzioni degli scout NBA, è opportuno fare un passo indietro. Era la seconda settimana del settembre dello scorso anno, quando la Stella Azzurra presentò una denuncia alla Polizia di Stato per rapimento di minore. Il soggetto in questione è proprio Nzosa ed il “rapimento” fu per mano di tale Joe Lolonga, direttore tecnico della federazione della nazionale di Yannick, ovvero la Repubblica Democratica del Congo, che mise su una macchina con direzione Malaga il suo protetto (con il suo consenso, ovviamente), mentre a Roseto (dov’era in prestito) lo attendevano per il campionato di A2. Tutto ciò, che in quei giorni aveva del paradossale, non è stato altro che una scaltra mossa dell’Unicaja per assicurarsi il talentino che tanto bene aveva fatto nei tre anni alla Stella, entrando anche nel miglior quintetto del torneo ANGT. Gli iberici, infatti, hanno semplicemente fatto valere la Special Case Transfer, una clausola targata FIBA che consente ai minorenni di cambiare società per ragioni scolastiche. A distanza di tempo, le grandi manovre portate avanti dal club spagnolo sono state giustificate dalle sorprendenti prestazioni del giovane centro, al suo storico esordio nel campionato spagnolo (secondo più giovane di sempre). Nzosa, ha appunto stupito tutti, guadagnandosi nuovamente la ribalta internazionale per il suo debutto tra i professionisti. Nelle sue due prime apparizioni in ACB, ha infranto giusto qualche record, scrivendo due volte 10 punti a referto (più giovane, per distacco, a farlo nelle prime due partite della carriera), risultando perfetto dal campo con 9/9 (e 2/2 ai liberi). Alla terza uscita, contro Valencia, è stato meno incisivo in fase realizzativa (solo 2 punti e il primo tiro sbagliato del suo campionato), eppure è stato il match in cui è stato più impiegato, in termini di minutaggio, e questo dice molto sul tipo di impatto che potrà avere… In EuroCup le cose sono andate un po’ peggio, con soli due punti (1/6) nei venti minuti distribuiti nelle due partite continentali da lui disputate. Dunque, andiamo a vedere perché coach Casimiro lo ha buttato nella mischia praticamente da subito.

Attacco

Un centro di 208 centimetri con delle doti fisiche non trascurabili, il suo wingspan e la sua standing reach sono decisamente notevoliQueste sue lunghissime leve, comportano una serie importanti i vantaggi e superiorità che può sfruttare sia in situazioni statiche, che, specialmente, dinamiche. La sua discreta reattività di piedi per il ruolo, gli permette di essere efficace come rollante nei pick&roll, una soluzione che lo ha visto spesso concludere in estensione (spesso davvero difficile da marcare).

Un controllo del corpo già valido, seppur da migliorare, unito ad una sufficiente capacità di lettura offensiva, gli hanno consentito di essere efficace contro le difese spagnole. In circostanze di difficoltà, in cui si è andato a cacciare più di una volta (trappole difensive o raddoppi di Valencia, ad esempio), si è dimostrato, finora, in grado di riuscire a pescare l’uomo libero sull’arco o il tagliante, nonostante le mani non siano educatissime. Lo ha fatto a Valencia, dove la sua capacità di trovare alternative, insieme al suo impatto difensivo, gli hanno consentito di restare in campo per ben 21:45 minuti.

Proprio il tocco non superlativo potrebbe essere uno degli aspetti su cui lavorare, i tiri che non siano nella restricted area per il momento non sembrano un’opzione esplorabile per Nzosa. Inoltre, essendo chiaramente in una fase (ancora) di sviluppo fisico, la sua corporatura appare troppo esile, un dettaglio naturale, considerando la lunghezza di braccia e gambe. Una caratteristica corporea che in America definirebbero skinny, sulla quale dovrà lavorare se il suo obiettivo è la NBA: di questi progressi muscolari ne abbiamo visti parecchi negli ultimi anni, di tempo ce n’è eccome e probabilmente l’età non è ancora quella giusta per caricarlo di lavoro in palestra. Tuttavia, per adesso, questo gli toglie un po’ di solidità sui blocchi che effettua, in particolar modo lontano dalla palla, ma si tratta di un difetto (non colossale) colmabile col tempo.

Difesa

Il punto di forza che ha consentito a Yannick Nzosa di diventare un elemento in grado di ritagliarsi il suo spazio, è senza dubbio la sua fase difensiva. Il congolese ha la mobilità laterale per non soffrire eccessivamente lontano da canestro e sui pick&roll avversari, ma ciò che lo rende una perla preziosissima è il suo essere un rim protector clamoroso. Il classe 2003 (!!) ha regalato numeri pazzeschi al pubblico di ACB, totalizzando ben 8 stoppate nelle sue 3 presenze tra i confini spagnoli. Non si tratta, però, soltanto di tiri stoppati, con quelle prolunghe che si ritrova per braccia riesce a sporcare qualsiasi tipo di conclusione e/o linea di passaggio (1,2 palloni recuperati a partita in ACB). Anche in EuroCup le sue statistiche difensive sono incoraggianti, sebbene i soli 10,5 minuti di media in 2 partite siano un campione relativamente rilevante. In ogni caso, il youngster dell’Unicaja ha fatto registrare il secondo miglior defensive rating di squadra (109,9) e si è piazzato terzo in tutto il roster alla voce del Defensive Box Plus/Minus, con +2,5 (dati Hack-a-Stat).

Altra piccola pecca, che si ha la sensazione di vedere guardando questi sui primi exploit, riguarda dei momenti di bassa concentrazione che attraversa durante una partita. Un’eventualità assolutamente normalissima per un giovane della sua età (ribadiamo per l’ennesima volta che non ha ancora compiuto 17 anni), ma questi passaggi a vuoto andranno limati il più possibile se vuole mostrarsi appetibile per la NBA. Le previsioni lo vedono scelto in uno dei prossimi tre Draft, molto (tempistiche comprese) dipenderà dalla sua maturazione mentale, tecnica e fisica. Di certo, in futuro non potrà permettersi sequenze come questa, in cui abbandona completamente Dubljevic per la tripla comoda dalla punta e, poi, butta via il pallone in attacco.

Delle disattenzioni che presto non gli saranno più perdonate (un’altra tendenza che ha è quella di saltare per contestare quando non ce n’è bisogno), ma che per il momento gli vengono concesse eccome, visto quanto Yannick Nzosa ha fatto vedere in questi suoi incredibili esordi, che entreranno a prescindere negli annali.

 

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

*

code